La Fede bahai in breve
Bahá’u’lláh rimase nella
cella della “più grande
prigione” per anni. Le
condizioni igieniche erano
disperate, sia per Lui, che
per la Sua famiglia ed i Suoi
compagni d’esilio. Pellegrini
che provenivano dalla Persia
(per lo più a piedi), dopo
essere stati attentamente
“osservati” nel
caravanserraglio (dove
rimanevano confinati)
potevano solo scorgere la
Sua mano sporgere dalla
finestra. “Il Ramo più Puro”
(Suo Figlio minore), rimasto
ferito in un incidente, offrì
la Sua giovane sacra vita in
cambio delle visite dei
Pellegrini. Così avvenne...: è
una costante nelle religioni
rivelate, che il giusto paghi
per l’ingiustizia altrui.
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Porta del mare (Est)
Caravanserraglio
Casa di Abbud
Foto d’archivio
Casa di Abdu’lláh Pashà
La più grande prigione
Porta di terra
© 2005-10 Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia | Webmaster Claudio Malvezzi |
Alla porta ad Est del mare, Bahá’u’lláh sbarcò, proveniente da Adrianopoli
(è l’unica Manifestazione di Dio ad aver toccato l’occidente) il 31 agosto 1868.
Il viaggio da Adrianopoli era stato estenuante ed era in catene, accompagnato
dalla Sua Sacra Famiglia e dagli Amici bahai, esuli e perseguitati quanto Lui.
Il caravanserraglio (vicino alla porta del mare) dove i Pellegrini bahai provenienti
dalla Persia (a piedi perlopiù), erano costretti a soggiornare.
Era il “motel” dell’epoca: nel cortile stavano gli animali, sotto il porticato le persone.
In questo caravanserraglio, Bahá’u’lláh rimase la notte del Suo arrivo, prima
di essere condotto alla “più grande prigione”.
Per quanto sia stato per i bahai una sorta di “prigione estera” è, paradossalmente,
la prima “Casa del Pellegrino” in Terrasanta.
La più grande prigione. La freccia indica dove Bahá’u’lláh rimase confinato
dal 1 settembre 1868 al 13 ott. 1870. Non c’era neppure l’acqua: veniva
acquistata al di fuori della città.
In questa casa soggiornò la Sacra Famiglia, prima di trasferirsi nella
casa di Abbud. ‘Abdu’l-Bahá vi ha rivelato, la maggior parte dei Suoi Scritti.
Qui è nato Shoghi Effendi, nipote di ‘Abdu’l-Bahá e futuro amato
Custode della Fede bahai.
Oggi abbiamo la Casa Universale di Giustizia che, fra l’altro, ne
prosegue il sacro Mandato, pur avendo compiti più complessi di quelli
assolti dal Custode stesso.
Nella Casa di Abbud, Bahá’u’lláh rimase fino all’11 giugno 1877, giorno in
cui potè lasciare la città-prigione di Accà, per andare a vivere nella Sua
tanto amata campagna. E’ una casa particolarmente importante poichè
vi è stato rivelato “Il Libro più Santo”: il libro delle leggi di Bahá’u’lláh.
Da questa porta, Bahá’u’lláh uscì l’11 giugno 1877 per raggiungere Mazra’a e
la Sua amata campagna. Era sempre agli arresti domiciliari ma la Sua qualità
della vita, indubbiamente migliorò.
Casa del governatore di Accà. Nella stanza in alto, Bahá’u’lláh venne interrogato
appena sbarcato dalla nave. Pur essendo pieno agosto e provenisse da un viaggio
estenuante via mare, Gli fu negato un bicchier d’acqua. La sete è un metodo
(fra i tanti) di tortura, ancor oggi usato in Iran contro i bahai.
Anni dopo, lo stesso governatore, stimerà Bahá’u’lláh a tal punto, da
contravvenire (sia pure in modo non palese) agli ordini che Lo riguardavano,
del governo centrale.