La Fede bahai in breve
Il Bab (la Porta) fu il Precursore
di Bahá’u’lláh. La Sua
Dispensazione durò solo 19
anni, ma fu il punto di cerniera
fra le Manifestazioni di Dio nel
passato (ciclo Adamico) e
quelle future (ciclo Bahai).
Citato come “la prima delle
due trombe gemelle” nelle
Sacre Scritture, senza di Lui, la
“seconda tromba” (Bahá’u’lláh)
non si sarebbe mai potuta
manifestare. Per quanto i Due
non si siano mai incontrati
fisicamente, la devozione del
Bab verso Bahá’u’lláh, va al di
là di ogni umana comprensione.
I primi 18 credenti nel Bab,
vennero chiamati “Lettere del
Vivente” ed ad ognuno di loro,
è dedicata una terrazza dei
Giardini Monumentali.
Bahá’u’lláh non fu dichiarato
“Lettera del Vivente” (per
rispetto) ma ne fu sempre
l’Ispiratore incontrastato.
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Giardini MPorta del mareonumentali
rdino di Ridvan
Mansion di Bahji
Casa di Mazra’a
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Quando l’Arch. Sahbà andò (progetti dei Giardini Monumentali alla mano) alla municipalità di Haifa,
per richiederne la licenza edilizia, fece un’amara scoperta: i nostri terreni (acquistati ormai da decenni)
non risultavano di nostra proprietà. Dimenticanze e/o stravolgimenti politici, ne avevano cancellato
i nostri diritti presso il catasto. “La responsabile adesso è in India, la richiameremo quando sarà tornata,
ma non si faccia illusioni: quella è un osso duro!” Fu con questa risposta che il nostro architetto venne
congedato. Mesi dopo, la responsabile tornò. Alla parola bahai disse: “Ho visto un bellissimo tempio
bahai a New Delhi, lei ne sa qualcosa?” “Veramente... quel tempio l’ho disegnato io!” rispose il nostro
Architetto. “Ah sì?... vediamo un po’ questi giardini!”.
Ecco svelato l’arcano della licenza edilizia.
Oggi Haifa è la città simbolo della convivenza israelo-palestinese e non c’è depliant o sito turistico
d’Israele, che non li pubblicizzi.
Ogni terrazza è dedicata ad una “Lettera del Vivente” e, nella progettazione, si sono ispirati al
carattere della persona, cui è dedicata.
Nessuna goccia d’acqua viene sprecata: il riciclo è costante, continuo ed ingegnoso nella sua complessità.
Questa è la parte più artificiale del giardino: la terrazza è costruita sopra un ponte.
Con alle spalle il Mausoleo del Bab
Il terreno è tutto riportato ed ancorato alla roccia da un complicato sistema di reti metalliche.
L’irrigazione avviene per trasudazione artificiale dal basso. Ideato da ingegneri israeliani,
sarà certamente materia di studio per gli architetti futuri.
Le cascatelle degli scalini servono per coprire, con il loro rumore, quello del traffico cittadino.