La Fede bahai in breve
Bahá’u’lláh amava la vita e
“l’essere felici nonostante
tutto”, è uno degli obiettivi
degli insegnamenti spirituali
bahai. La prima domanda
che il Maestro poneva al suo
interlocutore era: “sei
felice ?” La risposta che ne
riceveva, era significativa
della condizione spirituale
di chi incontrava.
Non si creda che la durezza
del carcere nella più grande
prigione, togliesse la gioia
ai bahai: tutte le sere si
riunivano con Bahá’u’lláh e
facevano a gara, nel
raccontare storielle che
fossero il più divertente
possibile. Non è un caso che
“la capacità di far ridere”,
sia stata definita da
Bahá’u’lláh, come una
“capacità spirituale”.
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Vista dall’alto di una fortificazione della cittadella
Foto d’epoca della fortezza in cui fu rinchiuso Bahá’u’lláh
Le finestre della cella di Bahá’u’lláh: guardano verso il mare ad ovest.
Scala percorsa da Bahá’u’lláh per raggiungere la cella.
Particolare della scala percorsa da Bahá’u’lláh
Portone d’ingresso al corridoio.
Corridoio percorso da Bahá’u’lláh.
A sinistra per la cella di Bahá’u’lláh.
Tutti i nostri Luoghi Sacri in Israele hanno una targa: non è un problema, visto che sono
di nostra proprietà. Questa ha un valore particolare: la cella in cui rimase rinchiuso
Bahá’u’lláh, “ospitò” anche dei patrioti della moderna Israele, poi messi a morte.
Ciononostante, il Governo Israeliano l’ha donata ai bahai. Lo ricordiamo con riconoscenza.
Notate due errori: la scritta del Nome ed il conteggio dei giorni. Bahá’u’lláh vi entrò
il 1° settembre, dopo una notte nel caravanserraglio e non il 31 agosto, giorno del Suo
arrivo. Dovremmo così togliere un giorno, che è ben poca cosa alla sofferenza che è
costata.
A sinistra: cella di Bahá’u’lláh.
Al centro: cella della Sacra Famiglia.
A destra e nell’anticamera: cella degli Amici bahai.
Pellegrini bahai in preghiera.
Cella di Bahá’u’lláh restaurata e con le imposte aggiunte da noi.