A partire dal 1911, il
Maestro potè fare un viaggio
che Lo portò a Parigi, a
Londra e negli USA fino a
Los Angeles.
Dal 10 Novembre 1911, fra
le tante, tenne a Parigi (4,
Avenue de Camoens) alcune
conferenza sui “Principi
bahai”, che ha esposto con
la Sua impareggiabile
semplicità, concretezza e
completezza d’esposizione.
Ve li proponiamo, così come
sono stati appuntati nel
libro: “La Saggezza di
‘Abdu’l-Bahá”, edito dalla
Casa Editrice Bahai, che
contiene il resoconto di
tutte le conferenze.
.
Tutti gli Scritti Sacri
bahai, sono editi dalla
Casa Editrice bahai
continua...
IL PRIMO PRINCIPIO: LA RICERCA DELLA VERITÀ
Il Primo principio degli Insegnamenti di Bahá'u'lláh è: « La Ricerca della Verità ».
Se l'uomo desidera aver successo nella ricerca della Verità, deve in primo luogo
chiudere gli occhi su tutte le superstizioni tradizionali del passato. Gli ebrei hanno
superstizioni tradizionali, i buddisti e gli zoroastriani non ne sono privi e così dicasi dei
Cristiani. Tutte le religioni sono divenute gradualmente legate a tradizioni e dogmi.
Rispettivamente, tutte si considerano le sole custodi della Verità e accusano le altre
d'essere in errore! Ognuna è di per se stessa giusta, mentre le altre sono errate! Gli
ebrei credono ch'essi soltanto posseggono la verità e condannano tutte le altre
religioni. I cristiani affermano che la loro religione soltanto è la vera e che tutte le
altre sono false e così dicono anche i buddisti e i musulmani; tutti si limitano a se
stessi!
Se tutti si condannano a vicenda, dove potremo trovare la Verità? Se tutti si
contraddicono a vicenda, non tutti possono aver ragione! Se ognuno crede che la sua
religione è la vera, chiude allora gli occhi alla verità delle altre. Se, per esempio, un
ebreo è legato alle pratiche esteriori della Religione d’Israele, egli vieta a se stesso di
comprendere la Verità che può anche esistere in altre religioni; tutte debbono essere
contenute nella sua! Noi dobbiamo quindi distaccarci dalle formalità esteriori e dalle
pratiche religiose. Dobbiamo renderci conto che queste forme e pratiche, per quanto
bellissime, sono degli indumenti che ricoprono il cuore radioso e le membra viventi
della Verità Divina. Se desideriamo scoprire la Verità nell'intimo d'ogni religione,
dobbiamo abbandonare i pregiudizi tradizionali. Se uno zoroastriano crede che il sole è
Dio, come potrà egli unirsi alle altre religioni? Mentre gli idolatri credono nei loro idoli,
come possono capire l'Unità di Dio? Appare chiaro quindi che per progredire nella
ricerca della Verità dobbiamo abbandonare le superstizioni. Se tutti i ricercatori
seguissero questo principio, otterrebbero una visione della Verità.
Se cinque persone si riuniscono per cercare la Verità, dovrebbero cominciare col
separarsi dalle loro condizioni speciali e rinunciare a tutte le idee preconcette. Per
poter trovare la Verità dobbiamo abbandonare i nostri pregiudizi e tutte le idee
meschine; una mente aperta è essenziale. Se il nostro calice è colmo d'egoismo non v'è
più spazio per l'Acqua della Vita. Il fatto stesso che ci consideriamo nel vero e tutti gli
altri in errore, è il più grave ostacolo sulla via dell'Unità, e l'unità è indispensabile nella
ricerca della Verità, poiché la Verità è Una.
È dunque imperativo rinunziare ai nostri pregiudizi specifici e alle superstizioni, se
desideriamo sinceramente cercare la Verità. Fintantochè non faremo nella nostra
mente una distinzione netta fra i dogmi, le superstizioni e i pregiudizi da una parte, e
la Verità dall'altra, non potremo mai avere successo. Se cerchiamo qualcosa
ardentemente, la cerchiamo ovunque. Questo principio dev'essere tenuto presente
nella ricerca della Verità. Dobbiamo accettare la scienza; nessuna verità può
contraddirne un'altra. La luce è utile in qualsiasi lampada brilli. Una rosa è bella in
qualsiasi giardino fiorisca. Una stella ha l'istesso splendore sia che brilli all'oriente sia
all'occidente! Liberatevi dai pregiudizi, così potrete amare il Sole della Verità, da
qualsiasi punto dell'orizzonte esso possa sorgere. Potrete così ben comprendere che la
Divina Luce che brillò in Gesù Cristo, brillò anche in Mosè e Bùddha. Il ricercatore
accurato perverrà a questa verità. Questo è quel che s'intende per « Ricerca della
Verità ». Ciò significa pure che dobbiamo liberarci volenterosamente di tutto quello che
abbiamo appreso prima; di tutto ciò che impedisce i nostri passi sulla Via della Verità.
Se necessario non dobbiamo rifuggire dal cominciare la nostra educazione daccapo.
L'amore per una religione o una persona non deve accecarci al punto da tenerci
impastoiati nelle superstizioni! Quando ci saremo liberati da tali legami, cercando con
la mente libera, potremo allora giungere alla nostra meta.
« Cercate la Verità e la Verità vi renderà liberi ».
Così dobbiamo cercare la Verità in tutte le Religioni, poichè la verità è in tutte, e la
Verità è una.
continua...
Le conferenze del Maestro
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Elenco Principi esposti
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IL SECONDO PRINCIPIO: L'UNITÀ DELLA RAZZA UMANA
Ieri vi parlai del primo principio degli Insegnamenti di Bahá'u'lláh, « La Ricerca della
Verità », e come sia necessario per l'uomo di porre da parte tutto ciò che ha la natura
della superstizione e ogni tradizione che acceca l'occhio alla Verità, in tutte le
Religioni. Egli non deve permettere a se stesso di detestare le altre religioni mentre ne
ama e si attacca ad una soltanto. È essenziale ch'egli ricerchi la Verità in tutte le
Religioni, e se la sua ricerca è sincera e accurata, egli avrà successo.
La prima scoperta che facemmo con « La ricerca della Verità », ci porta ora al secondo
principio che è l'« Unità della Razza Umana ». Tutti gli uomini sono servi di Un Solo Dio.
Un Dio che regna su tutte le nazioni del mondo e trova gioia in tutte le Sue creature.
Tutti gli uomini appartengono ad una famiglia; la corona dell'umanità è posata sulla
testa d'ogni essere umano.
Agli occhi del Creatore tutte le Sue Creature sono uguali; la Sua bontà si riversa su
tutte. Egli non favorisce questa o quella nazione, tutte le Sue creature sono simili.
Essendo questa la verità, perchè creiamo delle divisioni separando una razza dall'altra?
Perché creiamo barriere di superstizioni e tradizioni, disseminando disaccordo ed odio
fra i popoli? L'unica differenza fra i membri della famiglia umana è una differenza di
stadi. Alcuni sono come i bimbi ignoranti ed abbisognano d'essere educati fino a
raggiungere la maturità. Altri sono come ammalati e debbono essere curati con
tenerezza e premura. Nessuno è cattivo o malvagio! Non dobbiamo sentire ripugnanza
verso queste povere creature; dobbiamo trattarle con molta gentilezza insegnando agli
ignoranti e curando teneramente gli ammalati. Considerate questo: L'Unità è essenziale
all'esistenza. L'amore è la vera causa della vita; d'altro canto la separazione porta alla
morte. Nel mondo della materia, per esempio, tutte le cose debbono la loro vita
all'Unità. Gli elementi che compongono il legno, i minerali e le pietre, sono tenuti
avvinti dalla Legge dell'Attrazione. Se questa legge dovesse cessare di operare per un
solo istante. questi elementi non resterebbero insieme e, separandosi, la precisa forma
dell'oggetto cesserebbe d'esistere. La Legge dell'Attrazione ha messo insieme degli
elementi che costituiscono questo bellissimo fiore, ma quando questa attrazione
cesserà di operare, il fiore si decomporrà e cesserà d'essere tale.
Così accade con l'immenso corpo dell'Umanità. La meravigliosa legge dell'Attrazione,
dell'Armonia e del l'Unità, mantiene insieme questa mirabile creazione. Quel che
accade per il tutto accade anche per le parti; si tratti di un fiore o di un essere umano,
quando il principio dell'attrazione viene a mancare, il fiore o l'uomo muoiono. È quindi
evidente che l'Attrazione, l' Armonia, l' Unità portano la vita ; 1' odio e la separazione
portano la morte.
Abbiamo visto che nel mondo della materia tutto ciò che porta la separazione porta la
morte. Similmente la stessa legge opera nel mondo dello Spirito. Epperciò ogni servo
dell'Unico Vero Dio deve obbedire alla legge dell'amore evitando l'odio, la discordia e le
contese. Nell'osservare la natura, constatiamo che gli animali più mansueti si riuniscono
in branchi e greggi, mentre i più selvaggi e feroci quali il leone, la tigre ed il lupo,
vivono nell'impervia foresta, lontani dalla civiltà. Due lupi e due leoni potranno vivere
insieme amichevolmente, ma mille pecore possono vivere nell'istesso ovile e un gran
numero di daini formare un gregge. Due aquile potranno vivere nello stesso nido, ma
mille tortorelle possono radunarsi nello stesso luogo. L'uomo dovrebbe invero essere
annoverato fra gli animali mansueti, ma quando egli diviene feroce egli è più crudele e
perfido del più selvaggio animale della creazione!
Ora Bahá'u'lláh ha proclamato « L'unità della Razza Umana ». Tutti i popoli e tutte le
nazioni costituiscono una famiglia, le creature di un sol Padre, e debbono trattarsi a
vicenda come fratelli e sorelle. Spero che nelle vostre vite cercherete di manifestare e
diffondere questo insegnamento. Bahá'u'lláh ha detto che dobbiamo amare financo i
nostri nemici e trattarli da amici. Se tutti gli uomini fossero obbedienti a questo
principio, la più grande unità e comprensione sarebbero stabilite nei cuori degli umani!
continua...
IL TERZO PRINCIPIO: LA RELIGIONE DEVE ESSERE CAUSA D'AMORE E D'AFFETTO
riportiamo, per maggiore completezza:
DISCORSO PRONUNZIATO DA 'ABDU'L-BAHÁ NELLA CHIESA DEL PASTORE WAGNER
« FOYER DE L'ÂME » A PARIGI IL 26 NOVEMBRE
Sono profondamente toccato dalle parole gentili che mi sono state rivolte, e spero che
l'affetto e l'amore fra noi aumenteranno di giorno in giorno. Dio ha voluto che l'amore
fosse una forza vitale nel mondo, e voi tutti sapete quanto io sia lieto di parlare
dell'amore.
In ogni tempo Dio ha mandato i profeti al mondo per servire la causa della verità;
Mosè portò la Legge della Verità, e tutti i profeti d'Israele dopo di Lui cercarono di
diffonderla. Quando Gesù venne, Egli accese la torcia ardente della Verità, e la levò in
alto perchè il mondo intero potesse esserne illuminato. Dopo di Lui vennero i suoi
Apostoli eletti, ed essi andarono per ogni dove, portando la luce degli insegnamenti
del loro Maestro nel mondo buio; poi anch'essi, alla loro volta, passarono a vita eterna.
Dopo venne Maometto, che, al tempo Suo e nella Sua maniera, diffuse la sapienza
della Verità fra un popolo selvaggio. Questa è sempre stata la missione degli
eletti di Dio.
Così, quando infine Bahá'u'lláh sorse in Persia, il Suo desiderio più ardente fu di
riaccendere in tutto il mondo la luce declinante della Verità. Tutti i santi di Dio hanno
fatto ogni sforzo per diffondere la luce dell'amore e dell'unità nel mondo, affinchè
sparissero le tenebre della materialità e risplendesse sui figli degli uomini la luce dello
spirito; affinchè sparissero l'odio, la calunnia e l'assassinio, e venisse invece il regno
dell'amore, dell'unità e della pace.
Tutte le Manifestazioni di Dio vennero con lo stesso scopo, tutte hanno voluto condurre
l'uomo sulle vie della virtù. Eppure noi, loro servi, ancora disputiamo fra noi!
Perchè è così? Perchè non ci amiamo l'un l'altro e non viviamo in unità? È così perchè
abbiamo chiuso gli occhi ai principi fondamentali di tutte le religioni., e cioè che Dio è
uno, che Egli è il padre di tutti noi, che tutti siamo immersi nell'oceano della Sua
misericordia, e riparati e protetti dalla Sua amorevole sollecitudine.
Il Sole glorioso della Verità brilla per tutti ugualmente; le acque della misericordia
divina immergono ognuno, e le grazie del Padre Divino sono dispensate a tutti i Suoi
figli.
Questo Dio amoroso desidera la pace per tutte le Sue creature. Perchè dunque esse
passano i loro giorni in guerra? Egli ama e protegge tutti i figli Suoi; perchè essi Lo
dimenticano? Egli prodiga a noi tutti le Sue cure paterne; perchè noi trascuriamo
i nostri fratelli? Senza dubbio, se noi pensassimo quanto Iddio ci ama e ci cura,
cercheremmo di ordinare le nostre vite in modo da divenire il più possibile simili a Lui.
Dio è il creatore di tutti noi; perchè noi operiamo in maniera opposta ai Suoi desideri,
mentre siamo tutti Suoi figli ed amiamo lo stesso Padre? Tutte le divisioni che vediamo
da ogni parte, tutte le contese e tutte le liti., sono prodotte dal fatto che l'uomo si
attacca ai riti ed alle osservanze esteriori, dimenticando la semplice, fondamentale
Verità. Nella religione sono le pratiche esteriori che sono così diverse, e sono esse che
causano dispute e inimicizie, mentre la Realtà è sempre la stessa, e unica. La realtà è
la Verità, è la guida di Dio, è la luce del mondo; essa è l'amore, è la misericordia.
Questi attributi della Verità sono anche virtù umane inspirate dallo Spirito Santo.
Perciò teniamoci stretti tutti alla verità, e saremo davvero liberi!
Verrà il giorno in cui tutte le religioni del mondo si uniranno, perchè in principio sono
già una sola. Non occorrono divisioni, visto che sono soltanto le forme esteriori che le
separano. Tra i figli degli uomini troviamo delle anime che soffrono per l'ignoranza
affrettiamoci ad istruirle; altre sono come fanciulli che hanno bisogno di cure e di
educazione fino a che crescano, altre ancora sono ammalate; a queste noi dobbiamo
portare la guarigione divina. Siano esse ignoranti, o puerili, o ammalate, bisogna
aiutarle ed amarle e non sprezzarle a causa della loro imperfezione. I dottori della
religione servono per portare la guarigione spirituale ai popoli, ed essere la causa
dell'unità fra le nazioni. Se essi invece dovessero diventar causa di divisione, meglio
sarebbe che non esistessero! Un rimedio si usa per curare un male, ma se invece non
continua...
continua...
fa che aggravarlo, è meglio farne a meno. Se la religione dovesse esser soltanto una
causa di discordia, sarebbe meglio non esistesse. Tutte le Manifestazioni mandate da
Dio al mondo passarono attraverso le loro terribili tribolazioni e sofferenze per la sola
speranza di diffondere la verità, l'unità e la concordia fra gli uomini.
Gesù sopportò una vita di dolore, di pena, di umiliazione, per dare al mondo un
perfetto esempio di amore, e ad onta di questo, noi continuiamo ad agire in uno spirito
di avversione l'uno verso l'altro!
Il fine di Dio per l'uomo ha come base fondamentale l'amore ed Egli ci ha comandato di
amarci l'un l'altro come Egli ci ama. Tutte queste contese e queste dispute che
sentiamo da ogni parte hanno il solo effetto di dare incremento alla materialità.
Il mondo, per la maggior parte è sprofondato nel materialismo, e le grazie dello Spirito
Santo sono ignorate. Vi è pochissimo sentimento spirituale vero, ed il progresso del
mondo, per la maggior parte, è puramente materiale. Gli uomini stanno diventando
come gli animali che periscono, perchè, come vediamo, essi non hanno alcun
sentimento spirituale, essi non si volgono a Dio, non hanno religione!
Questi sentimenti appartengono all'uomo solo, e quando esso ne è privo è prigioniero
della natura e per nulla superiore al semplice animale. Come può l'uomo accontentarsi
di condurre un'esistenza da animale quando Dio ha fatto di lui una creatura cosi
elevata? Tutta la creazione è soggetta alle leggi della natura, ma l'uomo è stato capace
di vincere queste leggi.
Il sole, nonostante il suo potere ed il suo splendore, è vincolato dalle leggi della natura
e non può cambiare nemmeno per lo spessore di un capello il suo corso. Il grande e
potente oceano non è capace di cambiare il flusso e riflusso della marea; niente può
opporsi alle leggi della natura all'infuori dell'uomo!
Dio ha dato all'uomo un potere sì meraviglioso che egli può guidare, controllare e
sottomettere la natura. Secondo la legge naturale l'uomo dovrebbe camminare sulla
terra, ma egli costruisce bastimenti e vola nell'aria. Egli è creato per vivere sulla terra
ferma, ma invece può viaggiare sul mare ed anche sott'acqua. L'uomo ha imparato a
dominare la potenza dell'elettricità; egli la prende a sua volontà e la imprigiona in una
lampada! La voce umana è fatta per parlare a breve distanza; ma l'uomo ha saputo
fare strumenti tali che gli permettono di parlare dall'oriente all'occidente. Tutti questi
esempi vi fanno vedere come l'uomo può dominare la natura e come, per così dire. può
strappare la spada dalla mano della natura ed operarla contro essa medesima.
Visto che l'uomo è stato creato padrone della natura, quanto è stolto a divenire suo
schiavo! Che ignoranza e che stupidità è adorare la natura, quando Dio, nella Sua
bontà, ci ha creato padroni di essa! Il potere di Dio è visibile a tutti, eppure gli uomini
chiudono gli occhi e non lo vedono. Il Sole della Verità brilla in tutto il Suo splendore,
ma l'uomo con gli occhi serrati non può vederne la Sua gloria!
Io prego fervidamente Dio affinchè nella Sua misericordia e nella Sua amorosa bontà
voglia farvi vivere uniti e pieni di gloria infinita. Supplico ognuno di voi di unire le
vostre preghiere alle mie affinchè la guerra e lo spargimento di sangue possano
cessare, e l'amore, l'amicizia, la pace e l'unità possano regnare nel mondo. Vediamo
attraverso i secoli come il sangue abbia macchiato la superficie della terra: ma ora un
raggio di una luce più intensa è venuto, l'intelligenza umana è più vasta; la spiritualità
comincia a crescere e certamente verrà il tempo in cui le religioni del mondo saranno
in pace.
Lasciamo i discordanti argomenti riguardo alle forme esteriori ed uniamoci per fare
avanzare la Divina Causa dell'Unità, finchè tutta l'umanità riconosca di essere una sola
famiglia, unita nell'amore.
continua...
IL QUARTO PRINCIPIO: L’ACCETTAZIONE DEI RAPPORTI
FRA LA RELIGIONE E LA SCIENZA
'Abdu’l-Bahá disse:
Vi ho già parlato di alcuni altri principi di Bahá'u'lláh, quali « La Ricerca della Verità » e
« L'Unità della Razza Umana ». Vi parlerò ora del Quarto Principio che consiste
nell'Accettazione dei rapporti fra la Religione e la Scienza.
Non v'è contraddizione fra la Vera Religione e la Scienza.
Quando la religione si oppone alla scienza diventa superstizione; tutto ciò che è
contrario al sapere è ignoranza. Come si può credere che ciò che la scienza ha provato
è una cosa impossibile? Se ci si dovesse credere, nonostante l'uso della ragione, questa
sarebbe superstizione e ignoranza, e non fede. I principi veri di tutte le religioni vanno
d'accordo con gli insegnamenti della scienza.
L'Unicità di Dio è logica e questa idea non è in contrasto con le deduzioni avanzate
dagli studi scientifici. Tutte le religioni ci insegnano che dobbiamo essere buoni,
sinceri, veritieri, rispettosi della legge, e fedeli; tutto questo è ragionevole e
logicamente rappresenta la sola strada sulla quale può progredire l'umanità.
Tutte le Leggi Religiose s'accordano con la ragione e si addicono ai popoli pei quali sono
state rivelate e alle età in cui debbono essere obbedite.
La Religione contiene due parti principali:
I- La Spirituale.
Il - La Pratica.
La parte spirituale è immutabile. Tutte le Manifestazioni di Dio ed i Suoi Profeti hanno
insegnato la medesima Verità e l'istessa Legge Spirituale. Essi insegnano un sol codice
di moralità. Nella Verità non esistono suddivisioni. Il Sole ha inviato diversi raggi per
illuminare l'intelligenza umana, ma la luce è sempre la stessa.
La parte pratica della religione s'interessa delle cose esteriori, delle cerimonie e dei
metodi di punizione per certe mancanze. Questa è la parte materiale della legge che
guida le abitudini e le maniere dei popoli.
Ai tempi di Mosè v'erano dieci tipi di crimini punibili con la pena di morte. Quando
Cristo apparì tutto ciò subì dei cambiamenti; il vecchio assioma « occhio per occhio e
dente per dente » fu convertito in: « Ama i tuoi nemici e fà del bene a chi ti odia »; la
severa legge antica fu trasformata in una di amore, di misericordia e di tolleranza!
Nei tempi antichi la punizione per il ladrocinio consisteva nella amputazione della
mano destra; questa legge non può applicarsi nei nostri tempi. In questa èra, un uomo
che impreca contro suo padre continua a vivere, mentre nelle epoche passate egli era
messo a morte. È quindi evidente che mentre le Leggi Spirituali sono immutabili, le
regole pratiche debbono cambiare in relazione alle necessità dei tempi.
L'aspetto spirituale della religione è il maggiore, il più importante dei due, ed esso è
l'istesso per tutti i tempi e non cambia mai! È sempre lo stesso, ieri, oggi eternamente!
« Come era al principio, lo è adesso, e sarà sempre così ».
Or, tutte le questioni di moralità contenute nell'immutabile Legge Spirituale di tutte le
religioni, sono logicamente giuste. Se la religione fosse contraria alla logica della
ragione, allora cesserebbe d'essere una religione rimanendo una mera tradizione. La
Religione e la Scienza sono due ali con le quali l'intelligenza dell'uomo può librarsi alle
altezze fino alle quali l'anima umana può progredire. Non è possibile volare con una
ala sola! Se l'uomo dovesse tentare il volo con la sola ala della religione egli cadrebbe
repentinamente nel pantano della superstizione, mentre d'altro canto se tentasse solo
con l'ala della scienza non compirebbe alcun progresso e cadrebbe nella sconsolante
melma del materialismo. Tutte le religioni oggi esistenti sono cadute in pratiche
superstiziose, e in una disarmonia fra i principi degli insegnamenti che rappresentano e
le scoperte scientifiche dei tempi.
Molti capi religiosi sono giunti alla concezione che l'importanza della religione trovasi
principalmente nell'adesione ad una raccolta di dogmi e nel praticare riti e cerimonie!
Coloro le cui anime essi professano di curare, ricevono i medesimi insegnamenti e si
aggrappano tenacemente a delle forme esteriori, confondendole con la Verità intima.
continua...
Ora, queste forme e questi riti differiscono nelle varie chiese e fra le varie sètte, e
talvolta sono in contraddizione gli uni con gli altri dando adito a discordie, odii e
conflitti. Il risultato di tutti questi dissensi è la credenza da parte di molti uomini colti
che Religione e Scienza sono due termini contraddittori, che la religione non abbisogna
del potere della riflessione, che non deve essere regolata in alcun modo dalla scienza,
ma che anzi v’è la necessità che si oppongano l'una all'altra. L'effetto lamentevole è
che la scienza si è allontanata dalla religione e che la religione è divenuta la cieca e
meschina seguace dei precetti di alcuni teologi che insistono che i loro dogmi favoriti
siano accettati, anche se contrari alla scienza. Questa è stoltezza, perchè è evidente
che la scienza è Luce e che la vera religione non può opporsi al sapere.
Noi ben conosciamo la frase: « Luce e Tenebre », « Religione e Scienza ». Ma la
religione che non cammina mano in mano con la Scienza è in se stessa la tenebra della
superstizione e dell'ignoranza.
La maggior parte dei conflitti e delle discordie del mondo sono stati creati da questi
contrasti ed opposizioni fabbricati dall'uomo. Se la religione fosse in armonia con la
scienza ed esse camminassero insieme, tutto l'odio e l'avversione che tanto male
apportano alla Razza Umana cesserebbero d'esistere.
Considerate : che cosa è che ha eletto l'Uomo fra tutte le cose create e che fa di lui
una creatura sui generis? Non forse il potere della sua ragione, la sua intelligenza? Non
deve egli usare queste facoltà nello studio della religione? Io vi dico: pesate
accuratamente sulla bilancia della Ragione e della Scienza tutto ciò che vi è
presentato come religione. Se supera l'esame, accettatelo, poichè è la Verità, se non
dovesse però superarlo, respingetelo perché allora non è altro che ignoranza!
Guardatevi intorno e notate come il mondo d'oggi è immerso in superstizioni e
formalità esteriori! Alcuni venerano il prodotto della propria immaginazione; si creano
un Dio immaginario e lo adorano, mentre la creazione delle loro menti finite non può
essere mai l'infinito Possente Creatore delle cose visibili e invisibili! Altri adorano
il sole o gli alberi o le pietre! In età passate v'erano coloro che adoravano il mare, la
pioggia e financo la terra!
Oggi gli uomini aumentano il loro fervido attaccamento alle formalità esteriori e alle
cerimonie, cavillando su questo specifico rito o quella particolare pratica, fino al
punto che si odono da tutte le parti estenuanti discussioni e confusioni.
Esistono degli esseri che posseggono debole intelletto e limitato potere di ragionare,
ma la forza ed il potere della Religione non devono essere messe in dubbio a causa
della loro incapacità a capire.
Un bimbo non può comprendere le leggi che governano la natura, ma questo è dovuto
al suo intelletto immaturo; quad'egli crescerà e sarà ben istruito allora potrà
comprendere la Verità Eterna. Un bimbo non può comprendere il fatto che la terra gira
intorno al sole, ma allorchè la sua intelligenza si sarà risvegliata, quel fatto sarà a lui
chiaro ed evidente.
É impossibile per la religione d'essere in contrasto con la scienza, anche se alcuni
intelletti sono o troppo deboli o troppo immaturi per comprendere la verità.
Dio ha fatto della religione e della scienza la misura della nostra comprensione. Fate
attenzione a non trascurare tale meraviglioso potere. Pesate tutto su questa bilancia.
Per colui che possiede il potere della comprensione, la religione è come un libro
aperto, ma come è possibile per un uomo privo della ragione e dell'intelletto
comprendere le Divine Realtà di Dio?
Ponete ogni vostro credo in armonia con la scienza, poichè non vi può essere
opposizione; la Verità è Una. Quando la religione, libera dalle superstizioni, dalle
tradizioni, e dai dogmi inintelligibili, si renderà conforme alla scienza, una grande
forza unificatrice e purificatrice spazzerà dal mondo tutte le guerre, i disaccordi, le
discordie e le lotte; allora l'umanità intera sarà unita dal potere dell'Amore di Dio.
continua...
IL QUINTO PRlNCIPIO: L'ABOLIZIONE DEI PREGIUDIZI
Tutti i pregiudizi siano essi religiosi, razziali, politici o di nazionalità, debbono essere
abbandonati perchè hanno causato la rovina del mondo. È un malanno gravissimo che
se non è fermato a tempo può causare la distruzione dell'intera razza umana. Ogni
rovinosa guerra, con i suoi terribili spargimenti di sangue e sofferenze, è stata causata
dall'uno o dall'altro di questi pregiudizi.
Le deplorevoli guerre che si combattono in questi giorni sono originate dal fanatico
odio religioso di un popolo per un altro o da pregiudizi di razza o di colore. Fintanto
che queste barriere, erette dai pregiudizi, non saranno spazzate via, non sarà possibile
per l'umanità di trovar pace. È per questa ragione che Bahá'u'lláh ha detto: « Questi
pregiudizi distruggono l'umanità ».
Esaminiamo per primo il pregiudizio religioso: considerate le nazioni composte da così
detti popoli religiosi. Se esse fossero invero adoratrici di Dio, obbedirebbero alla Sua
Legge che vieta di uccidere. Se i sacerdoti delle religioni adorassero veramente il Dio
dell'Amore e servissero la luce divina, insegnerebbero ai loro popoli di attenersi al
primo dei comandamenti: « Nutrire amore e carità per tutti gli uomini ».
Purtroppo però notiamo il contrario, perchè, spesso, sono i sacerdoti stessi ad
incoraggiare le nazioni a combattere. L'odio religioso è invero il più crudele!
Tutte le religioni insegnano che dobbiamo amarci a vicenda, che dobbiamo anzitutto
riconoscere le nostre manchevolezze prima di condannare i falli degli altri e che non
dobbiamo mai considerarci superiori al nostro prossimo!
Dobbiamo aver cura di non esaltare noi stessi, ché ci potrebbe accadere d'essere
umiliati. Chi siamo noi da poter giudicare? Come potremmo sapere chi « agli occhi di
Dio, è l'uomo più retto »? La mente di Dio non è come la nostra! Quanti esseri che
sembravano dei santi ai loro amici, sono poi caduti in umiliazioni profonde!
Rammentatevi di Giuda Iscariota, com'egli cominciò bene e quale fu la sua fine! D'altro
canto l'Apostolo Paolo, nella sua gioventù fu nemico di Cristo mentre più tardi ne
divenne il più fedele servo. Com'è possibile quindi lodare noi stessi e detestare gli
altri? Cerchiamo allora d'essere umili, preferendo la bontà degli altri alla nostra. Non
dobbiamo mai dire: « Io sono un credente ma lui è un infedele »; « io sono vicino a Dio
e lui è un derelitto ». Non potremo mai sapere quale sarà il giudizio finale!
Aiutiamo quindi coloro che abbisognano di ogni - genere di aiuto. Insegnamo
all'ignorante e curiamo il fanciullo fino a che egli raggiunga la matura età. Quando
troviamo una persona inabissata nei più profondi baratri della sfortuna e del peccato
dobbiamo essere gentili verso di lei; prendendola per mano aiutiamola a riottenere la
sua stabilità e le sue forze guidandola con amore e tenerezza e trattandola da amica e
non da nemica. Nessun uomo ha il diritto di considerare un altro essere mortale come
un peccatore.
Circa il pregiudizio di razza, esso è un'illusione, una superstizione pura e semplice!
Poichè Dio ci ha creati tutti di una razza. Al principio non v'erano differenze perché
tutti discendiamo da Adamo. Similmente al principio non v’erano limiti e frontiere fra
le varie terre; nessuna parte della terra apparteneva più a un popolo che ad un altro.
Al cospetto di Dio non esistono differenze fra le varie razze. Perché deve l'uomo
inventare tali pregiudizi? Come si può sostenere una guerra basata su illusioni? Dio non
ha creato gli uomini affinché si distruggano a vicenda!
Tutte le razze, le tribù, le sètte e le classi condividono in ugual misura la munificenza
del Padre Celeste. La sola differenza consiste nel grado di fedeltà e di obbedienza alla
Legge Divina. Vi sono alcuni che spandono la luce come ceri, mentre altri brillano
come stelle nel firmamento dell'umanità. Gli esseri superiori, sono gli amanti del
genere umano, a qualsiasi nazione, credo o colore essi appartengano. Essi sono coloro
a cui Dio dirà queste benedette parole: « Ben fatto, o miei fedeli servi ». E in quel
giorno Egli non chiederà: « Sei tu inglese, francese o forse persiano? Vieni tu
dall'Oriente o dall'Occidente »?
L'unica reale differenza che esiste, è questa: esistono uomini celestiali e uomini
terreni. I primi sacrificano se stessi nel servire l'umanità per amore dell'Altissimo,
apportando l'armonia e l'unità e insegnano le vie della pace e della buona volontà.
Dall'altro canto esistono gli egoisti che odiano i fratelli e nei cui cuori i pregiudizi
hanno rimpiazzato l'amore e la gentilezza e la cui influenza fomenta la discordia e la
lotta.
continua...
A quale razza o colore appartengono questi due differenti settori dell'umanità? Ai
bianchi, ai gialli, ai negri, all'Oriente, all'Occidente, al Nord, al Sud? Se queste sono le
differenze create da Dio perché dobbiamo inventarne delle altre?
I pregiudizi politici sono ugualmente perniciosi; essi sono la causa delle più accanite
lotte fra i figli degli uomini. V'è gente che trova godimento nel fomentare la discordia,
che incita costantemente il proprio paese a far guerre contro altre nazioni, ma perchè?
Essi credono di avvantaggiare il proprio paese a detrimento di tutti gli altri. Mandano
eserciti a tormentare e a distruggere, allo scopo di diventare famosi, e per la gioia
della conquista. Tutto ciò per poter dire: « Tale paese ne ha sconfitto un altro
ponendolo sotto il giogo del suo forte e superiore governo ». La vittoria acquistata a
prezzo di tanto sangue non è duratura! Un giorno i conquistatori saranno conquisi ed i
vinti saranno vittoriosi! Rammentate la storia passata; non fu la Francia a conquistare
la Germania più d'una volta? E non fu la nazione Tedesca a sopraffare la Francia? Ben
sappiamo che la Francia conquistò l'Inghilterra e che quest'ultima a sua volta vinse
sulla Francia.
Queste gloriose conquiste sono così effimere! Perché dare tanta importanza ad esse e
alla loro fama dovuta alla volontà di spargere il sangue del popolo, per le loro mire?
Vale una vittoria l'inevitabile catena di mali prodotti dalla carneficina umana e dal
dolore, l'angoscia e la rovina che debbono sopraffare tante case in entrambe le
nazioni? Ohimè, perché l'uomo, la creatura disobbediente di Dio, che dovrebbe essere
l'esempio del potere della Legge Spirituale, volge il viso dalla parte opposta degli
insegnamenti divini, ponendo ogni suo sforzo nella distruttività della guerra?
Io spero che in questo secolo illuminato, la divina luce dell'amore diffonderà la sua
radiosità sul mondo intero, affinando la sensibilità dell'intelletto e del cuore d'ogni
essere umano; che la luce del sole della Verità guidi gli uomini politici ad abbandonare
i legami di tutti i pregiudizi e le superstizioni per poter seguire con mente libera la
Politica di Dio, poiché questa è possente, mentre la politica umana è debole.
Dio ha creato il mondo intero ed elargisce la Sua Divina Munificenza su ogni creatura!
Non siamo noi i servi di Dio? Prego che il Regno di Dio venga sulla terra e che le
tenebre siano spazzate via dalla radiosità del Sole Celestiale.
IL SESTO PRINCIPIO: L'EQUILIBRIO NEI MEZZI DI SUSSISTENZA
Uno dei più importanti principi negli insegnamenti di Bahá'u'lláh è il diritto d'ogni
essere umano al pane quotidiano col quale sussiste, ovvero l'equilibrio nei mezzi di
vita. La sistemazione delle condizioni dei popoli dev'esser tale che la povertà dovrà
scomparire, che ognuno in accordo col suo rango e la sua posizione, dovrà quanto più è
possibile, condividere il suo agio ed il suo benessere con gli altri.
Da un canto noi vediamo uomini sovraccarichi di ricchezze e dall'altro sfortunati che
soffrono la fame con quasi nulla; coloro che posseggono imponenti palazzi, e quelli che
non hanno un luogo ove posare il capo. Vediamo alcuni che consumano parecchie
portate di cibo costoso e appetitoso, mentre altri a stento si procurano delle briciole
con cui rimanere in vita. Mentre alcuni indossano abbigliamenti di velluto, pellicce e
lini scelti, altri non hanno che indumenti meschini e leggeri, insufficienti a proteggerli
dal freddo.
Questo stato di cose è errato e dev'essere rimediato. Il rimedio però dev'essere
applicato con molta perizia; esso non può essere effettuato apportando l'assoluta
uguaglianza fra gli uomini.
L'uguaglianza è una chimera!
Essa è assolutamente inattuabile! Anche se l'uguaglianza si potesse attuare, non
sarebbe duratura, e se la sua esistenza fosse possibile, l'intero ordine mondiale
sarebbe distrutto. La legge e l'ordine dovranno sempre esistere nel mondo
dell'umanità. Il cielo ha così decretato alla creazione dell'uomo.
Alcuni uomini sono colmi di talento, altri ne posseggono una misura normale, mentre
altri ancora sono privi d'intelletto. In queste tre classi v'è un ordine, ma non
l'uguaglianza. Com'è possibile considerare la saggezza identica alla stoltezza?
L'umanità è come un esercito;
abbisogna di generali, di capitani, di sottufficiali di vario rango e di soldati, ognuno
con le sue mansioni ben attribuite. I gradi sono assolutamente necessari per assicurare
continua...
un'amministrazione ordinata. Un esercito non può essere costituito soltanto di
generali, di capitani o di semplici soldati senza l'autorità di qualcuno. Il risultato sicuro
di un tale piano sarebbe il disordine e la demoralizzazione che s'impossesserebbero
dell'intero esercito.
Re Licurgo, il filosofo, elaborò un piano grandioso per rendere uguali i sudditi di
Sparta. L'esperimento ebbe inizio con sacrifici personali e con molta saggezza; indi il
re chiamò il suo popolo e fece giurare che avrebbe mantenuto lo stesso ordine di
governo anche se lui avesse lasciato il paese e che non avrebbe cambiato nulla fino al
suo ritorno. Avendo ottenuto questo giuramento, lasciò il suo regno di Sparta e non
fece più ritorno. Licurgo, nell'abbandonare il suo stato, rinunciando al suo elevato
rango, credette di arrivare al bene permanente del suo paese col rendere eguale la
proprietà e le condizioni di vita nel regno. Questo sacrificio del re fu invano; il grande
esperimento fallì e dopo un certo periodo di tempo tutto fu distrutto e la sua
costituzione così meticolosamente ideata, cessò d'esistere.
La futilità del tentativo d'un tale piano fu dimostrata e l'impossibilità di stabilire
condizioni uguali di esistenza fu proclamata nell'antico regno di Sparta. Oggi un simile
tentativo sarebbe destinato ugualmente a fallire. Certamente, essendovi alcuni esseri
enormemente ricchi ed altri lamentevolmente poveri, sarebbe necessaria
un'organizzazione per controllare e migliorare questo stato d'affari. È molto
importante limitare le ricchezze, ma è anche importante limitare la povertà. Entrambi
gli estremi non sono buoni; il porsi sulla via di mezzo è desiderabile. È il diritto di
un capitalista possedere una grande fortuna ma è ugualmente giusto che il suo operaio
abbia mezzi sufficienti all'esistenza.
Un finanziere con ricchezze colossali non dovrebbe esistere se accanto a lui si trova un
povero in assoluto bisogno. Quando vediamo che si permette alla povertà di
raggiungere condizioni d'estrema inedia, possiamo esser certi che esiste la tirannia.
L'umanità deve darsi da fare nei riguardi di questo problema e non indugiare oltre a
cambiare le condizioni che impongono le sofferenze di una miseria logorante a una
grande parte della popolazione.
I ricchi devono dare parte della loro opulenza, devono intenerirsi il cuore coltivando
una sensibilità alla compassione, preoccupandosi degli afflitti che soffrono per
mancanza delle necessità essenziali alla vita. Dovranno essere create delle leggi
speciali intese a regolare questi estremi di ricchezza e di bisogno. I membri del
governo debbono tenere in considerazione la legge di Dio quando preparano piani per
l'amministrazione dei popoli. I diritti dell'umanità debbono essere custoditi e
mantenuti; i governi dei vari paesi debbono conformarsi alle Leggi Divine che
garantiscono la giustizia uguale per tutti.
Questa è la sola via che permetterà l'abolizione del deplorevole eccesso di ricchezza e
della miserevole, demoralizzante e degradante povertà. Fintanto che ciò non verrà
fatto, la Legge di Dio non sarà obbedita.
IL SETTIMO PRINCIPIO: L'UGUAGLIANZA DEGLI UOMINI
Le leggi di Dio non sono l'imposizione della volontà o del potere o del piacere, ma
l'applicazione della verità, della ragione e della giustizia.
Tutti gli uomini sono uguali innanzi alla legge che deve regnare sovrana.
Lo scopo della punizione non è la vendetta, ma la prevenzione del crimine.
I re debbono governare con saggezza e giustizia; i principi, i nobili e i contadini hanno
uguale diritto allo stesso trattamento e nessun favore dev'essere mostrato verso
alcuno. Un giudice non deve rispettare personalità, ma deve amministrare la legge con
stretta imparzialità in ogni caso a lui riferito. Se un individuo commette un delitto
contro di voi, non avete alcun diritto di perdonarlo; la legge deve punirlo onde
prevenire la ripetizione dello stesso delitto da parte di altri, poichè la pena di un
singolo non ha alcuna importanza di fronte al benessere generale dei popoli.
Quando la giustizia perfetta regnerà in tutti i paesi dell'Oriente e dell'Occidente, la
terra diverrà un luogo magnifico. La dignità e l'uguaglianza di ciascun servo di Dio
saranno riconosciute; l'ideale della solidarietà della razza umana e la vera fratellanza
sarà realizzato e la gloriosa luce del Sole della Verità illuminerà le anime di tutti gli
uomini.
continua...
L'OTTAVO PRINCIPIO: LA PACE UNIVERSALE - L'ESPERANTO
Un tribunale Supremo dovrà essere fondato dai popoli e dai governi di tutte le Nazioni.
Un tribunale composto di membri eletti da ogni paese e governo. I membri di questo
grande consesso dovranno riunirsi in perfetta unità. Tutte le dispute di carattere
internazionale dovranno essere sottoposte a questo Tribunale il cui compito consisterà
nell'arbitrare qualsiasi dissidio che potrebbe essere causa di guerra. La missione di
questo Tribunale sarebbe, quindi, quella di prevenire le guerre.
Uno dei più grandi passi verso la Pace universale sarebbe l'adozione di una lingua
universale. Bahá'u'lláh ordina ai servi dell'umanità di riunirsi e scegliere una lingua
esistente o formarne una nuova. Questo fu rivelato nel Kitáb-i-Aqdas (Il Libro
Santissimo) quaranta anni fa. Vi si dimostra che la questione della diversità delle
lingue è un problema molto arduo. Esistono nel mondo più di ottocento lingue e non
v'è persona che possa impararle tutte. Le varie razze non sono così isolate come lo
erano in passato; ora per poter mantenere strette relazioni con tutti i paesi è
necessario il saper parlare le loro lingue. Una Lingua Universale renderebbe possibile
le relazioni con tutte le nazioni. Così sarebbe necessario conoscere due lingue
soltanto; la madre lingua e quella universale.
Quest'ultima renderebbe possibile all'uomo di parlare con qualsiasi uomo nel mondo!
Una terza lingua non sarebbe necessaria. Come sarebbe proficuo e riposante poter
conversare con i membri di qualsiasi razza o paese senza dover ricorrere ad un
interprete!
L'Esperanto è stato creato con questo scopo in vista; è un’eccellente invenzione ed
un'ottima creazione, ma abbisogna di perfezionamenti. L'Esperanto com'è adesso è
abbastanza difficile ad alcune persone. Un congresso internazionale dovrebbe essere
convocato con delegati di ogni nazione del mondo, orientali ed occidentali senza
distinzione. Questo congresso dovrebbe formare una lingua facile per tutti, e ogni
paese così ne trarrebbe un grande beneficio.
Fino a che questa lingua non sarà in uso, il mondo continuerà a sentire il bisogno di un
tale mezzo di comunicazione. La differenza di favella è una delle più efficaci cause di
avversione e diffidenza che esista fra le nazioni, che rimangono separate più per la
loro inabilità di comprendere le loro rispettive lingue, che per qualsiasi altra ragione.
Se tutti potessero parlare una sola lingua, come sarebbe più facile servire l'umanità!
Epperciò, apprezzate l'Esperanto, poiché è l'inizio dell'adempimento di una delle più
importanti leggi di Bahá'u'lláh, ma dev'essere migliorato e perfezionato.
continua...
IL NONO PRINCIPIO: LA NON INTERFERENZA DELLA RELIGIONE NELLA POLITICA
La condotta nella vita è motivata da due scopi essenziali: « La speranza della
ricompensa », e « il timore della punizione ».
Queste speranze e questi timori debbono essere tenuti in gran considerazione da
coloro che occupano importanti cariche nei governi. I loro affari consistono nel
consultarsi per la creazione delle leggi e per provvedere alla loro giusta
amministrazione.
La tenda dell'Ordine nel Mondo è sostenuta da due colonne, « Ricompensa e
Retribuzione ».
I governi dispotici sono fatti da uomini senza fede divina; e dove non v'è il timore della
Retribuzione Spirituale, l'esecuzione delle leggi è tirannica e ingiusta. Non v'è migliore
metodo di prevenire l'oppressione che col rispetto dei due sentimenti, speranza e
timore. Entrambi hanno conseguenze politiche e spirituali. Se gli amministratori della
legge volessero tener conto delle conseguenze spirituali delle loro decisioni, seguendo
i dettami della religione, diverrebbero « gli agenti divini nel mondo dell'azione, i
rappresentanti di Dio per coloro che sono sulla terra, e difenderebbero, per amore di
Dio, gli interessi dei Suoi servi, così come fanno con i propri ». Se un governante è
cosciente della sua responsabilità e teme di sfidare la legge divina, il suo giudizio sarà
equo. Al contrario se un amministratore dovesse pensare che tutta la responsabilità
per le sue azioni finisce con la sua vita terrena, ignorando e misconoscendo i favori
divini e il regno spirituale della gioia, egli mancherebbe dell'incentivo per un giusto
agire e dell'ispirazione per distruggere l'oppressione ed il torto.
Quando un sovrano sa che il suo giudizio verrà pesato sulla bilancia del giudice divino,
e che se non sarà trovato in mancanza, egli perverrà nel Regno Celeste e sarà inondato
dalla luce della munificenza divina, allora egli agirà sicuramente con giustizia ed
equità. Vedete com'è importante che i ministri di stato siano illuminati dalla religione!
Con le questioni politiche, però, il clero non ha nulla a che fare! Le cose religiose non
debbono essere mai mescolate con la politica, nel presente stato del mondo, poichè i
loro interessi non sono identici.
La religione s'interessa di cose del cuore, dello spirito e della morale. La politica si
occupa delle cose materiali della vita. I maestri di religione non debbono invadere il
regno della politica; essi debbono occuparsi dell'educazione spirituale dei popoli,
consigliandoli bene e cercando di servire Dio e l'umanità. Essi debbono cercare di
risvegliare le aspirazioni spirituali e accrescere la comprensione ed il sapere
dell'umanità, migliorando la morale e aumentando l'amore per la giustizia.
Questo è in accordo con gli Insegnamenti di Bahá'u'lláh.
Nei Vangeli è scritto: « Rendete dunque a Cesare le cose di Cesare e a Dio le cose di
Dio ». In Persia esistono fra i più importanti ministri di Stato, alcuni che sono religiosi,
di vita esemplare, che venerano Iddio, e che temono di disobbedire alla Sua Legge.
Altri governanti invece, in quella stessa terra, non hanno alcun timore di Dio, non
pensano alle conseguenze delle loro azioni, lavorano a soddisfare i propri desideri e
hanno portato la Persia nei malanni e nelle difficoltà.
Oh amici di Dio! Siate gli esempi viventi della Giustizia! Così che per la grazia di Dio, il
mondo possa vedere che le vostre azioni manifestano gli attributi della giustizia e della
misericordia.
La giustizia non ha limiti; è una qualità universale. Il suo operare dev'essere portato in
tutte le classi, dalle più umili alle più elevate. La giustizia dev'essere sacra e gli
interessi dei popoli debbono essere presi in considerazione. Desiderate per gli altri ciò
che desiderate per voi stessi. Allora potremo gioire nel Sole della Giustizia che brilla
sull'orizzonte di Dio.
Ogni uomo è stato posto in una posizione d'onore; egli non deve abbandonarla. Un
umile lavoratore che commette un'ingiustizia è tanto da biasimare quanto un famoso
tiranno. Così noi abbiamo la scelta fra giustizia e ingiustizia.
Io spero che ognuno di voi diverrà giusto e indirizzerà i suoi pensieri verso l'unità
dell'umanità; che nessuno farà male al suo prossimo né parlerà male di alcuno, che
rispetterà i diritti di tutti gli uomini e si preoccuperà più degli interessi degli altri che
dei propri. Così diverrete fiaccole della giustizia Divina agendo in accordo con gli
insegnamenti di Bahá'u'lláh, che, durante la Sua vita, sopportò innumerevoli
tribolazioni e persecuzioni per poter mostrare sulla terra le virtù del Mondo Divino,
continua...
rendendo possibile per voi di intendere la Supremazia dello Spirito e di gioire nella
Giustizia di Dio. Per opera della Sua Misericordia, la Munificenza Divina si riverserà su
di voi, e a questo fine io prego.
IL DECIMO PRINCIPIO: L'UGUAGLIANZA DEI SESSI
Il Decimo Principio degli Insegnamenti di Bahá'u'lláh è l'uguaglianza dei sessi.
Dio ha creato tutte le creature a coppie. Uomo, Animale o Vegetale, tutte le cose di
questi tre regni, sono di due sessi, e v'è uguaglianza assoluta fra loro. Nel regno
vegetale vi sono piante maschi e piante femmine; i loro diritti sono uguali ed esse
possiedono in parti uguali la bellezza della loro specie, sebbene si possa dire che la
pianta che produce frutti è superiore a quella che non ne produce. Nel regno animale
vediamo che il maschio e la femmina hanno diritti uguali e che tutti e due godono
della natura e non v'è questione di superiorità di un sesso sull'altro. Nei due regni più
bassi della natura non v'è questione di superiorità di un sesso sull'altro. Nel regno
umano si osserva invece una grande differenza; il sesso femminile è trattato da
inferiore, e non gli sono permessi diritti e privilegi comuni al sesso maschile. Questa
condizione non è dovuta alla natura, ma all'educazione. Nella creazione divina non c'è
questa diversità.
Un sesso non è superiore all'altro agli occhi di Dio. Perchè dunque deve un sesso
proclamare l'inferiorità dell'altro negandogli diritti e privilegi, come se Dio gliene
avesse dato autorità? Se le donne ricevessero una educazione uguale a quella degli
uomini, il risultato dimostrerebbe una capacità di sapere identica in entrambi i sessi.
Sotto alcuni aspetti la donna è superiore all'uomo. É di cuore più tenero, più ricettiva
e la sua intuizione è più intensa. Non si può negare che in varie località la donna è ora
più arretrata dell'uomo, ma questa temporanea inferiorità è dovuta alla mancanza di
opportunità educative. Nelle necessità della vita, la donna ha maggiore potere
d'intuizione dell'uomo, perché è a lei che l'uomo deve la sua stessa vita.
Se la madre è istruita, i suoi figli saranno ben educati. Quando la madre è saggia, i figli
saranno guidati sul sentiero della saggezza. Se la madre è religiosa, mostrerà ai figli
come devono amare Iddio. Se la madre è morale guiderà i suoi piccoli sulla via della
rettitudine.
È chiaro perciò che la generazione futura dipende dalle madri d'oggi. Non è questa una
responsabilità vitale per la donna? Non richiede essa ogni possibile vantaggio per
prepararla a tale compito? Epperciò sicuramente a Dio non piacerà che uno strumento
così importante come la donna debba soffrire per mancanza dell'educazione necessaria
allo scopo di raggiungere le perfezioni desiderabili e indispensabili per la grande opera
della sua vita! La Giustizia Divina richiede che i diritti di ambo i sessi siano ugualmente
rispettati perchè nessuno è superiore all'altro agli occhi del Cielo. La dignità al
cospetto di Dio non dipende dal sesso, ma dalla purezza e dalla luminosità del cuore.
Le virtù umane appartengono ugualmente a tutti!
La donna deve quindi sforzarsi per raggiungere una più grande perfezione, per esser
uguale all'uomo sotto ogni aspetto, per progredire in tutti quei campi in cui essa è
rimasta indietro, così che l'uomo sarà costretto a riconoscerne l'uguaglianza di capacità
e di successo.
In Europa le donne hanno fatto maggiore progresso che nell'Oriente, ma c’è ancora
molto da fare! Quando gli studenti sono arrivati alla fine del loro corso scolastico, ha
luogo un esame, il cui risultato ne determina la capacità e la conoscenza; così avverrà
con la donna. Le sue azioni mostreranno il suo potere, e non ci sarà più bisogno di
proclamarlo a parole.
È mia speranza che le donne dell'Oriente, come quelle dell'Occidente, progrediranno
rapidamente finché l'umanità raggiungerà la perfezione.
La generosità di Dio è per tutti e dà potenza ad ogni progresso.
Quando gli uomini riconosceranno l'uguaglianza delle donne, esse non avranno più
bisogno di lottare per i loro diritti! Uno dei principi di Bahá'u'lláh è dunque
l'uguaglianza dei sessi.
Le donne debbono compiere il più grande sforzo per acquistare potere spirituale e
crescere nella virtù della Saggezza e Santità, finché la loro illuminazione e il loro
continua...
sforzo riusciranno a realizzare l'unità del genere umano. Esse debbono lavorare con
ardente entusiasmo per diffondere la dottrina di Bahá'u'lláh fra i popoli così che la luce
radiosa della Grazia Divina possa avviluppare le anime di tutte le nazioni del mondo!
L'UNDICESIMO PRINCIPIO: IL POTERE DELLO SPIRITO SANTO
Negli insegnamenti di Bahá'u'lláh è scritto: « Per il potere dello Spirito Santo soltanto
l'uomo è capace di progredire, perché la potenza divina è infinita ».
La lettura della storia ci porta alla conclusione che gli uomini veramente grandi, i
benefattori della razza umana, coloro che hanno spinto gli uomini ad amare la giustizia
e ad odiare l'ingiustizia, sono stati causa di un reale progresso; tutti sono stati ispirati
dalla forza dello Spirito Santo.
I Profeti di Dio non si sono tutti diplomati nelle scuole di una dotta filosofia; anzi essi
furono spesso uomini di umile nascita, apparentemente ignoranti, uomini sconosciuti e
di nessuna importanza agli occhi del mondo e che talvolta mancavano persino della
conoscenza del leggere e dello scrivere.
Ciò che innalzò questi grandi al di sopra degli uomini e per cui essi poterono diventare
maestri di verità fu il potere dello Spirito Santo. La loro influenza sulla umanità, in
virtù di questa possente ispirazione, fu grande e penetrante.
L'influenza dei più saggi filosofi, che non possedevano questo spirito divino, è stata
relativamente di poca importanza malgrado la vastità della loro dottrina e la
profondità della loro erudizione.
Per esempio, gli intelletti fuori del comune di Platone, Aristotele, Plinio e Socrate, non
hanno influenzato gli uomini così grandemente da farli divenire ansiosi di sacrificare la
vita pei loro insegnamenti, mentre alcuni di quegli uomini semplici hanno scosso
l'umanità al punto che migliaia di uomini sono diventati martiri volontari per tenere
alta la loro Parola, perché questa Parola era ispirata dallo Spirito Santo. I profeti di
Giudea e d'Israele, Elia, Geremia, Isaia, Ezechiele, erano uomini umili come lo erano
anche gli Apostoli di Gesù. Pietro, il capo degli Apostoli, usava dividere i frutti della
sua pesca in sette parti e quando, presa ciascuna parte per l'uso di ogni giorno,
arrivava alla settima razione, sapeva che era il Sabato. Considerate questo! Pensate
alla sua futura posizione e a quale gloria egli giunse perché lo Spirito Santo operò
grandi cose per mezzo suo.
Ne deduciamo che lo Spirito Santo è il fattore dinamico nella vita dell'uomo. Chiunque
riceve questo potere è capace di influenzare tutto ciò con cui viene a contatto. I più
grandi filosofi senza questo Spirito sono impotenti, le loro anime sono senza vita e i
loro cuori sono inerti! Se lo Spirito Santo non alita dentro le loro anime, essi non
possono operare bene.
Nessun sistema di filosofia è stato mai capace di cambiare in meglio gli usi e i costumi
di un popolo. Dotti filosofi non illuminati dallo Spirito Divino, sono stati uomini spesso
di moralità inferiore; non hanno manifestato nelle loro azioni la realtà dei loro bei
discorsi. La differenza fra i filosofi spirituali e gli altri è mostrata dalle loro vite. Il
maestro spirituale mostra la sua fede nei suoi stessi insegnamenti, essendo egli stesso
quello che raccomanda gli altri.
Un uomo simile, senza dottrina, ma colmo di Spirito Santo, è più potente dell'uomo più
nobile e più erudito privo di quella ispirazione. Colui che è istruito dallo Spirito Divino
può nella sua vita guidare altri a ricevere lo stesso spirito.
Prego che voi possiate essere imbevuti della vita dello Spirito Divino in modo che
possiate essere strumenti per educare altri. La vita e la moralità di un nomo spirituale
sono esse stesse una educazione per quelli che lo conoscono. Non pensate alle vostre
limitazioni, soffermatevi soltanto sul bene del Regno della Gloria. Considerate
l'influenza di Gesù sui suoi Apostoli e pensate alla loro efficacia sul mondo.
Questi uomini semplici furono resi capaci di diffondere la Buona Novella dal potere
dello Spirito Santo! Possiate così voi tutti ricevere l'aiuto Divino! Nessuna capacità è
limitata se guidata dallo Spirito di Dio! La terra in se stessa non ha proprietà di vita, è
arida e secca finché non sia fertilizzata dal sole e dalla pioggia; ma la terra non ha
bisogno di lamentare la sue limitazioni. Possa esservi donata la vita! Possa la pioggia
della grazia Divina e il calore del Sole della Verità, rendere fruttiferi i vostri giardini
così che molti bei fiori di squisita fragranza e d'amore possano sbocciare in
abbondanza. Allontanate il volto dalla contemplazione del vostro io finito e fissate gli
occhi sulla Radiosità Eterna; allora le vostre anime riceveranno in piena misura il
divino potere dello Spirito e le benedizioni della Grazia Infinita.
Se voi vi terrete così pronti, diverrete nel mondo dell'umanità una fiamma ardente,
una stella che guida e un albero fruttifero, mutando l'oscurità e l'afflizione in Luce e
Gioia per lo splendore del Sole della Grazia e le infinite benedizioni della Buona
Novella.
Questo è il significato del potere dello Spirito Santo, che io prego possa essere
generosamente irrorato sopra di voi.
L'EVOLUZIONE DELLO SPIRITO
'Abdu'I-Bahá disse:
Stasera parlerò dell'evoluzione o progresso dello spirito.
Il riposo assoluto non esiste nella natura. Tutte le cose o progrediscono o perdono
terreno. Tutto si muove o in avanti o indietro; niente è senza moto.
Dalla sua nascita, l'uomo progredisce fisicamente fino alla maturità: allora, arrivato al
fiore della sua vita, egli incomincia a declinare; la forza e i poteri del suo corpo
diminuiscono, e gradualmente egli arriverà all'ora della morte. Similmente una pianta
cresce dal seme fino alla maturità, ed allora la sua vita comincia a declinare finchè
appassisce e muore. Un uccello si alza ad una certa altezza, e raggiunto nel suo volo il
più alto punto possibile, comincia a discendere verso la terra.
E' evidente che il moto è essenziale ad ogni esistenza.
Tutte le cose materiali progrediscono fino ad un certo punto, poi cominciano a
declinare. Questa è la legge che governa l'intera creazione fisica. Ora esaminiamo
l'anima. Abbiamo visto che il moto è essenziale all'esistenza; nessuna delle cose che
hanno vita è senza movimento. Tutta la creazione, sia del regno minerale o vegetale o
animale, è costretta ad obbedire alla legge del moto; deve o ascendere o discendere.
Ma per l'anima umana non c'è decadenza. Il suo solo movimento è verso la perfezione;
elevazione e progresso solamente costituiscono il moto dell'anima. La perfezione
divina è infinita, perciò il progresso dell’anima è illimitato. Fin da quando un essere
umano viene al mondo, l'anima progredisce, l'intelletto cresce e la sapienza aumenta.
Quando il corpo muore, l'anima continua a vivere. Tutti i diversi gradi degli esseri
appartenenti alla creazione fisica sono limitati, ma l'anima non ha limiti.
In tutte le religioni esiste la credenza che l'anima sopravviva alla morte del corpo. Si
chiedono intercessioni per i cari morti; si dicono preghiere per il miglioramento del
loro stato e per la remissione dei loro peccati. Se l'anima perisse col corpo tutto ciò
non avrebbe senso. Se all’anima non fosse possibile di avanzare verso la perfezione
dopo essersi liberata dal corpo, che vantaggio arrecherebbero tutte queste amorevoli,
devote preghiere?
Leggiamo nelle Sacre Scritture che « tutte le buone opere si ritrovano ». Ora, se
l'anima non sopravvivesse, nemmeno queste parole avrebbero un significato! Il fatto
stesso che il nostro istinto spirituale, non datoci certamente invano, ci porta a pregare
per il bene dei nostri cari che se ne sono andati da questo mondo, non prova forse
che essi continuano ad esistere?
Nel mondo dello Spirito non si può retrocedere. Il mondo dei mortali è un mondo di
contraddizioni, di opposti. Essendo il moto inevitabile tutto deve andare o in avanti o
retrocedere. Nel campo dello spirito, non è possibile arretrare; tutto il movimento non
può essere che verso uno stato perfetto.
« Progresso » è l'espressione dello Spirito nel mondo della materia. L'intelligenza
dell'uomo, il potere del ragionamento, le sue cognizioni, le sue scoperte scientifiche,
essendo manifestazioni dello Spirito, sono sotto la inevitabile legge del progresso
spirituale, e sono, perciò, necessariamente immortali.
La mia speranza è che voi progrediate sempre tanto nel campo dello Spirito che in
quello della materia; che la vostra intelligenza si sviluppi, le vostre cognizioni
continua...
aumentino, e la vostra mente si apra sempre di più. Dovrete sempre spingervi avanti,
mai rimaner fermi. Evitate l’inerzia, che è il primo passo indietro, verso la decadenza.
Tutta la creazione fisica è caduca. I corpi sono composti di atomi; quando questi atomi
cominciano a separarsi, ha luogo la decomposizione, ed allora viene ciò che si chiama
la morte. Questa composizione di atomi, che costituisce il corpo o l'elemento mortale
di qualsiasi essere creato, è temporanea. Quando viene meno la potenza di attrazione
che tiene questi atomi insieme, il corpo, come tale, cessa di esistere.
Per l'anima non è così. L'anima non è una combinazione di elementi; non è composta di
tanti atomi; essa è di una indivisibile sostanza, e perciò eterna. L’anima è
completamente fuori dell'ordine della creazione fisica; essa è immortale.
La filosofia scientifica ha dimostrato che un elemento semplice (« semplice » nel senso
di « non composto ») è indistruttibile, eterno. L'anima, non essendo una composizione
di elementi, è, in carattere, come un elemento semplice, e perciò non può cessare di
esistere. L'anima, essendo di una sostanza indivisibile, non può esser soggetta né a
decomposizione né a distruzione, e perciò non c'è ragione alcuna perchè possa arrivare
ad una fine. Tutte le cose viventi mostrano segni della loro esistenza; ne consegue che
questi segni non potrebbero per se stessi esistere, se ciò che esprimono o che provano
non esistesse. Una cosa che non esiste, non può, certamente, dar segni di esistenza.
Gli innumerevoli segni dell'esistenza dello Spirito stanno sempre dinanzi a noi.
Le tracce dello Spirito di Gesù Cristo, l'influenza dei Suoi divini insegnamenti, sono
oggi con noi e dureranno sempre. Una cosa inesistente non può indiscutibilmente
dar segni di vita. Per potere scrivere, un uomo deve esistere; uno che non esiste non
può scrivere. Lo scrivere è in se stesso un segno dell'anima e dell'intelligenza di chi
scrive. Le Sacre Scritture, con sempre gli stessi insegnamenti, provano la continuità
dello Spirito.
Considerate lo scopo della creazione: è mai possibile che tutto sia stato creato per
evolversi e svilupparsi attraverso innumerevoli secoli, con questa ristretta finalità in
vista; pochi anni di vita d'un uomo sulla terra? Non è inammissibile che questo sia lo
scopo supremo dell'esistenza?
Il minerale si evolve finchè è assorbito nella vita d'una pianta; la pianta progredisce
finché perde la sua vita con quella dell'animale; l'animale a sua volta, facendo parte
del cibo dell'uomo, è assorbito nella vita umana. Così si vede che l'uomo è la somma
totale della creazione, l'essere superiore a tutti gli altri, la meta del progresso di
innumerevoli secoli di esistenza. Tutt'al più l'uomo passa una novantina d'anni in questo
mondo; un breve tempo davvero. Ma cessa un uomo di esistere quando lascia il suo
corpo? Se la vita giunge ad un fine, allora tutta la precedente evoluzione è inutile,
tutto è stato fatto per niente! È possibile immaginare che la creazione non abbia uno
scopo più importante?
L'anima è eterna. I materialisti domandano: « Dov’è l'anima? Che cosa è? Non possiamo
né vederla né toccarla ».
Ecco come dobbiamo loro rispondere: Per quanto grande possa essere il progresso del
minerale, esso non ha il potere di comprendere il mondo vegetale. Ora, questa
mancanza di comprensione non prova la inesistenza della pianta. Per quanto alto sia il
grado di evoluzione a cui la pianta può giungere, essa non può capire il mondo
animale: quest'ignoranza non vuol dire che l'animale non esista.
L'animale, sia pure altissimo il suo grado di sviluppo, non può immaginare l'intelligenza
dell'uomo, né può farsi un'idea della natura dell'anima umana. Ma, diciamo ancora, ciò
non prova che l'uomo sia senza intelletto, o senza anima. Tutti questi fatti dimostrano
soltanto che una forma di creazione non ha il potere di comprendere una forma
superiore a se stessa. Questo fiore può non aver nozione di un essere come l'uomo, ma
il fatto della sua ignoranza non toglie che esista l'umanità. Allo stesso modo, se i
materialisti non credono nell'esistenza dell'anima la loro incredulità non prova affatto
che non esista un regno tale come quello dello spirito.
L'esistenza stessa dell’intelletto dell'uomo è una prova della sua immortalità. L'oscurità
prova che esiste la luce, perchè senza la luce non vi sarebbe l'ombra. La povertà
dimostra che c'è la ricchezza, perchè senza la ricchezza, come potremmo misurare la
povertà? L'ignoranza è un segno che la sapienza esiste, perchè senza la sapienza non vi
potrebbe essere ignoranza. Dunque, l'idea della mortalità presuppone l'idea
dell'immortalità; perchè se non vi fosse la vita eterna non vi sarebbe modo di misurare
la vita di questo mondo.
continua...
Se lo spirito non fosse immortale, come potrebbero le Manifestazioni di Dio sopportare
così dure prove? Perchè Gesù Cristo soffrì la orribile morte sulla croce? Perchè
Maometto sopportò tante persecuzioni? Perchè il Báb fece il sacrificio supremo, e
perchè Bahá'u'lláh passò la Sua vita in carcere? Tanto soffrire non può non essere prova
della vita eterna dello spirito. Gesù soffrì, si sottopose ad ogni prova, perché il Suo
spirito era immortale.
Se un uomo riflette, può comprendere il significato spirituale della legge del
progresso; come tutto si muove dal grado inferiore a quello superiore. Soltanto un
uomo senza intelletto può, dopo aver considerato tutte queste cose, immaginare che il
grande sistema della creazione cessi ad un tratto di progredire, che l'evoluzione giunga
ad una fine così inadeguata! I materialisti che ragionano in questo modo e pretendono
che non ci è possibile vedere il mondo dello Spirito o percepire le benedizioni di Dio,
sono davvero come gli animali che non hanno alcuna intelligenza; hanno occhi e
non vedono, hanno orecchi e non sentono. E questa mancanza di vista e di udito altro
non prova che la loro inferiorità. Di essi si legge nel Corano: « Sono uomini ciechi e
sordi per lo spirito ». Essi non adoperano quel grande dono di Dio, il potere
dell'intelletto, per il quale potrebbero vedere e udire con gli occhi e con gli orecchi
dello spirito, e comprendere con un cuore divinamente illuminato.
La incapacità della mente del materialista di afferrare l'idea della vita eterna non
prova la inesistenza di quella vita. La comprensione dell'altra vita dipende dalla nostra
nascita spirituale.
Io prego perchè le vostre aspirazioni e le vostre facoltà spirituali possano aumentare
ogni giorno e perchè non lasciate mai che i sensi materiali nascondano ai vostri occhi
lo splendore della Luce Celeste.