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Mazra’a e giardino di Ridvan

La casa di Mazra’a, la prima casa che Bahá’u’lláh, profondamente amante della campagna, potè abitare fuori le mura di Akkà (San Giovanni d’Acri). Vi giunse per soddisfare la richiesta di una persona non bahai (ma che Egli stimava) che lo implorò, per un’ora, di lasciare la città di Akkà. Bahá’u’lláh per un’ora rispose: “non posso, sono prigioniero...” e l’interlocutore: “non è vero, Voi potete tutto!”. Alla fine, Egli rispose: “sia”... e così fu! Lasciò la città a bordo dell’unica carrozza esistente nel vicino oriente all’epoca (dove il Maestro l’avesse trovata, è tutt’ora un mistero), con le guardie distratte a guardare da un’altra parte. Bahá’u’lláh, nel Suo lungo esilio toccò varie città (Bagdad, Costantinopoli, Adrianopoli, San Giovanni d’Acri), questo perchè, toccando i cuori di abitanti ed autorità locali, questi ultimi non eseguivano più gli ordini (che Lo riguardavano) dell’ autorità centrale da qui l’esigenza di trasferirLo. Avvenne anche ad Akkà e, probabilmente, la distrazione delle guardie non fu casuale. Il giardino di Ridvan, fu molto amato da Bahá’u’lláh ed è a tutt’oggi curato dai discendenti di Abu’l-Qásim  (noto anche per le locuste)