Archivi categoria: Domande e risposte sulla Fede bahai

In questa categoria si potranno fare tutte le domande lecite sulla Fede bahà’ì, sulle attività della comunità e quanto è possa essere interessante chiedere.

Nella fede bahai è proibita la convivenza

La fede bahai non prevede la convivenza. La proibisce molte volte e mi è stato  chiesto pechè. Io penso che non sia corretto e tantomeno coerente desiderare la visione della terra come unico  paese e l’umanità come suoi cittadini, quando non si uniscono nemmeno le famiglie in un vincolo forte come il matrimonio.

Baha’u’llàh afferma che  in futuro di tutte istituzioni attualmente presenti l’unica a rimanere sarà il matrimonio.

Un sentito abbraccio a tutti  

Emanuela

Perchè diventare Bahà’ì???

Ciao a tutti,

dopo l’ennesima sollecitazione del nostro caro Webmaster Claudio che mi esortava a scrivere qualcosa sul blog, ho finalmente deciso di accontentarlo!!! Anche perché ci tengo a dire che rischio seriamente di perdere il bonus-caffè che mi offre sempre ogniqualvolta lo vada a trovare!!

Perché diventare Bahà’ì? Il titolo è già tutto un programma.

E’ innegabile che ognuno di noi, specie a seguito delle proprie esperienze e del proprio vissuto, abbia “raggiunto” e imparato a conoscere la Fede secondo modalità e in periodi della propria esistenza in questo mondo, che tendono a differenziarsi di persona in persona. E’ altresì innegabile però il famoso detto attribuito allo Stesso Bahà’u’llàh secondo il quale “i Bahà’ì in quest’epoca ci siano, basta solamente cercarli” e a conferma di ciò (come se ce ne fosse bisogno) il Grande ‘Abdu’l-Bahà in un celebre discorso tenuto a Londra diceva “l’uomo che vive secondo gli insegnamenti di Bahà’u’llàh è già Bahà’ì. D’altro canto un uomo che per cinquant’anni ha ritenuto di essere Bahà’ì e non ne vive la vita, non lo è. Un uomo brutto può dire d’esser bello, ma non può ingannare nessuno, e un nero può affermare d’esser bianco, ma non può illudere nessuno, neppure se stesso”.

Ecco che quindi la vera domanda diventa “dopo essere venuti in contatto diretto e quindi a conoscenza della Fede Bahà’ì, cosa ci spinge ad abbracciarla seriamente? Cos’è che ci da quella spinta in più per dire “Sì io mi sento pienamente Bahà’ì”?”

Mi rendo conto che per un Bahà’ì la domanda può risultare quasi stupida. Io stesso da credente, senza troppi giri di parole risponderei: “Ma è ovvio, ciò che trapela dalla Lingua stessa di Bahà’u’llàh è troppo … (mi manca l’aggettivo, non ne basterebbero milioni) per non essere accolta. E’ un qualcosa che ha il potere di raggiungere direttamente i nostri cuori.” Eppure noi tutti compiamo una sorta di percorso anche solo per imparare ad “accettare” in un primo momento il fatto che Bahà’u’llàh sia una Manifestazione di Dio. Eccomi quindi a raccontare quella che è stata la mia esperienza, il mio cammino verso la Fede, sperando che possa essere d’aiuto anche a tutti coloro che ancora non si sono dichiarati.

Prima di abbracciare la Fede Bahà’ì ero un “semplicissimo” cattolico; semplicissimo nel senso che non è che mi sforzassi poi troppo di capire quali fossero i veri significati del Cristianesimo in sé… Oltretutto oltre alla mia innata mancanza di voglia nell’indagare, ero continuamente solito a tempestarmi la testa di domande del tipo: come posso fidarmi di un libro (Vangelo) che nel corso dei secoli avrà subìto chissà quante modifiche? Che senso ha andare a Messa se più che gioia nel celebrare il Signore, suscita una sorta di sacrificio immane ogni domenica? Che senso ha poi ripetere lo stesso rituale ogni volta? E perché in Vaticano viene ancora celebrata in latino quando la maggior parte della gente manco lo conosce?? Per qual motivo sono stato battezzato se non l’ho desiderato io per primo?

E fin qui… tutto normale… Nel senso, classiche domande da 14enne che cerca di scampare ancora una volta all’ormai consueta sveglia della domenica mattina… Poi però sono comparse altre domande quali: con tutto il rispetto per Gesù Cristo, ma.. tutta la gente che è nata prima di lui? Come e da chi è stata salvata? E quelli che come me sono venuti al mondo 2000 anni dopo come possono cercare di interpretare parole scritte 2000 anni fa quando la società non aveva assolutamente nulla a che fare con quella odierna? E soprattutto, è abbastanza ingiusto che la gente vissuta pochi secoli dopo la Sua morte sia stata in grado di comprendere meglio il messaggio, poiché , parliamoci chiaro, qui il linguaggio, il modo di vivere, i problemi sociali,… e chi più ne ha più ne metta, sono radicalmente cambiati nel corso di 2000 anni!!! E Maometto chi era secondo i Cristiani? E Mosè? Buddah? Insomma, tutti impostori??? Possibile??? Ma soprattutto, la Chiesa.. cosa ci fa ancora lì? Chi ha mai detto ai preti di non sposarsi? Come può solo il Cristianesimo essere diviso in modo così radicale tra Ortodossi, Cattolici e Protestanti? Se fossi nato altrove, sarei comunque giunto a riconoscermi come Cristiano? O sarei nato e morto da Musulmano per esempio???Eccetera eccetera…

Spero di non aver offeso nessun lettore né tanto meno tutti coloro che credono fermamente nel Cattolicesimo. Il mio vuol essere solamente un modo ridicolo e semplicistico di esprimere parte di quelli che sono i principali quesiti che un adolescente si pone.

Durante la formulazione graduale di queste domande, che, va detto, si ponevano si e no una volta ogni 3 mesi c’è stato chi ha cercato di invitarmi a informarmi meglio sulla religione cristiana, meglio anzi sul cattolicesimo, magari parlando con qualche prete, e sperando potessi anch’io un giorno rendermi conto che ciò che andavo cercando era semplicemente legato ad un problema di mancanza di fede , facilmente risolvibile con una più approfondita ricerca della verità cristiana; qualcosa che insomma mi convincesse al 100% che non dovevo avere dubbi sul fatto che il Cattolicesimo di per sé fosse la “vera” religione, che la Chiesa fosse al completo servizio dell’umanità, ecc…

Il problema era però ben più complesso perché a questa sorta di intolleranza verso il Cattolicesimo cominciavano a susseguirsi nella mia mente domande ben più complesse e più strettamente legate alla consapevolezza di non essere più un ragazzino. Alcune di queste erano: E’ innegabile che l’essere umano non debba essere, per così dire, “lasciato allo sbaraglio”, però come posso rapportare i dieci comandamenti anche solo su me stesso in una società dove solo il verbo “rubare” ha assunto innumerevoli significati, dove il nominare Dio invano è usato praticamente al posto della virgola in molti discorsi? Per la Chiesa il matrimonio è un sacramento, ma per me? Come intendo considerarlo? Perché dovrei sentirmi obbligato a sposarmi in chiesa? Solo perché la società me lo impone? E se un giorno avrò un figlio, quale educazione dovrà mai ricevere anche solo dal punto di vista spirituale? Queste ultime domande mi bussarono alla porta poco prima di conoscere la religione Bahà’ì, grazie alla quale scoprii di avere già dentro di me la maggior parte delle risposte. E così, dopo un’innumerevole serie di domande poste ad Amir e Claudio, cominciai a leggere “Il ladro della notte” di W. Sears rimanendo impressionato non certo da quello che trovai scritto (avevo avuto due bravi “maestri”…), quanto più dal fatto che io fossi lì a leggerlo!! (Per la cronaca.. nella mia vita avrò letto almeno un centinaio di libri… se per libri consideriamo “Quattroruote” però! Perché altrimenti si fa fatica ad arrivare a 5!). Il ladro della notte non mi diede grosse soddisfazioni per ciò che riguarda la conoscenza della Fede, ma alimentò decisamente in me la voglia di ricerca. Non ero minimamente interessato a profezie e affini… Ero sempre stato convinto che la fede non dovesse basarsi su profezie più o meno veritiere, quanto più su ciò che realmente doveva rappresentare una religione in sé! Tutto ciò mi fu reso più chiaro quando lessi “Bahà’ù’llàh e la nuova era” di Esslemont al completamento del quale decisi di dichiararmi finalmente Bahà’ì.

Inutile, impensabile e indescrivibile cercare di spiegare la mia gioia e il mio modo di vivere la vita una volta dichiarato. Auguro a tutti un’esperienza del genere!!!

Concludo il mio poema 🙂 sottolineando che in questa sorta di autobiografia ho deciso volutamente di omettere risposte, scoperte e “viaggi mentali” che ho ricavato dalla conoscenza e dallo studio, per ora ancora secondo me incompleto, della Fede Bahà’ì.. Questo per invogliare il più possibile chiunque capiti su questo blog a ricercare, come è stato fatto da tutti i Bahà’ì e come è giusto (Libera e Indipendente Ricerca della Verità) che vada fatto per chiunque altro.

Un abbraccio a tutti!

                                                                                                                                                                                                                 Visi

I bahai e la libera ed indipendente ricerca della verità

Il Maestro ‘Abdu’l-Bahá fu chiaro: tutti i principi bahai sono importanti, ma quello che dovrete citare sempre per primo, è quello della “libera ed indipendente ricerca della verità”. Non ci sono dubbi: questo principio ha la precedenza sugli altri. Senza di esso infatti, non andremo da nessuna parte, qualunque sia la direzione che vorremo prendere, perchè avremo usato sempre la testa degli altri e non la nostra.

Bahá’u’lláh ha spiegato magistralmente quali siano questi passaggi spirituali, in un’opera altamente importante, indirizzata ad un mistico del Suo tempo, chiamata “le sette valli“. Ad un secondo mistico, inviò “le quattro valli” dove, nella prima, farete l’esame su ciò che avrete compreso nelle “sette valli”… la seconda e la terza valle, potranno essere i vostri “luoghi spirituali di destinazione” e se sarete  riusciti a diventare “Manifestazione di Dio”, potrete tranquillamente comprendere ed albergare nella “quarta valle”. UHMMMM, non so voi, ma io quel treno per la quarta valle, l’ho perso da un bel pezzo!

Per quanto mi riguarda, lo studio di queste valli hanno occupato fin’ora la mia intera esistenza e, proprio per il rispetto al principio della libera ed indipendente ricerca della verità, mi guarderò bene dall’aggiunere altro a quanto ho detto fin’ora, se non invitarvi a leggere e meditare (meglio se all’infinito) questo piccolissimo libro (tanto piccolo quanto è importante).

Qualche sera fa, mia figlia Shirin mi ha trascinato ad un incontro di giovani dedicato proprio allo studio del su citato principio. Sebbene ci volesse più dell’età di due di loro (mediamente) per fare la mia, sono stato accettato ugualmente, grazie al fatto che ancora non ho deciso cosa farò da grande.

Quello che mi ha colpito, è che esso venisse percepito in un senso un po’ troppo spirituale (come se fosse aleatorio) e non pratico (ovvero: essenziale). Ho detto chiaramente a questi giovani che, come bahai, la verità ci insegue più di quanto noi non inseguiamo lei. Li ho lasciati alquanto perplessi.

E’ mio dovere dare una spiegazione più consistente alla mia affermazione… ecco perchè sono qua a parlarne sul blog.

Iniziamo col dire che la verità esiste solo se ci interessa trovarla e perseguirla. Qualcuno potrebbe dire che forse il “micelio” (la “radice” dei funghi) copre nazioni grandi quanto l’Italia (è una bella dimensione come verità) ma, non essendo micologo, non perseguirò mai la verità in tale direzione. Se non m’interessa un argomento, non cercherò mai la verità su di esso. Ne consegue che si diventa bahai solo se cerchi Dio ed i Suoi Insegnamenti aggiornati alla società attuale, grazie alla Sua ultima Manifestazione (Bahá’u’lláh).

E’ indispensabile altresì sganciarsi da vecchie conoscenze (altrimenti, come nel mio caso, sarei rimasto cattolico o ateo) senza pregiudiziali verso le nuove o non le accetteremmo mai. Poi dobbiamo considerare che la verità è tanto più avvicinabile tanto più saranno le informazioni che avremo raccolto su di essa, accettandole tutte indifferentemente con la massima umiltà. Non è un caso che tutte le nostre Istituzioni siano composte da nove persone adulte che, umilmente, si riuniscono in “consultazione” per decidere il da farsi. Nel contempo, la stessa verità può essere vista sotto diversi e personali aspetti, pur rimanendo una verità comune. Non è casuale che avendo conosciuto personalmente centinaia di bahai, posso affermare che tutti lo sono diventati per motivi assolutemente diversi e personali (attraverso vie diverse si è pervenuti ad una stessa verità). E’ anche vero che possiamo accettare le decisioni delle nostre Istituzioni con occhi diversi, purchè le seguiamo unanimamente.  

Resta da dire che la verità ve perseguita ed inseguita per tutta la vita: in caso contrario diverremmo delle cariatidi, ma credo di avere citato sufficienti esempi, per poter affermare che anche la verità ci insegue e persegue ogni giorno, nella sua essenza per poter vivere la vita di tutti i giorni, come bahai.

Caramente   Claudio Malvezzi

 

‘Abdu’l-Bahà e la maldicenza

Cari amici, La Mano della Causa di Dio, A.Q. Faisi (1906-1980), nel 1967 raccontò che:

In un’occasione, pur essendo tanti devoti credenti alla Sua presenza, Abd’ul-Baha (1844-1921) era molto triste.

Gli amici cercarono in tutti i modi di rallegrare il Suo sembiante, senza riuscirvi.

Finché, Egli esclamò dicendo: “Non so la gente dove impara l’arte della maldicenza?”

Così, si rivelò, la causa di tanta tristezza in Lui.

Allorché, uno dei vecchi credenti si fece coraggio, si inginocchio davanti a Lui e disse: Mio Adorato, s’impara da Dio Stesso!

Il Maestro gli chiese, “Come”?

E lui rispose: In tutta la sua vita, Adamo mangiò una sola mela. Dio ne fece menzione nella Bibbia, nel Vangelo, nel Corano e in tutte le Sante Tavole!!!

E’ stato bellissimo. Tutta la tristezza fu tolta da ‘Abdu’l-Baha.

Il BREVE decalogo bahai

Come molti sanno, Bahá’u’lláh, ha promulgato le Sue leggi in un Libro: il Kitáb’i’Aqdás (Il Libro più Santo), ma c’è una Tavola che i bahai, affettuosamente, considerano come il loro decalogo “portatile” (se così si può dire). Mi pregio di proporvela, sperando di fare cosa gradita a tutti.

Sii generoso nella prosperità e grato nell’avversità. Sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente ed amichevole. Sii un tesoriere per il povero, un ammonitore per il ricco, l’esauditore del pianto del bisognoso, un conservatore della santità della tua promessa. Sii equo nel giudicare e cauto nel parlare. Non essere ingiusto con nessuno e sii mansueto con tutti gli uomini. Sii una fiaccola per coloro che camminano nelle tenebre, una gioia per l’addolorato, un mare per l’assetato, un rifugio per l’angosciato, un sostegno ed un difensore per la vittima dell’oppressione. Fa’ che l’integrità e la rettitudine, contraddistinguano tutti i tuoi atti. Sii un asilo per l’estraneo, un balsamo per il sofferente, una torre incrollabile per il fuggitivo. Sii occhio per il cieco e faro che guida i passi dell’errante. Sii ornamento per il volto della verità, corona per la fronte della fedeltà, colonna del tempio della rettitudine, alito di vita per il corpo dell’umanità, vessillo per le schiere della giustizia, astro sull’orizzonte della virtù, rugiada per il terreno del cuore umano, arca sull’oceano del sapere, sole nel cielo della munificenza, gemma sul diadema della saggezza, luce risplendente nel firmamento della tua generazione, frutto sull’albero dell’umiltà.

Bahá’u’lláh

 

Caramente  Claudio Malvezzi