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Attività della comunità bahà’ì mantovana in generale e di Bigarello in particolare

Nelle isole Mentawai miglioramenti in campo educativo

TUAPEIJAT, Indonesia, 4 luglio 2018, (BWNS) –

La Fede baha’i è arrivata nelle isole Mentawai, un gruppo di settanta isole al largo delle coste dell’Indonesia, negli anni 1950. Molte comunità di queste isole hanno abbracciato gli insegnamenti di Baha’u’llah, ad esempio l’essenziale nobiltà dell’essere umano, l’unità del genere umano e l’importanza dell’educazione per l’esplicazione delle vaste potenzialità latenti nella mente e nell’anima degli esseri umani. 

Negli anni successivi, la facilitazione dell’accesso all’educazione è diventata una priorità. Nei villaggi di tutte le isole sono state aperte scuole, accessibili a tutti i bambini. Nel 1963, durante il primo Congresso mondiale baha’i che si è tenuto a Londra, un giovane mentawaiano ha parlato a un pubblico di oltre seimila persone provenienti da una quarantina nazioni. Il giovane, che aveva partecipato a programmi educativi offerti dalla comunità baha’i, ha illustrato gli sviluppi occorsi nella sua patria. 

Nei decenni successivi i baha’i dell’Indonesia hanno dovuto affrontare molte sfide fino al 2014, quando il Ministero della religione ha riconosciuto la loro Fede come religione indipendente. Eppure durante tutto quel periodo, la comunità baha’i indonesiana ha gradualmente contribuito al processo educativo in tutte le isole. 

Per commemorare il bicentenario della nascita di Baha’u’llah, la comunità baha’i indonesiana ha organizzato, insieme con un’organizzazione mentawaiana di ispirazione baha’i, un convegno sull’importanza dell’educazione spirituale per la costruzione di comunità pacifiche e fiorenti. L’evento ha avuto luogo in Tuapeijat il 16 aprile. 

L’organizzazione non governativa, che si chiama Yayasan Bhinneka Tunggal Ika (YBTI), che significa Fondazione per l’unità nella diversità, promuove l’apertura di scuole di proprietà locale e che operano localmente nelle comunità isolate che compongono le isole Mentawai e offre formazione professionale per gli insegnanti. 

«Se ci guardiamo attorno, vediamo molti conflitti economici, politici e sociali», ha detto il signor Nikanor Saguruk, vice capo del Parlamento locale, nel suo discorso di apertura durante il seminario. «Ma oggi siamo molto grati all’YBTI per l’opportunità che ci ha offerto di discutere in questo seminario su come l’educazione possa aiutarci a costruire l’unità, la tolleranza e l’unità – gli elementi fondamentali per la prosperità delle nazioni». 

Al convegno hanno partecipato numerosi funzionari governativi, tra cui il dottor Muharram Marzuki, capo del Centro per la ricerca e lo sviluppo del Ministero della religione dell’Indonesia. Hanno partecipato anche vari insegnanti provenienti da cinque scuole aperte dall’YBTI che hanno eseguito una danza tradizionale mentawaiana in apertura del convegno. 

Nel suo discorso durante il convegno, la signora Seminar Siritoitet, rappresentante del reggente del distretto delle isole Mentawai, ha ricordato la trascorsa penuria di scuole accessibili ai bambini mentawaiana e gli sforzi che la comunità baha’i delle isole ha compiuto negli ultimi decenni per migliorare la situazione educativa in collaborazione con altri. 

Anche il pastore Panulis Saguntung, nel suo intervento, ha richiamato alla memoria questa storia di vecchia data. Fra i suoi ricordi d’infanzia ha ricordato di aver frequentato negli anni 1960 una scuola di un remoto villaggio mentawaiano che era gestita da due insegnanti, uno cristiano e l’altro baha’i. Gli insegnanti, ha spiegato, lavoravano insieme e davano lezione nella chiesa del villaggio, poiché non c’era nessun edificio scolastico. 

Uno dei membri del direttivo dell’YBTI, il dottor Manoochehr Tahmasebian, ha spiegato in una presentazione che l’approccio dell’organizzazione all’istruzione e alla costruzione di unità si ispira a principi tratti dagli insegnamenti di Baha’u’llah. Fondamentale tra questi, ha dichiarato, è l’importanza dell’educazione spirituale che incoraggia lo sviluppo delle qualità necessarie per costruire la pace e l’armonia sociale. L’obiettivo di questa educazione non è quello fornire un’educazione religiosa o di convertire gli studenti a una particolare fede. L’YBTI si propone di assistere i giovani delle più svariate provenienze a imparare a promuovere l’unità nella diversità e a contribuire al progresso della loro società. 

Le attività dell’YBTI fanno parte di un più ampio, ma ancora iniziale, impegno dei baha’i delle isole Mentawai di contribuire a promuovere l’educazione. I baha’i del luogo continuano ad ampliare e rafforzare un processo educativo che aiuta le persone a costruire la capacità di porsi al servizio delle proprie comunità, ad esempio offrendo ai bambini e ai giovani opportunità di educazione morale e spirituale. 

Nel frattempo, le scuole dell’YBTI si stanno attualmente concentrando sul rafforzamento di vari aspetti del loro funzionamento come la qualità della formazione accademica e morale, ha spiegato il dottor Tahmasebian. Esse stanno anche imparando ad aiutare la comunità a sentirsi sempre più proprietaria delle scuole. Lo fanno mediante periodiche visite degli insegnanti ai genitori per conversare sui progressi dei loro figli. Le scuole mirano anche a fornire ai genitori spazi nei quali possano studiare e discutere i concetti relativi all’educazione per contribuire a rafforzare il lavoro per lo sviluppo delle capacità intellettuali e spirituali delle ultime generazioni svolto in aula dagli ibsegnanti. 

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Quasi giunti al termine i lavori del Tempio della Colombia, un sacro simbolo ne adorna la cupola

AGUA AZUL, Colombia, 23 giugno 2018, (BWNS) – Venerdì scorso, il sacro simbolo baha’i noto come il Più Grande Nome è stato sistemato in cima alla cupola all’interno della Casa di culto baha’i locale in Agua Azul, Colombia. 

Un piccolo incontro, fra cui molti rappresentanti della comunità baha’i, hanno assistito a questo significativo momento, che segna il completamento della seconda Casa di culto baha’i locale del mondo. Dopo la recitazione di alcune preghiere, il simbolo del Più Grande Nome in teak intagliato è stato sollevato fino a quasi 15 metri e sistemato in cima alla cupola all’interno del Tempio.

Il Più Grande Nome è una rappresentazione calligrafica dell’invocazione «O Gloria del Gloriosissimo». Una sua riproduzione si trova in ogni Tempio baha’i. Situato nel punto più alto del Tempio alto 18 metri, esso rappresenta un fiore di cacao, un simbolo molto noto in Colombia.

 

Nelle prossime settimane, uno scrigno ornamentale d’argento, pieno di polvere proveniente dal sancta sanctorum del Mausoleo del Bab, verrà collocato all’interno del Tempio. Inoltre, un tappeto che si trovava nel Mausoleo, sarà messo in mostra nella reception. Questi atti sottolineeranno il profondo legame tra questa Casa di culto locale e il centro spirituale della Fede baha’i.  

Questo Tempio è una delle cinque Case di culto baha’i locali la cui costruzione è stata annunciata dalla Casa Universale di Giustizia nel 2012. Esso sarà aperto al pubblico il mese prossimo dopo la cerimonia di inaugurazione.  

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Cari amici,

a nome del Direttivo dell’Associazioni per gli studi bahá’í vi mando l’invito al prossimo convegno che avrà luogo a Rimini (Miramare), Hotel  Touring, il 22 e 23 settembre p.v. Le modalità per le prenotazioni saranno inviate in un prossimo messaggio. Vi aspettiamo numerosi.

Con affetto

Julio Savi

Per il Direttivo dell’Associazione

22-23 settembre 2018

Hotel Touring – Miramare di Rimini 

Ispirazione e azione

Una via spirituale verso l’impegno sociale 

 

Nell’anno del bicentenario della Nascita di Bahá’u’lláh il Direttivo dell’Associazione italiana per gli studi bahá’í “Alessandro Bausani” è lieta di invitarvi al XV Convegno annuale che avrà come tema centrale la necessità dell’uomo di trovare un nutrimento spirituale che possa orientare e motivare le sue azioni.

Il Direttivo si prefigge di offrire tramite relazioni e conversazioni nuovi punti di vista, proponendo diverse voci a confronto, affinché i partecipanti possano trovare spunti di riflessione.

La presenza della poesia è un tratto distintivo dei Convegni dell’Associazione studi bahá’í e quest’anno saranno presentate alcune poesie inedite di Bahá’u’lláh, tradotte in italiano.

Una sessione speciale sarà dedicata al noto studioso bahá’í, Alessandro Bausani, nel trentennale della morte.

Sabato 22 settembre 10.00

Ispirazione e azione nelle poesie di Bahá’u’lláh

Julio Savi e Faezeh Mardani

Le fonti dell’ispirazione: un’entusiasmante ricerca

Iscander Tinto e May Bulletti

Dalla ricerca all’azione: il desiderio di servire gli altri

Giansecondo Mazzoli

Paesaggi e piadina: una gita

Domenica 23 settembre – 9.00-13.00

Il continuo progresso dell’umanità: due punti di vista

Luciano Mazzoni e Riccardo Ceccherini

Alessandro Bausani e la sua eredità 

Direttivo dell’Associazione

Assemblea dei soci – Una condivisione partecipativa

Info: maybulletti@gmail.com

Come imparare a promuovere l’educazione: l’esperienza della Fondazione Ahdieh

BANGUI, REPUBLICA CENTRAFICANA, 20 giugno 2018, (BWNS) –

Nella Repubblica Centrafricana un’organizzazione di ispirazione baha’i sta imparando a favorire la nascita di scuole dal basso, sostenute dalle comunità locali. 

La Fondazione Ahdieh promuove la creazione di scuole comunitarie, fornendo a queste iniziative comunitarie la formazione degli insegnanti e sostegno di altro genere. 

L’esperienza della Fondazione mette in luce una capacità e un’iniziativa del popolo della Repubblica Centrafricana, che è in contrasto con l’instabilità politica e la violenza settaria che sono le principali caratteristiche dell’immagine globale del paese. 

«La Fondazione Ahdieh fa parte di una rete di organizzazioni di ispirazione baha’i in Africa che cercano di vedere come promuovere l’educazione alla base e come costruire nelle comunità la capacità di farsi carico dell’educazione delle nuove generazioni», spiega Nakhjavan Tanyi, il coordinatore del programma continentale di questa rete. 

Come altre organizzazioni di ispirazione baha’i, la Fondazione Ahdieh considera il proprio lavoro un processo di apprendimento su come utilizzare gli insegnamenti baha’i e le conoscenze accumulate in vari campi dell’attività umana per far progredire la società. 

«Il lavoro di molte organizzazioni di ispirazione baha’i si concentra specificamente sul livello comunitario. La prospettiva a lungo termine è quella di aiutare una comunità ad affrontare tutte le dimensioni del proprio sviluppo. Di solito si incomincia da una piccola iniziativa o da una dimensione particolare, in questo caso la formazione», dice il signor Tanyi. 

Da quando è nata nel 2003 la Fondazione Ahdieh sta scoprendo nuove idee sul ruolo dell’insegnante, dei genitori e della scuola in una comunità. Queste idee e alcuni principi tratti dagli scritti baha’i modellano il modo in cui si imposta la formazione degli insegnanti, il modo in cui gli insegnanti sono accompagnati e il modo in cui ciascuna scuola funziona in relazione alla comunità. 

«Molte comunità pensavano che solo gli insegnanti sanno come si educano i bambini e che un genitore deve solo portare il figlio a scuola, lasciare che gli insegnanti gli trasmettano il proprio sapere e non fare niente altro», dice il signor Judicaël Mokole, che lavora per la Fondazione Ahdieh. 

«Le scuole comunitarie stanno modificando questa idea», prosegue. «I genitori e i membri della comunità stanno incominciando a vedere la scuola come un’entità grazie alla quale essi possono pensare e riflettere e contribuire all’educazione dei loro figli». 

L’impostazione adottata dalla Fondazione Ahdieh nei confronti delle scuole sembra essere molto importante per la promozione di questo sentimento di appartenenza. 

«L’organizzazione dà inizio a una conversazione con le comunità su ciò che esse possono fare per essere in grado di educare i propri figli», dice il signor Tanyi. «Là dove i membri di una comunità e i suoi capi si dimostrano disposti a partecipare a questa iniziativa, viene introdotta l’idea che essi sono in grado di avviare una scuola che poi crescerà organicamente nel corso del tempo a partire da una scuola materna. Quindi, se in quella comunità sono disponibili le risorse umane e se c’è la volontà di proseguire, quella scuola può crescere e aggiungere una classe ogni anno». 

«È meglio partire dalla cosa più semplice e poi nel corso del tempo costruire la capacità di fare cose più complesse», spiega il signor Tanyi.  

Gli insegnanti, aggiunge, sono identificati dalla comunità stessa. 

«L’idea è di non avere persone che vengono da fuori, ma di usare qualcuno all’interno della comunità, che conosca la comunità, che abbia familiarità con la sua gente, che ne conosca la realtà», spiega il signor Tanyi. «Quello che vediamo in questa persona che si dedica all’insegnamento non è solo un insegnante il cui lavoro è limitato a guidare una classe, ma una persona che possa diventare un agente di cambiamento della comunità». 

Avvalersi delle capacità latenti della comunità permette alle scuole di operare in una regione che vive un conflitto civile in corso sin dal 2012. 

«Queste scuole comunitarie sono state le uniche che hanno continuato a funzionare in molte parti del paese durante i disordini civili», afferma il signor Mokole. «Questo è accaduto in parte perché i loro insegnanti erano persone del luogo. La comunità che servivano era quella in cui abitavano. Non avevano nessun luogo in cui fuggire all’arrivo dei ribelli». 

«Il contenuto della formazione dell’insegnante li aiuta a concepire il lavoro come un servizio, e non un’attività che svolgono per ricavarne dei soldi. Fanno gli insegnanti, perché sono motivati dal desiderio di preparare le giovani generazioni per il futuro», prosegue. 

Gli insegnanti ricevono un piccolo stipendio, finanziato dai genitori e dai membri della comunità, per il materiale scolastico e per le spese personali, spiega il signor Mokole. «E sarà sempre così. La nostra esperienza è stata che se l’insegnante ha un salario proveniente dall’esterno ed è pagato in quel modo, nella comunità va perduto qualcosa, c’è qualcosa che non va e la scuola comunitaria lentamente si disgrega», aggiunge.  

Allo stesso modo, il signor Mokole dice che quando l’iniziativa e le risorse provengono principalmente dall’esterno, o quando l’obiettivo è solo l’offerta di un edificio per la scuola, alle comunità manca il senso di responsabilità e di investimento nella scuola. 

«Non è raro vedere scuole costruite da organizzazioni esterne utilizzate come ovili per pecore e capre, o le scrivanie e le sedie di questi edifici usate dalla gente per cucinare. Da questo si può vedere quanto sia importante che il processo parta dall’interno della comunità, dagli abitanti stessi», afferma il signor Mokole. 

I membri della comunità mostrano un grande amore per le semplici strutture che essi stessi hanno costruito con le proprie mani per le loro scuole, utilizzando materiali come paglia, fango o legno, aggiunge il signor Mokole. 

Di tanto in tanto, quando le scuole crescono, possono presentarsi esigenze per le quali le risorse disponibili nella comunità non sono sufficienti, dice il signor Tanyi. «A volte occorrono fondi provenienti dall’esterno. Ma cerchiamo di riflettere molto attentamente a quale punto lo facciamo. Cerchiamo di aspettare fino al momento in cui la comunità si è veramente appropriata del progetto», osserva. 

«Non intendiamo dire che questa è la soluzione della formazione alla base», chiarisce il signor Tanyi, «ma siamo molto fiduciosi che questa impostazione possa aiutarci a pensare a come trovare nella comunità alcune persone che possano essere protagoniste del cambiamento e mettersi alla testa dei processi di sviluppo nella propria comunità». 

Allo stato attuale, 150 persone che hanno partecipato al programma di formazione della Fondazione Ahdieh stanno insegnando a quasi 4000 studenti in quaranta scuole comunitarie, dieci delle quali offrono un ciclo primario completo, dalla scuola materna al sesto grado. 

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Il Tempio del Sud America, un ponte fra due ere

SANTIAGO, Cile, 11 maggio 2018, (BWNS) –

Vista parziale del Tempio baha’i di Santiago (Cile)

Alla periferia di Santiago ai piedi delle Ande, la Casa di culto continentale baha’i del Sud America illuminano il pendio della montagna ormai da oltre un anno e mezzo. In questo tempo ha attirato al suo radioso edificio, che ha ricevuto diversi prestigiosi premi di architettura, centinaia di migliaia di visitatori. 

Dalla sua inaugurazione nell’ottobre 2016, il Tempio ha ricevuto un premio internazionale di architettura, nonché premi per la maestria strutturale dall’Istituzione degli ingegneri strutturali, per l’innovazione architettonica dal Regio istituto di architettura del Canada, per l’innovazione dall’Istituto degli architetti americani, per l’eccellenza del progetto dall’Associazione degli architetti dell’Ontario, per “il miglior edificio civile nelle Americhe” dal Notiziario mondiale di architettura e per la progettazione architettonica e culturale dal Premio americano di architettura. 

Ma l’impatto del Tempio è molto di più. Esso ha anche influenzato i cuori e le menti della gente di Santiago e oltre.  

«La gente capisce che la Casa di culto è qui per aiutare lo sviluppo spirituale della nostra società», ha spiegato Rocio Montoya dell’Ufficio degli affari pubblici della comunità baha’i cilena.  

«Le famiglie che si recano al Tempio sono numerose. Gruppi religiosi vengono qui a pregare insieme. Molte persone di età avanzata arrivano e siedono ai tavoli da pic-nic per stare piacevolmente assieme in amicizia. La gente qui vede la Casa di culto sempre più come il suo Tempio».  

La Casa di culto è diventata un santuario per migliaia e migliaia di visitatori. Si riuniscono sul suo terreno ogni settimana per immergersi nella bellezza del paesaggio naturale. Pregano e meditano nella tranquilla atmosfera dell’edificio centrale. Partecipano a una serie di conversazioni edificanti e di attività orientate verso il miglioramento delle comunità circostanti.  

«I giovani stanno scoprendo che i programmi sui terreni del Tempio li aiutano ad acquisire un più profondo e più nobile senso di scopo», ha detto Jenny Perez, una rappresentante della comunità baha’i cilena. «Essi non si concentrano solo sul proprio sviluppo personale, che è molto importante, ma anche su quello delle loro comunità».  

Come gli altri Templi continentali baha’i, la Casa di culto del Sudamerica è stata un’impresa architettonica innovativa di portata internazionale. Il progetto ha aperto nuove strade all’architettura e all’ingegneria e si è avvalsa del supporto materiale delle comunità baha’i di tutto il mondo. E tuttavia il decennale progetto è emerso in un momento in cui le comunità baha’i stavano anche imparando molto sullo sviluppo spirituale e sociale di quartieri e villaggi e il processo della sua costruzione si è sviluppato contemporaneamente ad attività per la costruzione della comunità della zona circostante.  

«La gente se ne rende conto», ha detto la signorina Perez. «Sente l’impatto. La gente si chiede perché questa bellissima struttura si trova qui? Come ci è arrivata? Qual è il suo scopo? Come possiamo saperne di più?».  

La premiata Casa di culto, l’ultimo Tempio continentale baha’i, è un ponte tra due epoche. Con la sua complessa tecnologia ingegneristica aerospaziale, essa incarna il genio architettonico e l’unicità dei Templi continentali baha’i. Ma come i Templi che stanno sorgendo anche per comunità locali e nazionali, è sorta nel bel mezzo di un vivace processo di costruzione della comunità.  

Il Tempio è diventato un punto focale per imparare a conoscere il rapporto dinamico tra il culto di Dio e il servizio all’umanità. La comunità circostante ha contribuito a un progetto di flora autoctona sul terreno. Il Tempio ospita programmi per la valorizzazione morale e spirituale dei giovani, che si dedicano al progresso delle loro comunità. E sul suo terreno si svolgono numerose manifestazioni, alcune in collaborazione con il Comune e altre con ONG locali e nazionali.  

Con l’inaugurazione della Casa di culto baha’i locale di Battambang, Cambogia, l’anno scorso e con i molti altri templi locali e nazionali previsti per i prossimi anni, le comunità baha’i non si concentrano più sull’innovazione in senso architettonico. Essi impareranno molte altre cose su come queste strutture, incorporate in una località, possano essere in armonia con l’ambiente sociale e materiale e sostenere il progresso di una popolazione.  

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