Un esempio geniale della parola in politica, si è verificato di recente in all’Assemblea delle Nazioni Unite che ha fatto sorridere la comunità mondiale.
Un rappresentante di Israele cominciò il suo discorso:
“Prima di cominciare il mio discorso voglio dirvi qualcosa di Mosè. Quando ha colpito la roccia e ha fatto scaturire l’acqua pensò, ‘Che una buona occasione per fare un bel bagno!’
Si tolse i vestiti, li mise da parte sulla roccia ed è entrato in acqua. Quando uscì e voleva rivestirsi, i suoi abiti erano scomparsi. Un palestinese li aveva rubati. ”
Il rappresentante palestinese balzò in piedi e gridò con rabbia: “Ma di che cosa stai parlando? I palestinesi non erano lì allora.”
Il rappresentante israeliano sorrise e disse: “Bene, ora che abbiamo fatto capire chiaramente come stanno le cose, voglio iniziare il mio intervento”.
Quanto valgono le istituzioni mondiali?… l’ONU, ad esempio?..
Ce lo spiega chiaramente questo articolo di Fiamma Nirenstein de “Il Giornale”, di cui riporto “l’occhiello”:
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Le strane scelte del Palazzo di vetro. Teheran entra nella commissione per i diritti femminili. Così il Paese dove violentare la moglie non è illegale, dove si può divorziare solo col consenso del marito e dove è vietato girare senza velo dovrà occuparsi del rispetto della parità dei diritti fra uomo e donna…
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Per leggere l’intero interessante articolo, cliccate qui: “Il Giornale”
Pubblico il post alla categoria “umorismo”, perchè l’argomento non è neppure degno di essere pubblicato fra i “paria” dei “non categorizzati”
Caramente il webmaster
Eccovi un’altra perla umoristica, che rispecchia molto i nostri tempi:
Una maestra stava spiegando alla sua classe che in Francese, diversamente dall’Inglese, i vocaboli possono essere maschili o femminili:
House in francese è femminile: la maison.
Pencil in francese è maschile: le crayon.
Uno studente curioso chiese:
- E il computer di che genere è?
La maestra, sorpresa, ammise di non saperlo e la parola non figurava nemmeno nel dizionario di Francese.
Così, per divertirsi un po’, la classe fu divisa in due squadre, ovviamente maschi da una parte e femmine dall’altra, e si chiese ai ragazzi di decidere loro a che genere appartenesse il computer, dando almeno 4 buone ragioni.
La squadra dei ragazzi decise che il computer non poteva essere altro che femmina, in quanto:
1. Eccetto il creatore, nessuno può capire la sua logica interna;
2. Il linguaggio nativo che usa per comunicare con gli altri computer è incomprensibile per chiunque altro;
3. Anche gli errori più piccoli restano immagazzinati per sempre in memoria per poterteli rinfacciare;
4. Appena l’hai comprato ti ritrovi a spendere mezzo stipendio in accessori.
La squadra delle ragazze, ovviamente, arrivò alla conclusione che il computer era di genere sicuramente maschile perché:
1. Se vuoi fare qualcosa con lui, prima lo devi accendere;
2. Anche se ha molti dati non riesce a pensare da solo;
3. E’ stato inventato per risolvere i problemi, ma nella metà dei casi è lui il problema;
4. Appena l’hai comprato ti accorgi che se avessi aspettato ancora un po’ ne avresti potuto trovare uno migliore…
Una carissima amica mi ha mandato questa barzelletta che ha una buona parte di verità. Sa molto di saggezza popolare e non posso esimermi dal proporvela:
1) *BENE*: questa e’ la parola che usano le donne per
terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi
stare zitto.
2) *5 MINUTI*: se la donna si sta vestendo significa
mezz’ora. 5 minuti è solo 5 minuti se ti ha dato appena 5
minuti per guardare la partita prima di aiutare a pulire in
casa.
3) *NIENTE*: La calma prima della tempesta. Vuol dire
qualcosa… e dovreste stare all’erta. Discussioni che
cominciano con niente normalmente finiscono in BENE.
4) *FAI PURE*: è una sfida, non un permesso. Non lo fare.
5) *SOSPIRONE*: è come una parola, ma un’affermazione non
verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone
significa che lei pensa che sei un’idiota e si chiede perché
sta perdendo il suo tempo li’ davanti a te a discutere di
niente (torna al punto 3 per il significato della parole
niente).
6) *OK*: Questa è una delle parole più pericolose che una
donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di
pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.
7) *GRAZIE*: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non
svenire; vuole solo ringraziarti (vorrei qui aggiungere una
piccola clausola – e’ vero a meno che non dica ‘grazie
mille’ che è PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando. NON
RISPONDERE ‘non c’è di che’ perché cio’ porterebbe a
un: QUELLO CHE VUOI.
8) *QUELLO CHE VUOI*: è il modo della donna per dire vai a
fare in ***o.
9) *NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO*: un’altra affermazione
pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di
fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei.
Questo porterà l’uomo a chiedere: ‘Cosa c’è che non va?’
Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3.
Cari amici;
Un signore si confida col medico per la precoce e repentina sordità della sua cara moglie.
Il medico gli consiglia di fare lui alla moglie, la prova d’udito a distanze varie.
Il giorno dopo, sapendo che la moglie è occupata in cucina, fingeno di leggere il giornale in giardino, con la solita voce gentile le chiede: Amore, oggi, che si mangia?
Non sente nessuna risposta!
Allora, si alza e ripete la domanda dal patio.
Non sente nessuna risposta!
Quindì, entra in casa e ripete la domanda dall’ingresso.
Non sente nessuna risposta!
Quando però, s’affaccia alla cucina e le pone la stessa domanda, la moglie gli risponde dicendo:
Tesoro, si mangia il pollo; però, è la quarta volta che ti rispondo!

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