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l’ONU condanna per la trentesima volta le violazioni dei diritti umani in Iran

Nazioni Unite, 14 novembre 2017, (BWNS) – Un comitato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha condannato oggi l’Iran per le continue violazioni dei diritti umani, per la trentesima volta dal 1985.

Con un voto di 83 favorevoli, 30 contrari e 68 astenuti, la terza Commissione dell’Assemblea generale ha approvato una risoluzione di cinque pagine che esprime preoccupazione per le pratiche illegali come torture, cattive condizioni carcerarie, detenzioni arbitrarie e limitazioni della libertà di religione o credenza, discriminazioni contro le minoranze etniche e religiose e contro le donne, approvate dallo Stato.

La risoluzione esprime una specifica preoccupazione per il trattamento dei membri della Fede baha’i, la più grande minoranza religiosa non musulmana del Paese. Denuncia la discriminazione economica ed educativa nei loro confronti e invita l’Iran a rilasciare gli oltre 90 baha’i che sono ingiustamente detenuti nelle carceri iraniane.

«Accogliamo con favore questa risoluzione e la sua ferma condanna delle continue violazioni dei diritti umani in Iran», ha detto Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«Anche se il governo iraniano ha modificato la sua strategia in questa sua oppressione e ha sostenuto una vigorosa campagna pubblicitaria per negare l’esistenza di queste violazioni, la risoluzione di oggi dimostra che gli altri governi non si sono lasciati ingannare e che la mancata osservanza del diritto internazionale da parte dell’Iran rimane nei primi posti nell’agenda internazionale», ha detto la signora Dugal.

La risoluzione è stata presa dopo un severo documento scritto dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran, Asma Jahangir. Il suo rapporto di 23 pagine, pubblicato all’inizio di questa sessione, elenca una vasta gamma di violazioni dei diritti da parte dell’Iran.

La signora Jahangir ha citato «gravi problemi» come «la detenzione arbitraria e azioni penali contro alcune persone per il loro legittimo esercizio di un’ampia gamma di diritti; la persecuzione dei difensori dei diritti umani, giornalisti, studenti, dirigenti sindacali e artisti; un alto numero di esecuzioni capitali, anche di delinquenti minorenni; l’uso della tortura e di maltrattamenti; diffuse violazioni del diritto a un equo processo secondo la legge, soprattutto da parte dei tribunali rivoluzionari; e gravi discriminazione contro le donne e le minoranze etniche e religiose».

Ha inoltre descritto la situazione dei baha’i iraniani, notando che «i membri della comunità baha’i continuano a subire molteplici violazioni dei diritti umani».

La signora Jahangir ha richiamato in particolare l’attenzione sul caso di Farhang Amiri, un baha’i che è stato pugnalato a morte nel settembre 2016 e i cui assassini, rei confessi, sono stati rapidamente rilasciati su cauzione.

«Pur documentate per molti anni, queste violazioni continuano senza sosta e con piena impunità, come dimostra il rilascio dell’assassino di un baha’i», ha detto, riferendosi al signor Amiri.

Il rapporto della signora Jahangir afferma inoltre che «migliaia di baha’i sono stati espulsi dal lavoro, le loro pensioni sono stati sospese ed essi sono stati estromessi dall’occupazione nel settore pubblico.

«Alcune aziende sono state sollecitate a licenziare i dipendenti baha’i, le banche sono state costrette a bloccare i conti dei clienti baha’i e le camere di commercio non hanno rilasciato licenze commerciali ai baha’i, o non le hanno rinnovate, o le hanno deliberatamente ritardate».

 

Per vedere le foto e leggere l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/1221

I dirigenti continuano a onorare il bicentenario

I dirigenti continuano a onorare il bicentenario

BAHA’I WORLD CENTRE, 14 settembre 2017, (BWNS) — In diverse parti del mondo le comunità baha’i continuano a ricevere tributi in onore del bicentenario da dirigenti locali e nazionali, recentemente in Australasia, nell’Asia Centrale e nel Sud America.

In Nuova Zelanda, il primo ministro Bill English ha rivolto un messaggio alla comunità baha’i del Paese. «Molte persone in Nuova Zelanda e nel mondo celebreranno questo specialissimo anniversario e spero che vi godiate i festeggiamenti con la famiglia e gli amici», afferma nella sua lettera riportata in calce.

Quest’anno, poco prima di lui, in occasione di Ridvan, il primo ministro australiano Malcolm Turnbull ha scritto nel suo messaggio alla comunità baha’i del Paese un edificante tributo, riconoscendo questo speciale anno bicentenario.

«I baha’i dell’Australia sono una comunità affabile e ospitale; una comunità di musica e di carità; una comunità che gioisce della propria identità e tuttavia porge a tutti i suoi consigli di rispetto e di uguaglianza», ha scritto il primo ministro Turnbull lo scorso aprile. «Siamo veramente cittadini del mondo e il nostro successo si fonda sul nostro impegno comune per promuovere l’amicizia, l’inclusione e l’armonia».

Nel Kazakistan, il vice ministro per gli affari religiosi e la società civile, Berik Aryn, ha inviato una lettera alla comunità baha’i del Paese, nella quale scrive:

«Ci auguriamo che i seguaci della Fede baha’i promuovano, con il loro servizio spirituale, un ulteriore consolidamento della forte relazione tra le entità governative e i gruppi religiosi, come pure fra i differenti gruppi di fede nel Kazakistan».

In Argentina, diversi funzionari locali e regionali della provincia di Santa Fe hanno inviato alla Casa Universale di Giustizia e alla città di Haifa messaggi di auguri video registrati.

Fra i tributi offerti da alcuni funzionari di Rosario, Argentina, figurano decreti comunali e provinciali, interviste radiofoniche, una celebrazione con alzabandiera e messaggi di auguri.

Per leggere online i tributi in inglese si vada a: http://news.bahai.org/story/1196

Messaggio dal primo ministro Bill English

Saluti,

il 22 ottobre di quest’anno segna il bicentenario della nascita di Baha’u’llah – il fondatore della Fede baha’i.

Molte persone in Nuova Zelanda e nel mondo celebreranno questo specialissimo anniversario e spero che vi godiate i festeggiamenti con la famiglia e gli amici.

La Nuova Zelanda ospita molte comunità vibranti e noi beneficiamo in vari modi della diversità. Come primo ministro, sono orgoglioso del variegato paesaggio cultura della Nuova Zelanda,

Vi auguro il meglio in questa importante occasione,

On. Bill English

Primo Ministro

 

Tra sole tre settimane, la popolazione di Battambang celebrerà la dedicazione della sua Casa di culto bahá’í locale.

Tempio bahai cambogiano

 

BATTAMBANG, Cambogia, 11 agosto 2017, (BWNS) – Tra sole tre settimane, la popolazione di Battambang celebrerà la dedicazione della sua Casa di culto bahá’í locale. Un nuovo video mostra i recenti progressi ed evidenzia la bellezza del tempio. 

Per vedere il video e le nuove foto si vada a: http://news.bahai.org/story/1185 

Il posizionamento di una rappresentazione calligrafica dell’invocazione “O Gloria di tutte le Glorie”, nota come il Più Grande Nome, all’interno della cupola del tempio, sarà il passaggio finale della costruzione, previsto per la prossima settimana. 

La dedicazione, che si terrà il 1° settembre 2017, sarà caratterizzata da un convegno di due giorni che riunirà oltre 2.000 persone della popolazione di Battambang e di ogni altra regione della Cambogia. Saranno presenti dignitari cambogiani e rappresentanti della comunità bahá’í del Sud-est asiatico. 

Il tempio è un tema ricorrente nelle conversazioni della popolazione locale. Anche prima del suo completamento, ha galvanizzato le azioni rivolte al miglioramento della comunità e ha riunito i vicini nella preghiera e nell’amicizia. 

In una lettera del 18 dicembre 2014, la Casa Universale di Giustizia ha spiegato che la Casa di culto bahá’í è “un centro collettivo della società che promuove un cordiale affetto” e “un luogo di adorazione universale aperto a tutti gli abitanti di una località indipendentemente dall’affiliazione religiosa, dalla provenienza, dall’etnia o dal genere e un rifugio per la più profonda contemplazione sulla realtà spirituale e sui fondamentali interrogativi della vita, compresa la responsabilità personale e collettiva verso il miglioramento della società”.

 

 

Il Tempio baha’i salutato come un “dono” trascendente al Cile e al continente

SANTIAGO del Cile, 13 ottobre 2016, (BWNS) — Alla periferia di Santiago, ai piedi delle Ande, un evento straordinario ha avuto luogo oggi — la tanto attesa dedicazione pubblica della Casa di culto baha’i del Sud America, l’ultimo Tempio baha’i continentale.

500 ospiti provenienti dal Cile, tra cui personaggi di spicco del governo e della società civile, e rappresentanti dell’America del Sud, Centrale e del Nord e dei Caraibi e di altri paesi più lontani, si sono riuniti per la prima di una serie di cerimonie di apertura il prossimo fine settimana che porteranno più di 5.000 baha’i da 110 paesi sotto l’alta cupola della Casa di culto.

Aprendo la cerimonia di inaugurazione, Felipe Duhart — Segretario dell’Assemblea Spirituale Nazionale del baha’i del Cile — ha detto che il desiderio dei baha’i è che «la Casa di culto divenga il centro del cuore e il centro nevralgico di questa Comunità», e «un rifugio dove pregare».

Questo ruolo della Casa di culto come «spazio trascendente che cerca l’unità e il rispetto di tutte le provenienze religiose» è stato sottolineato dal rappresentante del Presidente del Cile, il Ministro Segretario generale Nicolás Eyzaguirre.

«Questo Tempio abbellisce il nostro paesaggio», ha aggiunto. «Diventerà un simbolo e ci ricorderà quanto sia importante trovare l’unità tra la città e la natura».

Il Tempio si trova in Peñalolen, un comune il cui nome nella lingua locale significa “riunione di fratelli”. Per il sito dell’ultima Casa di culto continentale baha’i, non potrebbero esserci un nome migliore e una posizione migliore.

Il governatore del comune di Peñalolen, Claudio Orrego, ha rivolto al pubblico parole commoventi. Facendo eco alle osservazioni del Ministro, ha spiegato che il Tempio è stato accolto come un «grandissimo dono» offerto ai cittadini del Cile e oltre.

«Oggi vediamo la bellezza della sua struttura, insieme con tutte le forze divine e umane che lo hanno reso possibile», ha detto il signor Orrego.

«Santiago sarà diversa da ora in poi a causa di questo bellissimo tempio che ci è stato donato… Non importa a quale religione apparteniamo, il credo che professiamo, le nostre città sono piene di sete di silenzio e trascendenza».

Gli ospiti riuniti — molti di loro vestiti in costume tradizionale — sono saliti lungo il pendio della montagna per il primo programma devozionale tenuto nella Casa di culto. Il rappresentante della Casa Universale di Giustizia, la signora Antonella Demonte, ha dato il benvenuto e poi preghiere e sacre Scritture sono state recitate e cantate da un coro di 60 cantanti provenienti dal Cile e da comunità baha’i di tutto il mondo.

Una preghiera per l’unità è stata cantata nel linguaggio indigeno Mapuche del Cile da Berta Blanco, che è stata tra i primi del suo popolo a unirsi alla comunità baha’i più di 40 anni fa.

«Penso che il Tempio porterà molti cambiamenti per la mia famiglia, per la mia comunità, per il mio popolo, per la tradizione da cui provengo», ha detto.

L’erezione del Tempio nella città è stato accolta con favore anche dai rappresentanti di diverse comunità religiose del Cile.

Padre Georges Abed della Chiesa Siriana Ortodossa vive e lavora a Santiago da circa 26 anni. Ha detto che la Casa di culto è «un grande dono alla nostra società, perché aiuta ad aprire la mente e a vedere la fratellanza degli abitanti della città».

Rabbi Daniel Zang, che rappresentava la comunità ebraica, ha detto: «Pregare insieme fa parte del nostro culto: pregare che tutta l’umanità si unisca e chiedere a Dio la pace e la fratellanza».

Oggi, il potere del Tempio di unire l’umanità in tutte le sue varie culture e colori e la sua posizione incomparabile tra la città e le montagne erano in piena vista.

Per leggere l’articolo in inglese on-line, visualizzare le fotografie e accedere ai link si vada a: http://News.Bahai.org/Story/1128

Festa Multi-Etnica a Cerese di Virgilio

DOMENICA 5 GIUGNO

ORE 17,30

Sala Polivalente adiacente al Palazzetto dello Sport

Via Tazio Nuvolari – Cerese

Apertura Stand “multi-etnico” ore 17,30 (presentazione)

  • Esposizione album matrimoni dal mondo

  • Laboratorio origami (farfalle e fiori)

  • Tatuaggi non permanenti con Henné

  • Laboratorio di punto-croce Algerino

  • Angolo del Tè (preparazione e degustazione del tè dai diversi paesi del mondo)

  • Stuzzichini, finger-food, frittelle

dalle 18,00 in poi

  • Consegna di Attestati di Frequenza alle partecipanti al Corso di Italiano a Cerese

  • Danze in cerchio con musiche popolari dal mondo

  • Giochi organizzati per i bimbi

  • Riso Pakistano- Riso Nigeriano- Riso Persiano

  • Bevande, dolcetti etnici ed italiani

  • L’Ingresso è libero e la degustazione gratuita