Archivi categoria: Consultazioni

Consultazioni da e sulla Fede bahà’ì

IL TEMPO

SALVE A TUTTIIIIIII!!!

Come va? Ho un po’ di tempo libero dallo studio e il resto e,… a proposito di TEMPO, voglio condividere con voi un mio piccolo pensiero…
Non sapete quanto mi abbia fatto bene e abbia imparato dalla conferenza di Abano. Fino a poco tempo fa ero molto ansiosa, volevo organizzare ogni minuto e pensavo di non farcela mai in tempo a fare tutto. Ora, invece, quando ho queste difficoltà, mi risuona nella mente un concetto tanto ripetuto durante la conferenza e su cui non mi ero mai soffermata prima: “IL TEMPO NON è NOSTRO, IL TEMPO APPARTIENE A DIO”.

Il giorno d’oggi pensiamo davvero di poter controllare il tempo, ma ora a me basta pensare a questa affermazione per svolgere le cose con serenità e fede,… E poi di solito hanno un risultato anche più soddisfacente!

Con affetto,
Tania

Tania e l’handicap

Questo è un tema che io, Tania, ho fatto all’età di 13 anni.

Il 2003 è l’anno della disabilità. Il mondo dei diversamente abili è solo un mondo di problemi o anche un mondo di risorse? Che cosa ti piacerebbe venisse realizzato per rendere migliore la loro vita?

Sono una ragazza di 13 anni affetta fin dalla nascita da una malattia che colpisce tutti i muscoli del corpo e che si chiama appunto Distrofia muscolare.
Ripensandomi da piccola riesco a conservare un ricordo sereno della mia vita fino ad una certa età, l’età in cui maturando, come tutti gli altri bambini, mi sono resa conto sia della mia malattia, ma ancor di più:
grazie alla discriminazione sociale che nella società civile ancora esiste, della mia diversità;
grazie alla continua presenza di barriere architettoniche, della mia disabilità;
grazie alla in applicazione delle leggi in materia ho sentito di essere considerata spesso solo un peso della società.
Ecco lì è iniziato il periodo della consapevolezza di tutto il mio dramma; ero una bambina che quotidianamente doveva lottare contro tutti i problemi della sua malattia, contro la voglia di correre, saltare, giocare….sudare che si faceva sempre più prepotente; ma sembra perfido, anche contro la mentalità della gente, l’ambiente, le istituzioni che invece di venirti incontro ti impongono di fare di più, di dare di più per dimostrare che esisti come persona e ad un certo puto ti rendi conto che non sei tu il loro problema ma sono loro che te ne accollano tanti da renderti la vita più difficile.
Ricordo, infatti, che mentre gli altri bambini andavano a scuola tranquillamente ed i loro genitori potevano tranquillamente tornare ai loro impegni, i miei genitori dovevano farsi in quattro affinché io avessi l’insegnante di sostegno, affinché anch’io avessi la sedia a scuola, affinché si provvedesse allo scivolo per entrare a scuola, affinché grazie al montascale potessi seguire anch’io le lezioni al piano superiore. Ecco, questi sono solo pochi esempi di come è assurda la situazione in generale. In Italia sono 2.800.000 i diversamente abili e il nostro Paese invece di prepararsi in tutti i sensi all’accoglienza di uno di essi, aspetta che il soggetto diversamente abile arrivi magari davanti all’entrata della scuola dove si era iscritto nove mesi prima, impotente ad entrare mentre assiste sconcertato ad un’agitazione totale di tutti come se si fosse in uno stato d’emergenza; e così hai la brutta sensazione che con la tua presenza hai creato uno scompiglio e ti chiedi: ma non sapevano già che io esistevo?
Eppure ho notato che per le feste comandate, per addobbare le nostre belle città, i comuni si anticipano anche di due mesi e mezzo! Basterebbe fare uguale!
Vedere i miei genitori lottare per i miei diritti mi ha provocato una sensazione di rabbia ma anche di paura, perché tutto ciò mi fa sentire ancora più debole e svantaggiata rispetto agli altri e mi fa convincere sempre più dell’esistenza di una brutta realtà: che, se non hai una persona forte al tuo fianco, non vedrai rispettare i tuoi più elementari diritti. E pensando a coloro che non hanno più nessuno al loro fianco, io ringrazio Dio che ci sono persone, associazioni, istituzioni che portano avanti una battaglia che è sempre più difficile, come se dovessimo scontare la colpa di essere disabili.
Ho letto su qualche rivista scientifica che la nuova generazione ha un livello d’intelligenza superiore a quelle del passato, eppure io penso che la nostra società ha un grandissimo handicap perché non riesce a capire il senso fondamentale della vita e cioè: nulla è sicuro!
Una malattia non colpisce perché te la sei meritata, e neanche perché si è voluto dividere il genere umano in due parti: quelli sani e quelli disabili! Basterebbe capire che chiunque di quelli sani ha la probabilità di ritrovarsi dal lato opposto e certo non per sua scelta , basta davvero un secondo e ti ritrovi a far parte del mondo dei disabili che forse un secondo prima neanche vedevi.
Questo è l’anno europeo del disabile! Era l’occasione per rendere migliore la loro vita, ma a quanto pare è stato fatto ben poco, addirittura la maggior parte della gente non è nemmeno a conoscenza. Che cosa mi piacerebbe fosse realizzato? Potrei dire: vorrei veder applicate le leggi in materia (quelle italiane sono le migliori) fino in fondo, con scrupolosità e non per dare il contentino; vorrei che potessimo attraversare anche noi la strada e magari sarebbe lecito farlo sulle strisce pedonali; poter entrare nei negozi e girarci dentro con la sedia senza intoppare gli scaffali; potermi avvicinare con la sedia a qualsiasi tavolino di un bar e di un ristorante; poter andare ad un museo senza dover chiedere la grazia per arrivare all’ufficio del custode che dovrà attivare il montascale, sperando che funzioni; poter finalmente  veder il film che mi piace e non quello che è proiettato in quella sola sala accessibile; mi piacerebbe entrare nei magazzini con le porte scorrevoli e non aspettare che qualcuno di buona volontà ti regga quel quintale di porta per farti passare;  vorrei poter prendere il treno, la nave, l’aereo senza sentirmi un imballo da caricare a braccia perché non si trovano le chivi del sollevatore o perché quel treno, nave, aereo non è stato adattato; vorrei poter scegliere a gennaio ‘indirizzo scolastico che mi piace di più e non quello per me più adatto; vorrei che la mia presenza ovunque vada sia anonima come per tutti e non motivo di curiosità varie.
Penso che la scuola debba avere un ruolo importante nel sensibilizzare fin da piccoli le persone al rispetto, all’uguaglianza e alla tolleranza indipendentemente dalla razza, dal ceto sociale, ecc., ed affiancare questa che io chiamo educazione sociale alle altre materie, per non ritrovarci in futuro in un mondo di gente che ha molta cultura ma anche tanto egoismo.
Queste sono le risorse a cui tutti noi dovremmo attingere, perché non siamo macchine e il solo valore dei soldi, della carriera, di arrivare sempre primi ci fa dimenticare che siamo esseri umani bisognosi soprattutto di amore e rispetto.
Il mondo dei diversamente abili è un mondo di risorse che va oltre l’aspetto prettamente consumistico e produttivo, e che certa gente non le vede perché non vuole vedere, perché se le vedesse si sentirebbe più piccola, perché se ci conoscesse davvero si accorgerebbe che in quella persona poco considerata c’è un coraggio da leoni per affrontare un dolore che gli altri nemmeno immaginano, un cuore grande per riuscire a sorridere a chi è più fortunato di noi e non ci accetta, una fede grande che ci dà una continua speranza, una dignità senza pari perché anche se per alzare un bicchiere di carta facciamo più fatica di chi sorregge 100 Kg cerchiamo comunque di farlo da soli.
La lista comunque delle cose da fare sarebbe troppo lunga ed è troppo scontato che lo dica io, forse se ognuno di noi provasse a sedersi su una sedia a rotelle, se qualcuno chiudesse gli occhi per qualche minuto; qualcun altro si tappasse le orecchie e o la bocca….penso che tutti saprebbero veramente cosa fare.

Tania POLIDORO – III B

I bahai e gli aiuti umanitari

Ma come… i bahai non fanno beneficenza? E’ una domanda che spesso mi sono sentito rivolgere ed alla quale ho sempre risposto, come sempre, con la verità: “i bahai NON fanno beneficenza!”. L’interlocutore, manco a dirlo, resta perlomeno perplesso ma, il più delle volte, addiritture scandalizzato.

La filosofia bahai è alquanto semplice, soprattutto verso i paesi del terzo mondo: non ti regalo da mangiare, t’insegno un lavoro e così potrai procurartelo da solo. E’ una filosofia che ha dato i suoi frutti. In Africa ci sono interi villaggi bahai che sono “benestanti” se paragonati ai loro vicini non bahai. Non ci sono stati miracoli in verità: si è applicato semplicemente il principio bahai della “parità di diritti fra uomo e donna” più l’insegnamento di alcune regole semplici di agricoltura, tutte applicabili con attrezzi poveri, come vanga e badile. Gli uomini, contrariamente all’uso locale, hanno imparato ad aiutare le donne nella coltivazione del terreno e nello scavare fossi per irrigarlo… ed il miracolo è stato fatto!

Pare che gli aiuti umanitari realizzino il contrario, almeno secondo l’economista keniota Professor Shikwati che, in un articolo de “Il Giornale“, recita così: “«Chi vuole aiutare l’Africa non deve darle soldi». James Shikwati ha 36 anni ed è considerato uno dei più brillanti economisti africani. È cresciuto in Kenya e sei anni fa ha creato a Nairobi l’Istituto Inter Region Economic Network. Le sue tesi sono un pugno nello stomaco. Quasi un’eresia. Lui parla di rivoluzione copernicana del problema Africa. Meno carità e più responsabilità. Anzi, più libertà. ”

Personalmente, concordo con lui

Caramente   Malvezzi Claudio

Nella fede bahai è proibita la convivenza

La fede bahai non prevede la convivenza. La proibisce molte volte e mi è stato  chiesto pechè. Io penso che non sia corretto e tantomeno coerente desiderare la visione della terra come unico  paese e l’umanità come suoi cittadini, quando non si uniscono nemmeno le famiglie in un vincolo forte come il matrimonio.

Baha’u’llàh afferma che  in futuro di tutte istituzioni attualmente presenti l’unica a rimanere sarà il matrimonio.

Un sentito abbraccio a tutti  

Emanuela

I bahai e la libera ed indipendente ricerca della verità

Il Maestro ‘Abdu’l-Bahá fu chiaro: tutti i principi bahai sono importanti, ma quello che dovrete citare sempre per primo, è quello della “libera ed indipendente ricerca della verità”. Non ci sono dubbi: questo principio ha la precedenza sugli altri. Senza di esso infatti, non andremo da nessuna parte, qualunque sia la direzione che vorremo prendere, perchè avremo usato sempre la testa degli altri e non la nostra.

Bahá’u’lláh ha spiegato magistralmente quali siano questi passaggi spirituali, in un’opera altamente importante, indirizzata ad un mistico del Suo tempo, chiamata “le sette valli“. Ad un secondo mistico, inviò “le quattro valli” dove, nella prima, farete l’esame su ciò che avrete compreso nelle “sette valli”… la seconda e la terza valle, potranno essere i vostri “luoghi spirituali di destinazione” e se sarete  riusciti a diventare “Manifestazione di Dio”, potrete tranquillamente comprendere ed albergare nella “quarta valle”. UHMMMM, non so voi, ma io quel treno per la quarta valle, l’ho perso da un bel pezzo!

Per quanto mi riguarda, lo studio di queste valli hanno occupato fin’ora la mia intera esistenza e, proprio per il rispetto al principio della libera ed indipendente ricerca della verità, mi guarderò bene dall’aggiunere altro a quanto ho detto fin’ora, se non invitarvi a leggere e meditare (meglio se all’infinito) questo piccolissimo libro (tanto piccolo quanto è importante).

Qualche sera fa, mia figlia Shirin mi ha trascinato ad un incontro di giovani dedicato proprio allo studio del su citato principio. Sebbene ci volesse più dell’età di due di loro (mediamente) per fare la mia, sono stato accettato ugualmente, grazie al fatto che ancora non ho deciso cosa farò da grande.

Quello che mi ha colpito, è che esso venisse percepito in un senso un po’ troppo spirituale (come se fosse aleatorio) e non pratico (ovvero: essenziale). Ho detto chiaramente a questi giovani che, come bahai, la verità ci insegue più di quanto noi non inseguiamo lei. Li ho lasciati alquanto perplessi.

E’ mio dovere dare una spiegazione più consistente alla mia affermazione… ecco perchè sono qua a parlarne sul blog.

Iniziamo col dire che la verità esiste solo se ci interessa trovarla e perseguirla. Qualcuno potrebbe dire che forse il “micelio” (la “radice” dei funghi) copre nazioni grandi quanto l’Italia (è una bella dimensione come verità) ma, non essendo micologo, non perseguirò mai la verità in tale direzione. Se non m’interessa un argomento, non cercherò mai la verità su di esso. Ne consegue che si diventa bahai solo se cerchi Dio ed i Suoi Insegnamenti aggiornati alla società attuale, grazie alla Sua ultima Manifestazione (Bahá’u’lláh).

E’ indispensabile altresì sganciarsi da vecchie conoscenze (altrimenti, come nel mio caso, sarei rimasto cattolico o ateo) senza pregiudiziali verso le nuove o non le accetteremmo mai. Poi dobbiamo considerare che la verità è tanto più avvicinabile tanto più saranno le informazioni che avremo raccolto su di essa, accettandole tutte indifferentemente con la massima umiltà. Non è un caso che tutte le nostre Istituzioni siano composte da nove persone adulte che, umilmente, si riuniscono in “consultazione” per decidere il da farsi. Nel contempo, la stessa verità può essere vista sotto diversi e personali aspetti, pur rimanendo una verità comune. Non è casuale che avendo conosciuto personalmente centinaia di bahai, posso affermare che tutti lo sono diventati per motivi assolutemente diversi e personali (attraverso vie diverse si è pervenuti ad una stessa verità). E’ anche vero che possiamo accettare le decisioni delle nostre Istituzioni con occhi diversi, purchè le seguiamo unanimamente.  

Resta da dire che la verità ve perseguita ed inseguita per tutta la vita: in caso contrario diverremmo delle cariatidi, ma credo di avere citato sufficienti esempi, per poter affermare che anche la verità ci insegue e persegue ogni giorno, nella sua essenza per poter vivere la vita di tutti i giorni, come bahai.

Caramente   Claudio Malvezzi