Archivi categoria: Consultazioni

Consultazioni da e sulla Fede bahà’ì

‘Abdu’l-Bahà e la maldicenza

Cari amici, La Mano della Causa di Dio, A.Q. Faisi (1906-1980), nel 1967 raccontò che:

In un’occasione, pur essendo tanti devoti credenti alla Sua presenza, Abd’ul-Baha (1844-1921) era molto triste.

Gli amici cercarono in tutti i modi di rallegrare il Suo sembiante, senza riuscirvi.

Finché, Egli esclamò dicendo: “Non so la gente dove impara l’arte della maldicenza?”

Così, si rivelò, la causa di tanta tristezza in Lui.

Allorché, uno dei vecchi credenti si fece coraggio, si inginocchio davanti a Lui e disse: Mio Adorato, s’impara da Dio Stesso!

Il Maestro gli chiese, “Come”?

E lui rispose: In tutta la sua vita, Adamo mangiò una sola mela. Dio ne fece menzione nella Bibbia, nel Vangelo, nel Corano e in tutte le Sante Tavole!!!

E’ stato bellissimo. Tutta la tristezza fu tolta da ‘Abdu’l-Baha.

Il BREVE decalogo bahai

Come molti sanno, Bahá’u’lláh, ha promulgato le Sue leggi in un Libro: il Kitáb’i’Aqdás (Il Libro più Santo), ma c’è una Tavola che i bahai, affettuosamente, considerano come il loro decalogo “portatile” (se così si può dire). Mi pregio di proporvela, sperando di fare cosa gradita a tutti.

Sii generoso nella prosperità e grato nell’avversità. Sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente ed amichevole. Sii un tesoriere per il povero, un ammonitore per il ricco, l’esauditore del pianto del bisognoso, un conservatore della santità della tua promessa. Sii equo nel giudicare e cauto nel parlare. Non essere ingiusto con nessuno e sii mansueto con tutti gli uomini. Sii una fiaccola per coloro che camminano nelle tenebre, una gioia per l’addolorato, un mare per l’assetato, un rifugio per l’angosciato, un sostegno ed un difensore per la vittima dell’oppressione. Fa’ che l’integrità e la rettitudine, contraddistinguano tutti i tuoi atti. Sii un asilo per l’estraneo, un balsamo per il sofferente, una torre incrollabile per il fuggitivo. Sii occhio per il cieco e faro che guida i passi dell’errante. Sii ornamento per il volto della verità, corona per la fronte della fedeltà, colonna del tempio della rettitudine, alito di vita per il corpo dell’umanità, vessillo per le schiere della giustizia, astro sull’orizzonte della virtù, rugiada per il terreno del cuore umano, arca sull’oceano del sapere, sole nel cielo della munificenza, gemma sul diadema della saggezza, luce risplendente nel firmamento della tua generazione, frutto sull’albero dell’umiltà.

Bahá’u’lláh

 

Caramente  Claudio Malvezzi

I bahá’í ed il denaro

Ma come… i bahá’í ritengono un privilegio poter pagare?

E’ sempre il “Visi” (amico di mio figlio e figlio di un mai dimenticato mio collega di lavoro) a fare la domanda più opportuna, più calzante e più intrigante, del piccolo festoso popolo di giovani, che mi privilegia frequentando casa mia… Tantopiù che, in periodo di promesse eletteroli (con relativo argomento “tasse”) la domanda non potrebbe mancare. Tutti i Luoghi Sacri bahai, sono visitabili da chi bahai non è (i nostri Templi hanno nove porte: una per ogni Manifestazione di Dio in epoca storica), a due sole condizioni:

1) Non è possibile fare alcuna offerta sotto qualsivoglia forma, poichè l’onere delle spese (anche se solo di mantenimento) è privilegio dei soli bahai.

2) Rispettare ciò che non è nostro ma appartiene alle generazioni future.

Il discorso nei suoi aspetti, soprattutto tecnici, potrebbe dilungarsi oltre misura: sono a disposizione qualora interessasse…

Ciò che voglio solo far notare, è l’orgoglio di ogni singolo bahai, nel poter costruire ogni giorno qualcosa che sia bello, spirituale e prezioso nella sua stessa essenza, in un mondo dove sembra “pagante”, la sola corsa al massacro.

Caramente     Claudio Malvezzi

Il Bab e Bahá’u’lláh

Come… il Bab (la Porta), Precursore di Bahá’u’lláh, era anch’Egli una Manifestazione di Dio?

E’ il Visi che me lo sta chiedendo. Quel ragazzo ha due grandi pregi: una gran bella ragazza ed una notevole intelligenza. E’ sempre lui che fa le domande più toste. Se a questo aggiungiamo che non si accontenta mai di risposte scontate, completiamo il quadro. Ed io adoro il rispondergli.

Ogni Manifestazione di Dio ha avuto un Precursore che “preparasse la via”, è scontato: basti S. Giovanni Battista per Cristo a ricordarLi tutti. Ma perchè proprio una Manifestazione di Dio, creante una Sua religione indipendente (la Babì) per quanto limitata nel tempo, primo ed unico esempio nella storia dell’umanità? 

Il Bab chiude il ciclo adamico (da Adamo: prima Manifestazione di Dio in epoca storica) mentre Bahá’u’lláh apre quello bahà’ì, che durerà 500.000 anni (quanto la vita dell’uomo su questo pianeta). E’ uno “snodo” fra due ere dell’umanità. E’ accettabile che possa essere una Manifestazione di Dio, a maggior ragione se Bahá’u’lláh è così importante.

Fin qui le spiegazioni ovvie, quelle universalmente accettate nella Fede bahà’ì. Potrebbero esservene altre? Direi proprio di sì, a patto che si accettino come opinioni personali dello scrivente.

La domanda è semplice: quanto vale una religione? La risposta è altrettanto semplice: vale tanto quanto essa è seguita. Tutti, in teoria, potrebbero affermare di essere Manifestazioni di Dio ma, se poi non lo sono, ciò che “insegnano”, si perde drammaticamente per via. Questo consegue due condizioni, presupponendo di parlare di Manifestazioni VERE:

1) i loro insegnamenti devono essere “comprensibili”. Per realizzare ciò devono essere più adeguati alle “capacità” dello studente che non al valore “intrinseco” dell’ Insegnante. E’ da qua che consegue la “relatività” delle religioni ed alla necessità della loro “progressività” nel tempo (varie Manifestazioni che si susseguono nel tempo, adeguando i loro insegnamenti alle condizioni storiche in cui si manifestano).

2) esiste un indubbio “dualismo” fra Insegnante ed “allievo” o, se preferite, fra Manifestazione di Dio e Suoi seguaci. Diamo per automatico e scontato l’amore della Manifestazione di Dio verso i Suoi seguaci che Lo amano a loro volta, altrimenti nessuna religione esisterebbe, ma… se fosse anche “necessaria” l’amore dei seguaci verso la Manifestazione, all’esistenza della Manifestazione di Dio stessa? Potrebbe essere che esista un dualismo fra l’amore che una Manifestazione dà e quello che Essa chiede?

Credo che la domanda sia legittima. La risposta è personale. Io posso solo citare esempi storici, in cui Bahá’u’lláh  “è riconoscente” verso: i Martiri che hanno versato i loro sangue come testimonianza del loro amore, la moglie Navvab elevandola a “Sua compagna in tutti i mondi di Dio” (compreso quello delle Manifestazioni, evidentemente) ed il figlio ‘Abdu’l-Bahà, senza il quale la fede bahà’ì non sarebbe mai potuta esistere.

E’ qua che mi frulla in testa un’ultima domanda: “e se Bahá’u’lláh avesse avuto bisogno dell’amore di una Manifestazione di Dio (il Bab) per manifetarsi?” A voi la risposta. Quello che è certo e storicamente accertato, è che il Bab amava (ricambiato) profondamente il Suo discepolo Bahá’u’lláh, prima ancora che quest’Ultimo conoscesse la Sua missione e pur non essendosi mai fisicamente incontrati fra Loro.

Caramente    Claudio Malvezzi 

La Fede bahai e la lingua universale

E’ noto a tutti che la Fede bahai, consiglia molto caldamente, l’adozione di un’unica lingua ausiliaria universalmente accettata. I vantaggi sono palesemente evidenti: basterà conoscere bene un’unica lingua (straniera) per tutti, che potremo così conversare con l’intero mondo indistintamente. In breve: sarebbe il massimo del rendimento, con il minimo sforzo. 

E’ altresì ancora nota a tutti, l’esistenza dell’Esperanto: è una lingua nata quasi un secolo fa, dalla fusione (se così si può semplificare) di lingue europee con alfabeto romano. Potremmo definirla come un’eroico tentativo di universalità… universalità che è impossibile raggiungere, visto che non tiene conto di scritture come l’arabo, l’indù, il cinese ed il giapponese, tanto per citare le più importanti che, da sole, coprono di gran lunga la maggioranza dell’umanità. 

Non posso non segnalarvi a tal punto, l’eroica fatica di un caro e personale amico bahai: Franco Leone che, dopo anni di lavoro tanto impegnativo quanto estenuante, presenta il suo linguaggio UNIVERLANG, nato sulla scia della filosofia dell’Esperanto.

Ad ognuno di voi, se crederà opportuno studiarlo, lascio la possibilità di scelta e valutazione. A me non resta che segnalare quanto avvenne storicamente nella vita di Bahà’u’llàh.

Ricordo che Egli morì nel 1892 e che aveva fatto, al riguardo dell’adozione di un’unica lingua universale, due cose:

1) Scritto al Presidente degli USA, che sarebbe toccato al suo popolo, percuotere con la verga della giustizia, la schiena dei prepotenti.

2) Consigliò l’adozione dell’inglese come lingua ausiliaria universale, almeno inizialmente.

All’epoca, l’inglese era praticamente sconosciuto. I dotti e gli scienziati infatti, usavano il latino, mentre i diplomatici usavano il francese. Fu solo dopo la fine della prima guerra mondiale che l’inglese venne adottato, in pratica, come lingua ausiliaria universale. Essa soddisfa sia la terminologia scientifica che quella linguistica, dimostrando all’atto pratico, una completezza non raggiungibile già dall’italiano.

Bahà’u’llàh dimostra, a mio modestissimo avviso, capacità “di valutazione pratica” inarrivabile da qualsivoglia mente umana. Prende il primo popolo che metta nella sua Costituzione, l’amore verso la democrazia e la libertà in nome di Dio (e non di una qualsivoglia religione, come si voleva fare per la Costituzione europea) e lo manda in azione. Sa che entreranno in guerra per percuotere la schiena dei prepotenti (cosa che gli USA fanno da circa un secolo: se così non fosse, noi italiani faremmo ancora il saluto romano) e che, come logica conseguenza, imporranno la loro lingua e la loro tecnologia. Per quanto possa essere irrittante ammetterlo, le guerre vengono vinte da chi ha una tecnologia superiore ed un’ organizzazione migliore. Per chi avesse dubbi: qualunque sia il sistema operativo ed il browser che utilizzate per leggere queste mie parole, essi sono basati sulla lingua inglese, indipendentemente dalla nazionalità dei programmatori che hanno realizzato ciò che voi stato usando.

L’opinione è personalissima e non dovrebbe inficiare a priori, il vostro giudizio su UNIVERLANG ma, sono convinto che l’inglese rimarrà l’unica lingua ausiliaria veramente universale, fino all’avvento della “più grande pace”. Solo allora la spiritualità avrà ragione del materialismo e potremo così passare all’arabo, che non è solo la lingua dei testi sacri bahai, è anche la lingua più completa che esista su questa terra.

Caramente    Claudio Malvezzi