30 nov 2007 @ 11:12 AM 

” Qualche tempo fa il presidente della Repubblica Slovena ha fatto una visita di stato in India e le autorità indiane, tra le altre cose, gli hanno fatto visitare il tempio Baha’i , il fiore di loto, a New Delhi-

Il Presidente sloveno è rimasto affascinato del tempio e della sua atmosfera spirituale ed ha chiesto se anche in Slovenia esistessero  i baha’i, ed ovvviamente in Slovenia esiste una piccola comunità baha’i ed una  unica assemblea locale nella capitale Lubjana-

Al suo ritorno il Presidente  ha fatto chiamare i baha’i e li ha invitati al palazzo presidenziale- Quattro amici sono stati alla sua presenza , ci sono le foto dell’incontro a disposizione, e lui ha desiderato che questa fede fosse piu’ conosciuta nella sua Slovenia ed ha fatto in modo che il Museo di Lubjana organizzasse una attivita della durata di 15 giorni con una bellissima mostra sulla fede – Il museo ha messo a disposizione alcuni studenti sloveni non baha’i  che appositamente istruiti sulla  fede potessero ,loro, fare da guida e ciceroni ai visitatori della mostra – Cosi’ la fede e’ stata insegnata da questi studenti non baha’i a centinaia di persone.

Ci sono stati molti visitatori e il giovedi 22 novembre all’interno di una bella sala del museo c’e’ stata una conferenza pubblica, tenuta da me, sulla fede- Un professore della facolta di filosofia dell’università di Lubjana e’ stato molto interessato e mi ha invitato a tenere una lezione da lui, cosa che ora andremo a concordare. Al termine della conferenza mi ero seduto nel bar del museo a bere un succo di arancia e sono stato circondato da molti partecipanti alla conferenza che sedutisi intorno a me al tavolo hanno desiderato fare delle domande e ne è nato  un bel fireside durato  fino  alla chiusura del museo  , ma i partecipanti  una volta fuori  dal museo non volevano lasciarci.

Il manipolo di baha’i sloveni si e’ quindi trovato in una condizione fantastica, e grazie al Consigliere Youssefian hanno avuto aiuto da diversi baha’i italiani che hanno collaborato in questa attivita rimanendo a Lubjiana diverse giornate e  per diverse volte-

Un grazie speciale va proprio agli amici italiani che hanno svolto un bel servizio ma il ringraziamento  principale va alla Bellezza Benedetta che tramite il Suo insegnante silenzioso di New Delhi ha fatto sentire la Sua voce in quella Repubblica europea.-” 

Ma ancora avranno bisogno di molto aiuto in Slovenia .

Beppe Robiati

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 28 nov 2007 @ 9:10 PM 

Cristian B., amico e socio di lavoro di Amir M., ha manifestato il desiderio di dichiararsi bahà’ì. Questo avverrà ufficialmente (come da ultime disposizioni ASN), non appena sarà ricevuto dalla sua ASL di Curtatone (Mantova), l’ultima in ordine di tempo, ad essersi formata nell’area mantovana.

E’ un carissimo ragazzo, decisamente paziente (prova ne sia che è amico di mio figlio ;-) )) ), maggiorenne e splendido con la chitarra elettrica: è un vero piacere ascoltarlo, anche per un post-datato come me.

Non ci resta che fargli i nostri migliori auguri di tutto cuore, nel dargli il benvenuto nella nostra comunità.

Caramente    Claudio Malvezzi

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 27 nov 2007 @ 12:17 PM 

Bahà’u'llàh annovera fra i Suoi Nomi, anche quello di “Bellezza Benedetta”, col quale viene spesso citato.

Sul significato di tale nome, è nata sul forum interno bahà’ì, una proposta di approfondimento. Ve la riporto integralmente così come da e-mail a me pervenuta

____________________________________

  

Nel Corano si dice: “ Dio é bello e ama la Bellezzahttp://www.movimentosufi.com/AmoreArmoniaBellezza.html Con le parole “baha’i baha’u'llah beauty” Google trova 50.000 riferimenti negli Scritti Baha’i.http://www.google.it/search?aq=o&hl=it&q=baha%27i+baha%27u%27llah++beauty++&btnG=Cerca&meta=  Solo, nel Kitab-i-Aqdad vi sono numerosi passi al riguardo:Osserva i Miei comandamenti, per amore della Mia Bellezza[38] pag. 18: O popoli del mondo, quando l’astro della Mia bellezza tramonterà …[137] pag.34: O gente del Bayán! ….. “In verità, la Qiblih è Colui Che Dio manifesterà; dovunque Egli Si muova, essa si muove, finché Egli non giungerà al riposo”. Così è stato inviato dal Supremo Ordinatore quand’Egli desiderò fare menzione di questa Somma Bellezza.Pag. 45: …..Ti supplico per Coloro Che sono gli Orienti della Tua Essenza invisibile, la Più Eccelsa, la Più Gloriosa, di far della mia preghiera un fuoco che bruci i veli che mi nascondono la Tua bellezzaPag 87: … “Sia glorificato Iddio, Signore dello Splendore e della Bellezza”. Yahoo ha una pagina di “Domande e Risposte” che fa per noi!

Domande aperte in Filosofia

Domande risolte in Filosofia

V’invito a frequentare il sito per intervenire.Una risposta tratta la bellezza.; ed è interessante leggervi gli attributi della Bellezza Benedetta:  Il concetto di ‘bello’
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071110134227AA6EAES
In senso filosofico generale, il bello è proprietà di ciò che è oggetto dell’esperienza estetica. La riflessione sul concetto di bello ha assunto nel corso dei secoli molteplici valenze e significati. Soltanto a partire dal sec. XVIII il bello è stato sistematicamente collegato con l’estetica, allora nascente quale disciplina filosofica che si occupa del bello e dell’arte; nella quasi totalità delle teorie estetiche del ’900 il termine non ricorre più. (Consulta anche la voce ‘Estetica’).
Concezioni del bello nell’antichità e nel MedioevoIn Omero ed Esiodo il bello ha caratteristiche di “luminosità” e “splendore”; i pitagorici lo identificarono con la simmetria e la proporzione. Platone, che in genere professa una concezione oggettivistica del bello, riprese e arricchì questa riflessione inserendola in un contesto metafisico: nel Fedro e nel Simposio, la bellezza è collegata all’éros, in grado di portare l’uomo all’idea di bene e di manifestare sensibilmente l’assoluto; nel Filebo identificò il bello con l’ordine, la misura, la proporzione, che provocano una reazione di “piacere” o “delizia”. Plotino ne diede una visione ancor più intellettualistica e teologica: la bellezza è l’unica “idea visibile”, capace di guidare l’anima nel suo “metafisico cammino di ritorno” all’Uno, “fonte di ogni bellezza”; il bello è definito come unità interiore, armonia, ordine, forma ma è, soprattutto, l’irraggiare dell’intelligenza e, in questo senso, è anche verità. Gli stoici interpretarono la bellezza in termini immanenti: non fa riferimento a un trascendente al di là ma è dentro la natura stessa, nel suo ordine, armonioso e perfetto, e nel suo perpetuo movimento. Il Medioevo, che pure vide con Witelo la nascita del relativismo estetico, ebbe in generale una concezione del bello ancora più unilateralmente oggettivistica dell’antichità: per Agostino, per es., una cosa “piace perché è bella”; Tommaso d’Aquino ribadì che una cosa “piace perché è bella e buona”. L’idea di armonia fu un punto nodale del pensiero rinascimentale sul bello, che venne ancora identificato in una caratteristica oggettiva, ottenibile artisticamente e conoscibile criticamente.Concezioni del bello nell’età moderna e contemporaneaLa ribellione contro le regole formali in nome della percezione del soggetto portò nel sec. XVIII alla fondazione dell’estetica come disciplina autonoma. Il bello venne identificato con la perfezione sensibile: per A.G. Baumgarten è la perfezione della rappresentazione sensibile in quanto rappresentazione artistica; per D. Hume il bello “risiede soltanto nella mente” ed è percepito diversamente da ogni intelletto; per E. Burke bello è il piacere che accompagna l’attività estetica. I. Kant unificò nella Critica del giudizio (1790) queste concezioni e attribuì al bello il carattere del disinteresse: “bello è ciò che piace universalmente senza concetto”. Kant, dunque, legò la bellezza al piacere estetico e la inserì in un ambito autonomo e distinto dai valori morali e conoscitivi, la facoltà del sentimento. L’estetica romantica identificò l’arte con il bello, interpretato come manifestazione di verità. Per F.W. Schelling la bellezza è la presenza dell’infinito nel finito; per G.W.F. Hegel è la manifestazione sensibile dell’Idea e l’arte è una delle tre forme dello Spirito Assoluto. Il valore conoscitivo dell’arte (anche se di tipo particolare) è presente nell’estetica neoidealista: per B. Croce il bello coincide con la perfezione espressiva o la compiutezza dell’espressione. In generale, dopo Hegel si giunge a un rovesciamento fondamentale: l’estetica da “scienza del bello” diventa prevalentemente “scienza dell’arte”, nella quale il bello non occupa più un posto centrale, sopraffatto dalla storia dell’arte e dalla nascita della Kunstwissenschaft, cioè dallo studio storico, antropologico, empirico delle forme e produzioni artistiche. Nell’estetica contemporanea è stata rimarcata la distinzione fra la bellezza come sinonimo di valore estetico in generale (che segnala l’eccellenza di un oggetto o di un lavoro in riferimento a molteplici e rilevanti criteri di valore) e come un valore fra altri (che indica un alto ma relativo grado di valore, distinto da altre forme).
__________________________________________

Che Bahà’u'llàh non me ne voglia ma certo, il nome di “Bellezza Benedetta”, non poteva essere associato al Suo aspetto fisico: era alto meno di 1,60 m. ed anche ai suoi tempi, sarebbe stato fisicamente poco visibile. Il termine “Bellezza Benedetta”, deve essere associato ad altre condizioni.

Permettetemi un esempio.
Pochi ritengono “belli” gli insetti ed, anche fra costoro, sarebbe difficile trovare qualcuno che definisca “bello” il cervo volante: è un grosso coleottero dotato di grandi corna, simili a quelle di un cervo (da qui, il suo nome).

Ricordo la prima lezione di aerodinamica al Politecnico di Milano. Il Prof. esordì così: secondo le leggi dell’aerodinamica, il cervo volante non potrebbe volare. Per sua fortuna le ignora totalmente e quindi vola, benissimo, ugualmente.

Anni dopo si è scoperto che se noi avessimo le conoscenze aerodinamiche applicate da tale coleottero, i nostri aerei avrebbero le stesse prestazioni impiegando un ventesimo dell’energia che attualmente richiedono per volare. Per chi, come me, ha dedicato gli anni migliori della sua vita al volo ed a ciò che umanamente lo realizza, il “cervo volante” diventa così qualcosa che supera il bello… rasenta ciò che è meraviglioso!

“Bello” è il termine con cui indichiamo la perfezione a cui noi tendiamo e, se anche non la raggiungeremo mai, gli sforzi che faremo per raggiungerla, ci permetteranno almeno di conoscerla più intimamente. Ecco perchè Bahà’u'llàh, Manifestazione di Dio dei nostri giorni, è la Bellezza (come “perfezione”) Benedetta (perchè proviene direttamente “da Dio”).

Ciao    Claudio

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 05 nov 2007 @ 7:32 PM 

No, il concerto del maestro Speranza non me lo posso perdere. Giubbone, moto e via per 65 Km. Sulla strada, aggrego inaspettatamente mia cugina che, cosa inusuale per una donna, riesce a restaurarsi (pardon: prepararsi) in pochissimi minuti.

Arriviamo alla chiesa di S. Croce del Lagurano con un breve anticipo. La chiesa è piccola ma molto accogliente. Restaurata da poco, è tutta linda: è un vero bijoux.

affreschi nella chiesa

un cotto di pregevole fattura

Non perdo l’occasione di salutare il maestro, che attende in una cappella laterale: “maestro Speranza…? Allàh’u'Abhà”. Parola magica: apre le porte all’amicizia anche di una persona che ho visto per l’ultima volta, in concerto al teatro Bibbiena di Mantova, 31 anni fa. Si gira, sorride e mi accoglie con quel calore con cui si rivedono gli amici di sempre. Scambiamo quattro chiacchiere, “…si, però il Yamaha suona poco…”(a me, non ha fatto questa impressione, ma il musicista è lui…). Gli chiedo il permesso di fotografarlo per il blog (accordato), mi scuso del giaccone (fa niente, ci mancherebbe!) e gli faccio gli auguri per il concerto.

La chiesa è gremita, c’è più di una persona in piedi. Rimedio una sedia e mi vado a mettere vicino alle autorità (presidente della provincia in testa). Il Don: “ma lei si siede lì?”…. “beh, io sono raccomandato: sono amico del maestro!” Poi spiego che devo fargli anche alcune foto per il blog ed il permesso viene accordato all’unanimità, meglio se c’è anche qualche foto della chiesa… Parola mia: ci saranno.

Un grande pianista, un tempo disse che il successo non lo si misura dall’intensità dell’applauso ma da quella del silenzio durante l’esecuzione. Il maestro Speranza attacca con Chopin: NON VOLA UNA MOSCA!”. Dopo due pezzi, il pubblico è già “caldo” e l’applauso è vigoroso e sentito. Riparte con Liszt e qua, il pubblico “si cuoce”: non è più un applauso, è una standing ovation, che lo porta al proscenio per più di una volta. Ci tiene in pugno tutti quanti… siamo suoi o, se preferite, raggiunge il massimo per un musicista: il totale feeling con chi lo ascolta. Non posso fare a meno di apprezzare in cuor mio, l’umiltà di chi ascolta la musica per il puro piacere di ascoltarla, senza pretendere di essere necessariamente un esperto per poi, magari, atteggiarsi a critico. Se a questo aggiungiamo l’amore dell’esecutore nell’esprimere la propria arte, possiamo felicemente comprendere, il successo assoluto della serata.

il Maestro Speranza al pianoforte

Permettetemi una premessa personale: non esiste la musica classica come “genere” musicale, perchè accorpa compositori e musiche che sono diversissime fra loro, sia per il periodo in cui sono state composte, sia per la loro intrinseca diversità. Preferisco definire “musica classica”, tutta la musica che piace per più di tre generazioni: è quanto serve per stemperarla nel tempo cronologico e per accorparla in un piacere comune, il cui ricordo potrebbe anche non avere limiti.

La seconda parte del concerto, dedicata alla musica latino-americana, si apre con una chiacchierata fra amici, intavolata dallo stesso pianista. Il maestro Speranza, ci parla di un suo zio materno, pecora nera della famiglia (nessuna famiglia si può definire rispettabile, se non ha una pecora nera. N.d.r.) che divenne però uno dei massimi cantanti di tango, famosissimo in tutta l’America Latina. Un giorno, gli chiese (a lui, pianista classico per eccellenza) di scrivere partiture ed arrangiamenti, per i tanghi più conosciuti all’epoca. Dimenticavo: il tango, era una musica fino ad allora, di origini totalmente popolari ed i tangheros, talvolta la eseguivano ad orecchio, non conoscendo neppure la musica e, meno che mai, avevano frequentato un conservatorio.

chiacchierata fra amici

Il maestro Speranza non seppe dire di no allo zio famoso e “pecora nera”: scrisse le partiture. Ne nacque, quasi per scherzo, un concerto che ebbe un successo strepitoso, che lui eseguì con un amico (anch’egli pianista classico) e che venne poi replicato parecchie volte… E’ così che il tango è entrato a far parte ormai della “musica classica”. 

Il concerto si è concluso con applausi del pubblico due volte in piedi e con un bis cui il maestro Speranza non ha potuto sottrarsi.

applausi

Da parte mia, non ho potuto sottrarmi dal presentargli mia cugina (raggiante e incontenibile), prova ne sia che sono qua, a raccontarvela. Lo abbiamo ringraziato per le intense emozioni che ci aveva regalato: ci ha abbracciato entrambi. Mi ha pregato di salutare caldamente tutta la comunità bahà’ì di Mantova, cosa che faccio ora.

Mi congedo da voi, con la grande serenità di chi ha vissuto un momento “perfetto” nella propria vita.

Caramente   Claudio Malvezzi

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Last Edit: 17 nov 2007 @ 04:22 PM

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 03 nov 2007 @ 5:15 PM 

Cari amici,Domani, 4 Novembre è il 50enario del trapasso di Shoghi Effendi, La Perla Preziosa.Quando la notizia si irruppe in casa nostra, quel pomeriggio feriale, ci fu un fuggi fuggi dei componenti, in cerca della conferma e di consolazione presso i centri di riferimento.In pochi minuti e senza riguardi e raccomandazioni, a 10 anni, mi trovai solo solo a casa.Percepii la gravità e la tristezza della notizia e mi precipitai anch’io a comunicarla a nostro padre al lavoro, nella sua agenzia.Quando mi vide, non fu molto sorpreso. E prima che il pianto mi permettesse di comunicargli l’evento, mi aprì il giornale pomeridiano (‘Ettela’at), mi fece vedere un trafiletto incorniciato e mi chiese se quella era la ragione della mia inaspettata visita. Fu la prima volta che lo vidi piangere.Chiuse l’Agenzia e andò a unirsi in preghiera con gli altri.Era già una cosa inaudita che un organo d’informazione in Iran facesse cenno ai baha’i. Il trafiletto diceva:La Guida dei Baha’i, Shoghi Rabbani era deceduto a Londra in seguito all’influenza asiatica…

e per il suo successore si facevano alcuni nomi, tra cui, Ali Akbar Forutan.

Shahrokh M.

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