27 mag 2008 @ 1:23 PM 

Il “Visi” è una vecchia conoscenza del nostro Blog: da solo (o quasi) riempie il capitolo “consultazioni”, per le sue domande poste sempre in modo intelligente e preciso, non sempre immediate nelle risposte da trovare. Seguendo, un paio di mesi fa, una conferenza del Beppe nazionale, ne aveva ricavato una relazione (pubblicata anche su questo blog) che aveva lasciato di stucco lo stesso Beppe.

Meno di un’ora fa, da Bologna dove studia ingegneria, ha telefonato a mio figlio Amir ed all’amico Christian (socio di Amir e neodichiarato pure lui), esprimendo il desiderio di dichiararsi bahai. E’ stata una grande gioia, indefinibile  nella sua essenza ma non del tutto inaspettata per tutti noi. Non saprei quanti abbracci e congratulazioni mandargli, oltre a quanto detto per telefono…

Farà parte della comunità di Castelbelforte, suo comune di residenza. E’ un paese in provincia di Mantova, confinante con il comune di Bigarello. La locale comunità bahai, si ritroverà così ad essere “gruppo forte”, possibile papabile come settima assemblea spirituale locale del mantovano.

Al Visi, ancora infiniti auguri e felicitazioni da tutti noi.

Caramente    Claudio Malvezzi

 

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Last Edit: 04 giu 2008 @ 06:11 PM

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 26 mag 2008 @ 3:28 PM 

Abbiamo ricevuto una bellissima lettera da Stefania Z., giovane bahai di Bigarello, che sta facendo l’anno di servizio ad Haifa, in Terra Santa. Responsabile della security di un settore dei Giardini Monumentali, il suo lavoro richiede accortezza, cortesia e pazienza verso i turisti che (spesso ignari) visitano i nostri luoghi sacri. Deve inoltre saper dare informazioni ai pellegrini bahai, che hanno la fortuna di calcare quel sacro e bellissimo suolo.

Permettetemi di condividerne alcuni passi:

“…E’ un’esperienza superlativa, non facile ma geniale. Non c’è spazio per i dubbi, bisogna solo sorridere, spiegare le ali e lasciarsi portare dalle brezze della Bellezza Benedetta, che pregnano quest’aria in questa Terra baciata da Dio. Da qua sto capendo come le guide della Casa Universale di Giustizia (il Centro del Patto) stiano davvero funzionando e come il mondo stia procedendo unito, mano nella mano, per portare a termine il Piano Divino. E’ bellissimo sentirsi parte di questo progetto universale ed è bellissimo pensare che tutti i più piccoli sforzi portano a risultati grandiosi…”

Cara Stefania, sapessi come tutti noi t’invidiamo… Ma certo non dev’essere facile lavorare ad Haifa… Anzi, per me sarebbe addirittura un problema insormontabile: sono stato in pelleggrinaggio nel 1978 (all’epoca, i Giardini Monumentali avevano ben poco dell’attuale splendore) e mi ci volle un’anno per “ritrovarmi di nuovo a casa”. Oggi mi servirebbe tanto di quel tempo che neppure saprei quantificarlo. Così come non saprei calcolare la forza spirituale, che serve ad equlibrare quella forza che i nostri luoghi sacri, ti scaraventano addosso anche se non lo si volesse…

Mi resta solo una cosa da dirti: “sei tutti noi”, BRAVA!

Ci hai mandato una foto della “più Grande Prigione” dove, prigioniero nella fortezza di Accà, Bahà’u'llàh passò anni della Sua vita. Oggi ha finestre, intonaci, suppellettili ed una cura che alla Sua epoca, certo non poteva avere. Condivido la foto, certo di fare anche qui una cosa gradita.

La Più Grande Prigione

Grazie di tutto a nome di tutti noi.

Per la nostra comunità e la mia famiglia  Claudio Malvezzi

 

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Last Edit: 04 giu 2008 @ 06:18 PM

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Categories: News bahai
 23 mag 2008 @ 10:16 AM 

Sono molti i bahai impegnati (con estrema passione, direi) nello studio e ricerca sulle cosidette “energie alternative”. A loro vada il dovuto rispetto e la mia stima personale: chi ama ciò che fa, merita sempre l’altrui incondizionato rispetto.

Oggi, su “Il Giornale”, è apparso un interessantissimo articolo del Prof. Antonino Zichichi, Ordinario di Fisica Nucleare all’Università di Bologna, scienziato di fama internazionale, da me molto amato perchè, fervente cattolico, usa il rigore scientifico per cercare (e trovare) Dio, smentendo l’idea generalizzata, che la scienza serva agli scienziati, per negarLo.

L’articolo è particolarmente interessante perchè riporta dati statistici dell’IEA (International Energy Agency), che dimostrano che la povertà materiale è strettamente legata alla “fame d’energia”. Il problema energetico è quindi, prima di tutto SOCIALE e, solo in un secondo tempo, tecnico… economico e quant’altro.

Mi pregio di riproporvelo integralmente da una pegina de “Il Giornale”, sperando di non incorrere in problemi di diritti d’autore, visto che lo stesso articolo, è salvabile direttamente dal sito stesso.

Non mi resta che ringraziare quindi il Prof. Zichichi, augurandogli proficuo lavoro nell’interesse dell’umanità.

La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni) vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative – sole e vento – sono fuori mercato: cose per ricchi e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo. Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della fisica nucleare – ha concluso – che possono garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti – come testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio – stiamo entrando nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago – il 2 dicembre 1942 – la prima candela nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello d’indipendenza energetica.
Il nostro Paese deve uscire dallo stato di schiavitù energetica in cui è piombato. Nonostante lo smantellamento delle eccellenti strutture nucleari che eravamo riusciti a realizzare, non è vero che ci vogliono decenni per dotare l’Italia di potenti centrali nucleari. Basti ricordare che la realizzazione della prima pila nucleare sopra citata venne dopo appena quattro anni di lavori, partendo dal nulla e cioè dal non sapere nemmeno come si potesse accendere quel fuoco.
Questo fuoco demonizzato per oltre mezzo secolo è segno di grande civiltà in quanto permette di produrre la stessa quantità d’energia risparmiando un milione di volte nella distruzione del materiale combustibile. Invece di un milione di chili ne basta un chilo da distruggere per ottenere la stessa quantità d’energia.
Puntare sulla realizzazione, in tempi brevi, di centrali nucleari vuol dire mettersi al sicuro uscendo dallo stato di schiavitù energetica in cui ci troviamo. C’è quindi bisogno di una forte volontà politica affinché alle numerose emergenze già affrontate si aggiunga quella della conquista della libertà energetica. Quanto detto ieri dal ministro Scajola sulle decisioni del Governo Berlusconi induce all’ottimismo.

Prof. Antonino Zichichi


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Last Edit: 07 mar 2009 @ 10:59 AM

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 22 mag 2008 @ 10:32 AM 
“Oggi, ultimo giorno del periodo intensivo del decimo ciclo, abbiamo avuto la gioia di raccogliere un bellissimo frutto. Lo scorso weekend un gruppo ha fatto tre giorni di attività intensiva con preghiere, studio del dialogo Anna/Emilia e tre visite a casa. Il frutto di queste visite si è concretizzato oggi con la presentazione del circolo a Gonzaga, a casa D… Erano presenti 4 non baha’i e 7 baha’i: 3 amici sono brasiliani ed 1 è una mantovana trasferita a Novi di Modena da diversi anni, che conosce la Fede da moltissimo tempo ed ora, grazie alla visita a casa ed alla presentazione della Fede come abbiamo imparato dal dialogo Anna/Emilia, ha deciso di approfondire questa conoscenza ed intraprendere un discorso spirituale. L’atmosfera è stata gioiosa e interessata, la presentazione profonda ma coinvolgente, con giochi e parte sociale. Gli amici presenti hanno accettato tutti (meno uno che dovrà tornare in Brasile), di iniziare il Libro 1. Un altro frutto del gruppo è stato l’invito al circolo di un’altra amica e la presentazione di Anna/Emilia ad una coppia, vedremo cosa succede.
Abbiamo voluto condividere con gli amici queste belle notizie per incoraggiare tutti a fare questa bellissima esperienza di insegnamento intensivo che coinvolge le anime e dà tanta gioia a chi intreprende questo progetto.”
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Last Edit: 05 giu 2008 @ 09:45 AM

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 15 mag 2008 @ 12:09 PM 

Come molti sanno, Bahá’u'lláh, ha promulgato le Sue leggi in un Libro: il Kitáb’i'Aqdás (Il Libro più Santo), ma c’è una Tavola che i bahai, affettuosamente, considerano come il loro decalogo “portatile” (se così si può dire). Mi pregio di proporvela, sperando di fare cosa gradita a tutti.

Sii generoso nella prosperità e grato nell’avversità. Sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente ed amichevole. Sii un tesoriere per il povero, un ammonitore per il ricco, l’esauditore del pianto del bisognoso, un conservatore della santità della tua promessa. Sii equo nel giudicare e cauto nel parlare. Non essere ingiusto con nessuno e sii mansueto con tutti gli uomini. Sii una fiaccola per coloro che camminano nelle tenebre, una gioia per l’addolorato, un mare per l’assetato, un rifugio per l’angosciato, un sostegno ed un difensore per la vittima dell’oppressione. Fa’ che l’integrità e la rettitudine, contraddistinguano tutti i tuoi atti. Sii un asilo per l’estraneo, un balsamo per il sofferente, una torre incrollabile per il fuggitivo. Sii occhio per il cieco e faro che guida i passi dell’errante. Sii ornamento per il volto della verità, corona per la fronte della fedeltà, colonna del tempio della rettitudine, alito di vita per il corpo dell’umanità, vessillo per le schiere della giustizia, astro sull’orizzonte della virtù, rugiada per il terreno del cuore umano, arca sull’oceano del sapere, sole nel cielo della munificenza, gemma sul diadema della saggezza, luce risplendente nel firmamento della tua generazione, frutto sull’albero dell’umiltà.

Bahá’u'lláh

 

Caramente  Claudio Malvezzi

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Last Edit: 21 mag 2008 @ 10:55 AM

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