Scuola Invernale, 1 – 6 gennaio 2010,
Hotel Antares, Villafranca di Verona
La Scuola quest’anno avrà caratteristiche nuove, mirate a coinvolgere maggiormente ogni singolo amico. Al mattino avremo, infatti, interventi frontali dei relatori mentre nel pomeriggio ci saranno straordinari seminari culturali e artistici che ci consentiranno, da una parte, di riflettere e rielaborare in aspetti pratici i contenuti esposti nelle sessioni mattutine, dall’altra, di esplorare e migliorare le nostre abilità artistiche!!
Workshops : 16.00 -17.15
1) Matrimonio: Rinaldo Zambello
2) Etica e legalità: Sandra Luschi
3) Ambiente e energia: Marco Bresci – Eric Ezechieli
Workshops artistici: 17.45 – 19.00
1. DAL RACCONTO ALLA MESSA IN SCENA DI UNA STORIA PER BAMBINI, A CURA DI GIUSEPPE VALENTI, attore professionista, (PER GENITORI, INSEGNANTI E ANIMATORI DI CLASSI PER BAMBINI E GRUPPI GIOVANISSIMI)
2. TEATRO STORICO: METTERE IN SCENA UNA PAGINA DELLA STORIA BAHA’Ì a cura di EZIO LANFRANCONI, CINZIA VIGILANTE, GIANFRANCO MAZZONI
3. CREIAMO UNO SPAZIO SACRO. ARTI MANUALI A CURA DI MARINA FAVA
4. MUSICA E CANTO ♫ A CURA DI FRANCESCO CUCÈ ♫
5. DANZIAMO INSIEME IL CERCHIO DELL’UNITÀ A CURA DI NADIA FERRARINI
La mattina del 28 novembre 1921, ‘Abdu’l-Bahà (il “Servo della Gloria”) lasciava il nostro mondo per volare nel regno di Abhà. Ci è venuto così a mancare l’unico esempio (nella storia dell’umanità) di perfezione bahai. Il Maestro ha lasciato un vuoto incolmabile. E’ nei cuori di tutti noi: ogni bahai, nella sua vita, di fronte ad una decisione difficile da prendere, si chiede… “cosa farebbe ‘Abdu’l-Bahà al posto mio?”. Posso garantirvi che, spesso, la risposta è tutt’altro che facile da trovare.
Spero di fare cosa gradita, nel ricordarveLo con un mio (modesto) filmato.
Caramente Claudio Malvezzi
Riporto un articolo da Libero-news:
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Ancona, 18 nov. – (Adnkronos) – Shel Shapiro, i coniugi bahai Ahmad e Hayede Parsa e il filosofo Roberto Mancini sono i vincitori dell’ottava edizione del premio ‘Zamenhof-Le voci della pace’, assegnato dalla Federazione esperantista italiana e che sara’ consegnato il 20 novembre, alle 21, nel teatro Sperimentale di Ancona.
L’attualita’ e l’emergenza Africa, non solo alimentare, ma sanitaria ed educativa, sono state, si legge in una nota, a guidare le scelte della giuria della Fei, che ha scelto i coniugi Parsa perche’ ”ispirandosi alla religione bahai, si sono trasferiti in Africa dedicando la loro vita all’educazione dei bambini ed alla formazione degli insegnanti secondo i valori dell’unita’ nella diversita’, a partire dalle diversita’ religiose e razziali”.
Al professor Roberto Mancini, presidente del corso di laurea in Filosofia dell’Universita’ di Macerata, il premio e’ assegnato perche’ ”con serieta’ e rigore ispira la sua attivita’ scientifica ed i suoi scritti ad un’autentica cultura di pace fondata sulla solidarieta’ e la difesa dei diritti umani”. A Shel Shapiro, va il riconoscimento perche’ ”l’impegno nello spettacolo, dopo i Rokes ininterrotta la sua attivita’ di autore musicale, attore di cinema, si accompagna a quello generoso e solidale per sostenere iniziative umanitarie in campo sociale ed educativo in Africa e in Asia”.
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Il premio è già stato felicemente consegnato, a dispetto delle incredibili quanto avventurose vicissitudini di viaggio, degli Amici Hayede ed Ahmad Parsa.
Ad Hayede ed Ahmad Parsa, vadano le nostre più sentite congratulazioni e tutta la nostra amorevole riconoscenza.
Per la comunità bahai di Bigarello, il webmaster
La corte europea di Strasburgo, accogliendo la richiesta di una cittadina italiana, ha sentenziato che il crocefisso debba essere tolto dalle aule scolastiche.
Non è mia intenzione entrare nel merito di una questione, che mi appare complessa sotto tutti i punti di vista. In sè, per un bahai la soluzione è semplice: deve sempre rispettare le leggi del paese che lo ospita (siamo sempre “ospiti”, anche nel nostro paese natale: noi bahai siamo cittadini del mondo) e, se come cittadini italiani facciamo parte dell’ Unione Europea, dovremmo rispettare questa sentenza.
Ciò che voglio ricordare è il comportamento del mai dimenticato Dott. Ugo Giachery, Mano della Causa di Dio. Tutte le volte che entrava ospite di un albergo, si assicurava che il crocefisso venisse tolto dalla parete della sua stanza, prima di entrarvi. L’amatissima moglie Angeline (fu lei che lo portò alla Fede bahai) infatti, stava male al solo vederlo: non poteva sopportare che un Essere come Gesù (Manifestazione di Dio), che lei amava immensamente, avesse terminato la Sua vita terrena, tramite uno strumento di tortura così infame e tremendo come la croce (chiamata addirittura “santa” dal cattolicesimo… SIC!). Il crocefisso glielo ricordava troppo intensamente… al punto da farla star male fisicamente. Personalmente mi associo, sottoscrivo e condivido questo sentimento, fino all’ ultima piega della mia anima.
Quando ero bambino, ero fervente cattolico. Vorrei concludere con un pensiero di Don Mario (il mio parroco, all’epoca): sarebbe ora che i cattolici, dopo duemila anni, togliessero Gesù Cristo dalla croce. Concordo anche in questo. Il mai dimenticato Don Mario, si tolse dalla sua: si fece una famiglia e ha vissuto una vita (non facile) da laico credente.
Caramente Claudio Malvezzi
Bahá’u'lláh ci aveva promesso una nuova razza di uomini, nel giorno della Sua venuta. Per chi avesse dubbi…: si ascolti questa bambina. Si chiama Melissa Vanema e si sta esibendo a Maastricht (2008). Il brano è il celeberrimo “silenzio fuori ordinanza” (il saluto che vorrei io, nel congedarmi da questo mondo), su partitura di Nini Rosso ed arrangiamento di André Rieu.
Gli esperti potranno dire che la composizione in sè, non è delle più difficili: VERO! Quello che conquista è la dolcezza dell’esecuzione, non raggiunta neppure da chi aveva scritto la partitura, che aveva eseguito il pezzo in età già matura.
Caramente Claudio Malvezzi

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