Recenti notizie sulle violazioni dei diritti umani evidenziano la situazione dei bahai in Iran

GINEVRA, 23 agosto 2011 (BWNS) – Tre importanti nuove analisi redatte da organizzazioni internazionali per i diritti umani identificano il trattamento dei cittadini baha’i da parte del governo dell’Iran come un motivo di grande preoccupazione.

Queste analisi sono state recentemente pubblicate dalla Federazione internazionale per i diritti umani (International Federation for Human Rights, FIDH), da Minority Rights Group International (MRG) e da Amnesty International.

La Baha’i International Community è lieta che la situazione dei baha’i in Iran sia stata esaminata nel più ampio contesto delle violazioni dei diritti umani internazionali.

«Ciascuna di queste analisi prende in esame un tema, le minoranze, le donne in carcere e il Medio Oriente in generale, e ciascuna di essi esamina la persecuzione dei baha’i nel proprio contesto, dimostrando che tutte le violazioni dei diritti umani sono strettamente collegate», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

«Anche noi esprimiamo la nostra forte preoccupazione per le violazioni dei diritti umani dirette contro altri gruppi in Iran, come le donne, i giornalisti e i difensori dei diritti umani, nonché quei comuni cittadini che chiedono la libertà di parola», ha detto la signora Ala’i.

«Liberate tutte le donne in carcere per motivi di coscienza»

Nella sua analisi sulle donne in carcere, da Parigi la Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH) ha chiesto all’Iran di «liberare, subito e senza condizioni, tutte le donne in carcere per motivi di coscienza».

In questo momento l’Iran sta tenendo in carcere almeno 47 donne per motivi di coscienza, ha scritto la Federazione (FIDH) il 13 agosto.

La Federazione (FIDH) elenca sei donne baha’i, fra le quali ci sono Mahvash Sabet e Fariba Kamalabadi, che stanno scontando 20 anni di prigione per aver fatto parte di un gruppo ad hoc di livello nazionale che contribuiva a provvedere ai bisogni dei 300 mila membri della comunità baha’i dell’Iran. L’anno scorso esse sono state ingiustamente condannate per spionaggio e altre accuse costruite che erano tutte collegate alla loro appartenenza alla Fede baha’i.

L’analisi menziona anche Nasrin Sotoudeh, l’avocato che ha rappresentato numerose vittime di violazioni dei diritti umani, fra i quali figurano alcuni baha’i e prigionieri condannati a morte per crimini che avevano commesso in età minore. Lo scorso gennaio le autorità hanno condannato la signora Sotoudeh a 11 anni di carcere per accuse come «attività contro la sicurezza nazionale» e «propaganda contro il regime». La signora Sotoudeh è stata anche interdetta dalla sua professione di avvocato e dall’espatrio per 20 anno.

Fra i casi illustrati dalla Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH) vi Mahboubeh Karami, sostenitrice dei diritti delle donne, che sta scontando tre anni di carcere, la giornalista Hengameh Shahidi, in carcere da sei anni, la studentessa attivista Bahareh Hedayat, condannata a nove anni e mezzo e l’attrice cinematografica Marzieh Vafammehr, che si trova in carcere illegalmente.

«La comunità internazionale deve esprimere il suo pieno appoggio del movimento delle donne iraniane e della sua lotta per la conquista delle libertà fondamentali, della parità dei diritti e del rispetto dei diritti umani in Iran», ha detto Karim Lahidji, vice-presidente della Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH) e presidente della Lega iraniana per la difesa dei diritti umani in Iran (LDDHI).

«Molto difficile» la situazione dei baha’i»

L’analisi di Minority Rights Group International (MRG) pubblicata il mese scorso a Londra prende in esame le minoranze del mondo e si occupa in particolare dei problemi delle donne che appartengono a comunità minoritarie e indigene.

Queste donne sono spesso oggetto di stupro e altre forme di violenza sessuale, di torture e di omicidi, specificamente a causa della loro identità etnica, religiosa o indigena.

«Nel 2010 la situazione dei baha’i in Iran è stata molto difficile», afferma la parte dell’analisi che si occupa dell’Iran, la quale spiega che il processo e la condanna dei sette dirigenti baha’i in Iran si sono svolti in assenza di «osservatori indipendenti».

L’analisi dice anche che i baha’i iraniani sono sottoposti a restrizioni all’accesso all’educazione e all’impiego, nonché a «distruzioni arbitrarie delle case, arresti e confische e distruzioni di proprietà».
Amnesty International, in un supplemento speciale della sua rivista Wire sul tema «Cinquant’anni di difesa dei diritti umani nel Medio Oriente e nel Nord Africa», dice che i baha’i sono fra le molte minoranze religiose che popolano il Medio Oriente, «talvolta viste con sospetto e ostilità, cosa che li rende vulnerabili a violazioni dei loro diritti umani».

Per leggere l’articolo online e accedere al link, si vada a: http://news.bahai.org/story/846

Un pensiero su “Recenti notizie sulle violazioni dei diritti umani evidenziano la situazione dei bahai in Iran

  1. webmaster Autore articolo

    Non mi sovviene alcun caso nella storia dell’umanità, in cui questi problemi siano stati risolti pacificamente. L’unica possibilità è rovesciare il regime degli aiatollàh, cosa che purtroppo, non possono fare i bahai. Ci vorrebbe qualche governo occidentale che se ne prendesse la briga ma non ne vedo all’orizzonte….

    Caramente Claudio Malvezzi

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