La Regione Puglia aderisce alla campagna internazionale contro la discriminazione dei bahai in iran

Il 5 agosto 2011 la Regione Puglia ha adottato la risoluzione n. 1836 secondo la quale essa assicura la propria adesione «alla campagna internazionale contro le discriminazioni politiche e religiose in atto in Iran nei confronti della Comunità bahá’í, rivolgendo un appello in tal senso alle autorità sotto elencate, affinché sia adottata ogni iniziativa utile ad assicurare che vengano rispettati i diritti fondamentali di questa minoranza». Questa risoluzione segue di qualche mese quella della Regione Piemonte, adottata il 14 giugno u.s. È la prima volta in Italia che intere regioni si muovono a protezione dei diritti umani per la nostra comunità.
Le due Regioni, grazie alle risoluzioni votate all’unanimità dai rispettivi Consigli Regionali, hanno preso posizione ufficiale con lettere scritte direttamente ad autorità come il signor Ban Ki-Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, il signor Navi Pillay, Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, il dottor Roberto Vellano, Direttore dell’ufficio per i diritti umani presso il Ministero degli Esteri, Roma, l’Ambasciatore dottor Giulio Terzi, Missione Italiana Permanente alle Nazioni Unite, New York, il signor Jose Manuel Durao Barroso, Presidente della Commissione europea, il signor Geoffrey Harris, Capo della sezione dei diritti umani del Parlamento europeo, l’onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, l’onorevole Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, l’onorevole Franco Frattini, Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana, l’onorevole Roberto Maroni, Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana, Amnesty International, sezione italiana, il signor Ali Larijani, Presidente del Parlamento iraniano.
Le lettere chiedono ai destinatari un rapido e deciso intervento per fermare le persecuzioni che coinvolgono, in maniera sempre più ampia, i nostri confratelli nella Culla della Fede. Queste iniziative aprono la strada per ulteriori azioni utili a proteggere gli amici in Iran.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *