Il Ministero degli esteri italiano a favore dei bahai iraniani

Il 31 luglio u.s. il signor Guido Morisco dell’Ufficio delle relazioni esterne dell’Assemblea Nazionale ha indirizzato un messaggio al Ministero degli esteri italiano per segnalargli la difficile situazione dell’Istituto baha’i di studi superiori (BIHE) in Iran. Il signor Morisco concludeva il suo messaggio con queste parole:

pensando alle persone ora in prigione, alle loro famiglie e a tutti gli studenti dell’istituto che hanno in esso l’unica possibilità di completare i loro studi in quel paese, per chiederle di fare quanto in Suo potere affinché il governo italiano possa prendere ogni possibile provvedimento per raccomandare all’Iran di liberare questi bahá’í immediatamente.

Oggi (14/09/2011) il Ministero degli esteri gli ha risposto di aver «avviato un’iniziativa per portare il caso dell’Istituto bahá’í di studi superiori all’attenzione dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton». Ha aggiunto che la loro «proposta ha riscosso numerosissime adesioni all’interno dell’Unione Europea e, dopo i necessari passaggi procedurali dovuti al metodo intergovernativo sul quale si basa il Servizio europeo per l’azione esterna, il 6 settembre scorso è stata pubblicata una dichiarazione del portavoce della Baronessa Ashton sulle persecuzioni di cui sono vittime i baha’i in Iran». La dichiarazione,
dice:

Unione Europea, Brussels, 6 settembre 2011
A 347/11
Dichiarazione del portavoce dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Catherine Ashton, sulla persecuzione della comunità bahá’í in Iran

Il portavoce di Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vice presedente della Commissione, ha pubblicato ieri la seguente dichiarazione: L’Alto rappresentante vuole esprimere la sua grave preoccupazione per la recente ondata di arresti di cittadini baha’i e per la chiusura di un centro educativo della comunità baha’i in Iran. L’Unione Europea ricorda che la libertà di pensiero, di coscienza e di religione o credo è un diritto fondamentale che deve essere garantito in ogni circostanza secondo l’articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che l’Iran ha sottoscritto e ratificato. L’Unione Europea invita l’Iran a liberare immediatamente tutte le persone detenute per motivi religiosi, a mettere fine alla persecuzione in atto contro la comunità baha’i, anche nel campo dell’istruzione, e ad astenersi da ogni forma di discriminazione contro le minoranze religiose, in modo da garantire il pieno rispetto per la libertà di religione e di credo in Iran.
Il testo inglese si trova in rete al seguente indirizzo:
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/EN/foraff/124507.pdf,

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