La condanna dell’Iran pronunciata dall’ONU rispecchia la crescente intolleranza delle violazioni dei diritti umani

NAZIONI UNITE, 19 dicembre 2011 (BWNS) –

Rispecchiando la crescente intolleranza da parte della comunità internazionale nei confronti delle violazioni dei diritti umani, l’Assemblea generale dell’ONU ha oggi condannato l’Iran perché opprime i suoi cittadini.

Con 89 voti favorevoli, 30 contrari e 64 astensioni, l’Assemblea generale ha approvato un risoluzione che esprime «profonda preoccupazione per le gravi, continue e ricorrenti violazioni dei diritti umani» nel paese.

L’Assemblea ha votato dopo che l’Iran ha tentato una mozione di «no-action», nell’intento di bloccare la risoluzione chiedendo un aggiornamento del dibattito. La mozione è stata bocciata con 100 voti contrari, 35 favorevoli e 42 astensioni.

Risoluzioni come questa sui diritti umani in Iran sono state sottoposte all’Assemblea generale praticamente ogni anno dopo il 1992 e il provvedimento di quest’anno, già approvato il mese scorso dal Terzo comitato dell’Assemblea generale, è passato con un più alto numero di voti favorevoli rispetto agli anni precedenti.

«Quest’anno il voto dell’Assemblea dimostra chiaramente l’irritazione della comunità internazionale per la continua oppressione da parte dell’Iran dei suoi cittadini», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«Il gran numero di voti favorevoli di quest’anno rispecchia anche l’impazienza della comunità internazionale davanti alla violazione dei diritti umani in qualunque parte del mondo e l’accresciuta determinazione di un crescente numero di nazioni di parlare a favore dei diritti umani», ha detto.

Un’altra ragione di questo gran numero di voti è il senso di irritazione che molte nazioni provano per il ripetuto rifiuto dell’Iran di collaborare con l’ONU ricevendo investigatori speciali sui diritti umani, ha detto la signora Dugal.

La signora ha notato che l’Iran non ha ancora permesso ad Ahmed Shaheed, il relatore speciale dell’ONU per la situazione dei diritti umani in Iran appena nominato, di visitare il paese.

«Dopo la nomina di Ahmed Shaheed, l’Iran non lo ha accolto nel paese e, anzi, ha contestato la legittimità della sua nomina», ha detto la signora Dugal.

La risoluzione di quest’anno esprime preoccupazione per una lunga serie di violazioni in Iran, compreso «il drastico aumento» delle esecuzioni capitali, dell’uso della tortura, della sistematica individuazione dei difensori dei diritti umani, della diffusa violenza contro le donne e delle continue discriminazioni contro le minoranze, compresi i membri della Fede baha’i.

Cosponsorizzata da 42 paesi, la risoluzione elenca specificamente 16 motivi di preoccupazione, incluse «le gravi restrizioni sistematiche delle assemblee pacifiche» e «le gravi restrizioni e limitazioni del diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione e credo».

Dei baha’i la risoluzione menziona «i crescenti attacchi contro i baha’i e i loro difensori». Fa riferimento al «significativo aumento del numero dei baha’i arrestati e imprigionati» e alle «rinnovate misure per negare ai baha’i impieghi pubblici e privati».

Per leggere l’articolo online e accedere ai link, si vada a: http://news.bahai.org/story/876

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