Personalità rumene chiedono i diritti umani per i bahai dell’Iran

BUCAREST, Romania, 25 gennaio 2012, (BWNS) – Una settantina di eminenti rumeni chiedono al governo dell’Iran di garantire ai baha’i i loro diritti umani fondamentali.

Sessantotto celebri figure, del mondo dell’accademia, dell’arte, delle banche, degli affari, dei mass media e della medicina hanno firmato una petizione, che chiede alle autorità iraniane di cessare la sistematica campagna di persecuzione dei baha’i, «i quali chiedono solo i loro diritti in base alla Dichiarazione dei diritti umani, che prevede il diritto alla vita, alla liberta e alla sicurezza della persona, all’educazione e al lavoro e il diritto di praticare la propria religione . . .».

Il promotore della lettera è stato Radu Gabrea, rinomato regista, assieme a Istvan Haller del Consiglio nazionale rumeno per combattere la discriminazione.

Fra i firmatari vi sono l’acclamata attrice Maia Morgenstern, nota per la aver impersonato Maria nella «Passione di Cristo», l’annunciatore televisivo Andreea Berecleanu, il noto suonatore di tamburo Ovidiu Lipan Tandarica e un ex ministro del governo, Ilie Serbanescu.

La petizione illustra il caso dei sette dirigenti baha’i detenuti e «i ripetuti tentativi» compiuti dall’Iran «di impedire alla comunità baha’i di istruire i propri giovani» e una «lunga serie di altri abusi e violazioni dei loro diritti fondamentali».

«Non comprendiamo . . . perché lo stato iraniano sancisca l’incitamento all’odio contro i baha’i in Iran, perché permetta attentati dinamitardi e incendiari contro i loro luoghi di lavoro e altre forme terroristiche, che cercano di cacciarli via dalle città e dalle cittadine . . .», dice la petizione.

«Non comprendiamo perché essi siano vessati quando seppelliscono i loro morti, perché i cimiteri baha’i siano profanati, perché non possano avere licenze commerciali, perché le loro ditte e le loro proprietà siano confiscate e perché essi non possano avere un lavoro e una pensione».

Della Marcus della comunità baha’i rumena ha detto che il numero delle persone eminenti che hanno difeso la causa dei baha’i in Iran è così alto da non avere precedenti.

«Preghiamo che questa petizione contribuisca a chiarire al governo iraniano che ci sono molte persone in tutto il mondo che non accettano la loro persecuzione sponsorizzata dallo stato contro i baha’i», ha detto la signora Marcus.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere la foto e accedere ai link, si vada a: http://news.bahai.org/story/883

Un pensiero su “Personalità rumene chiedono i diritti umani per i bahai dell’Iran

  1. webmaster Autore articolo

    Il rispetto delle Aurorità Romene verso la Fede bahà’ì è di vecchia data. Mi pregio di riportare quanto scritto dall’amato Custode in “Dio passa nel mondo”, pag 549-550:

    La regina Maria di Romania morì nel luglio del 1938. Un messaggio di condoglianze fu inviato alla figlia, la Regina di Jugoslavia, a nome delle comunità bahá’í in Oriente e in Occidente, al quale ella rispose esprimendo «sinceri ringraziamenti a tutti i seguaci di Bahá’u’lláh». L’Assemblea Spirituale Nazionale della Persia inviò al figlio, re di Romania e alla Famiglia reale rumena una lettera in persiano e in inglese che esprimeva cordoglio e partecipazione a nome dei seguaci della Fede nella terra natale di Bahá’u’lláh. Un messaggio di profonda e affettuosa partecipazione fu inviato da Martha Root alla principessa Ileana che le rispose per ringraziarla. In memoria della Regina furono tenute riunioni commemorative, durante le quali fu reso onore alla sua audace, memorabile confessione di fede nello stadio di Padre di Bahá’u’lláh, al suo riconoscimento dello stadio profetico del Fondatore dell’Islam e ai numerosi apprezzamenti della Fede da lei scritti. Nel primo anniversario della sua morte, l’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í degli Stati Uniti e del Canada dimostrò la sua grata ammirazione e il suo affetto per la defunta Regina, partecipando con una maestosa offerta floreale al solenne servizio commemorativo, tenuto in suo onore e organizzato dal Ministro rumeno nella cappella di Betlemme della cattedrale di Washington D. C., durante la quale la delegazione americana, guidata dal Segretario di stato, formata da funzionari e rappresentanti della Marina e dell’Esercito, gli ambasciatori britannico, francese e italiano e i rappresentanti di altre ambasciate e legazioni europee si unirono in un comune omaggio a una persona che, a parte l’immortale gloria conquistata nel regno di Bahá’u’lláh, aveva meritato, nella vita terrena, la stima e l’amore di molte anime che vivevano oltre i confini del suo paese.

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