Fabbriche chiuse: una prova che l’Iran vuole strangolare i baha’i del paese

Ginevra, 14 giugno 2012, (BWNS) – La recente intensificazione degli attacchi contro alcune imprese di proprietà baha’i è un’ulteriore prova della determinazione delle autorità iraniane di soffocare le prospettive economiche dei baha’i del paese, unicamente a causa delle loro convinzioni religiose.

La Baha’i International Community ha saputo che il 28 maggio, agenti del Ministero dei servizi segreti hanno perquisito e sigillato due fabbriche, di totale o parziale proprietà baha’i, nella città settentrionale di Semnan. Una delle fabbriche, che produceva tende avvolgibili, dava lavoro a 51 persone, 36 delle quali non erano baha’i. L’altra, che si occupava di molatura di lenti, aveva otto impiegati, due dei quali erano baha’i.

«La chiusura di queste fabbriche dimostra che le autorità iraniane intendono eliminare la comunità baha’i in quanto entità vitale in Iran», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra. «Essa dimostra anche che, in questa continua azione di strangolamento economico dei baha’i, le autorità sono totalmente disposte a mettere in difficoltà economica anche altri lavoratori, anche se sono musulmani sciiti».

Alla fine del 2008, la Camera del commercio di Semnan, in accordo con 39 sindacati, ha deciso di non rilasciare più ai baha’i licenze commerciali e permessi manageriali e di non rinnovare più quelli già concessi. Licenze e permessi già concessi sono stati revocati e confiscati. Successivamente, almeno quindici negozi e fabbriche di proprietà baha’i della città sono stati chiusi privando di un introito decine di famiglie. Le banche si sono rifiutate di concedere prestiti ai baha’i. I coltivatori baha’i sono stati vessati. I cittadini sono stati invitati a non frequentare le aziende e i negozi di proprietà baha’i.

L’informazione è stata divulgata alla fine della conferenza dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) a Ginevra. L’ILO è il principale ente intergovernativo che promuove e protegge i diritti all’impiego e alla formazione professionale.

Negli ultimi anni, l’ILO ha ripetutamente chiesto al governo iraniano di smettere di perseguitare i baha’i. Nel 2010, per esempio, il suo Comitato di esperti per l’applicazione delle convenzioni e delle raccomandazioni ha chiesto al governo iraniano di «prendere drastici provvedimenti per combattere la discriminazione e gli atteggiamenti stereotipi, promuovendo attivamente il rispetto e la tolleranza» verso i baha’i e di «assicurare che le autorità e il pubblico fossero informati che la discriminazione contro le minoranze religiose, in particolare contro i baha’i, non sarebbe stata tollerata».

«Purtroppo le autorità iraniane non danno segno di prestare attenzione a questi urgenti appelli dell’ILO e di altre organizzazioni internazionali», ha detto la signora Ala’i.

 

La «questione baha’i»

I recenti attacchi a Semnan sono un esempio lampante dell’applicazione delle misure descritte in un memorandum del governo iraniano che risale al 1991 per affrontare la cosiddetta «questione baha’i». Il memorandum, approvato dal Capo supremo dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, chiede che il progresso e lo sviluppo dei baha’i siano bloccati.

Inoltre, a Semnan si sono intensificati gli arresti arbitrari, gli interrogatori e le detenzioni dei baha’i. Abitazioni e proprietà, compresi i cimiteri, sono stati attaccati con bombe incendiarie, colpiti da atti di vandalismo e coperti di scritte insultanti. Analoghi attacchi sono stati compiuti contro i baha’i e le loro proprietà in tutto l’Iran.

«La situazione in questa città è un caso emblematico del modo in cui le autorità stanno cercando con ogni mezzo di sopprimere e bloccare lo sviluppo dei baha’i», ha detto la signora Ala’i.

«Elementi ufficiali e semiufficiali, come la polizia, tribunali, funzionari locali e il clero, sono tutti coordinati per mandare in miseria una pacifica comunità minoritaria», ha detto.

 

Per leggere l’articolo in inglese online e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/916

 

 

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