In Iran i baha’i devono affrontare violazioni particolarmente gravi

In Iran i baha’i devono affrontare violazioni particolarmente gravi
nel continuo deterioramento della libertà religiosa, dicono gli Stati
Uniti.

WASHINGTON, 6 maggio 2013, (BWNS) — Nel loro rapporto annuale sulla
libertà religiosa internazionale, gli Stati Uniti dicono che l’anno
scorso la libertà religiosa in Iran ha continuato costantemente a
deteriorarsi, specialmente per le minoranze religiose come i baha’i, i
cristiani e i musulmani sufi.

«Il governo dell’Iran continua a perpetrare sistematiche e flagranti
violazioni della libertà religiosa, con atti come detenzioni
prolungate, torture ed esecuzioni capitali basate principalmente o
interamente sulla religione dell’accusato», ha detto la Commissione
statunitense sulla libertà religiosa internazionale (USCIRF), un
organo consultivo federale indipendente.

«Le aggressioni fisiche, le vessazioni, le detenzioni e gli arresti
sono aumentati», ha detto l’USCIRF. «Anche alcune delle minoranze
religiose non islamiche protette dalla costituzione iraniana, ebrei,
zoroastriani e cristiani armeni e assiri, sono sottoposte a
vessazioni, intimidazioni, discriminazioni, arresti e detenzioni».

Il rapporto annuale esamina la situazione della libertà religiosa in
tutti i paesi al di fuori degli Stati Uniti. Sin dal 1999, l’Iran è
elencato dal Dipartimento di stato americano fra i «paesi che destano
particolare preoccupazione».

Il rapporto di quest’anno dedica quasi due pagine alla situazione
della comunità baha’i in Iran.

«La comunità è da lungo tempo esposta a violazioni della libertà
religiosa particolarmente gravi», dice il rapporto. «Le autorità
iraniane vedono i baha’i, che sono almeno 300.000, come “eretici” e li
reprimono per “apostasia” e altre accuse infondate».

Il rapporto dice che dal 1979 il governo iraniano ha provocato la
morte di oltre duecento baha’i e ne ha licenziati oltre diecimila da
pubblici impieghi e posizioni presso le università

«I baha’i non possono avere luoghi di culto, scuole o qualsiasi tipo
di associazione religiosa indipendente», dice il rapporto. «I loro
cimiteri, i loro luoghi santi e le proprietà della loro comunità sono
spesso sequestrati o profanati e molti importanti siti religiosi sono
stati distrutti. La comunità baha’i è soggetta a dure pressioni
economiche, come il divieto di coprire posizioni lavorative nei
settori pubblici e privati e di avere licenze commerciali».

Il rapporto dice che negli ultimi due anni «i baha’i hanno dovuto
affrontare trattamenti sempre più duri, come arresti e detenzioni e
attacchi violenti contro le case private e le proprietà personali».

Dice che dal 2005 oltre 650 baha’i sono stati arbitrariamente
arrestati e che nel febbraio 2013 almeno 110 di loro erano in
prigione, il doppio rispetto al 2011.

«Negli ultimi anni le autorità iraniane si sono date un gran daffare
per raccogliere informazioni sui baha’i e controllare le loro
attività», dice il rapporto. «Nel periodo di cui questo rapporto si
occupa, decine di baha’i sono stati arrestati in tutto il paese, in
centri come Teheran, Babolsar, Karaj, Nazarabad, Shahrekord, Semnan,
Mashhad, Bandar Abbas, Shiraz e Ghaemshahr. Nella maggior parte dei
casi, funzionari del Ministero dei servizi segreti si sono presentati
nelle loro case, ne hanno perquisito gli ambienti e hanno sequestrato
computer, libri e altro materiale e poi hanno proceduto ad arrestare
diverse persone. Nella maggior parte dei casi non è stata presentata
alcuna accusa formale».

Il rapporto parla anche della situazione dei sette dirigenti baha’i
detenuti, Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naemi, Saeid
Rezaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm, notando che
essi si trovano in prigione sin dal 2008 in base a «una varietà di
dubbie imputazioni, che vanno dallo spionaggio alla “corruzione sulla
terra”».

«Nell’agosto del 2010, i sette sono stati condannati a vent’anni di
prigione. In questo momento le due donne si trovano nella prigione
Evian e i cinque uomini sono detenuti in condizioni orrende nella
famigerata prigione Gohardasht alla periferia di Teheran. Gli avvocati
dei sette baha’i, fra i quali c’è anche il premio Nobel Shirin Ebadi,
hanno avuto ben poche possibilità di parlare con i loro clienti o di
accedere agli atti del processo», dice il rapporto.

L’intero rapporto in inglese si trova qui: http://www.uscirf.gov/

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai
link si vada a:
http://news.bahai.org/story/955

Un pensiero su “In Iran i baha’i devono affrontare violazioni particolarmente gravi

  1. webmaster Autore articolo

    A volte, resto perplesso di fronte alla politica italiana (in generale) per la sua incomprensibilità (quanto meno). Mi consola che quella statunitense (Paese guida nel campo della democrazia e dell’informazione: veri maestri se paragonati a noi) non sia migliore di quella italiana. Infatti, il loro presidente Obama, si comporta di fatto, come un amico del governo iraniano, incoraggiandolo in quei mille sottili modi diversi che solo la politica è in grado di creare.
    Una faccia per ogni occasione, all’occorrenza…: tutto il mondo è paese!

    Il webmaster Claudio Malvezzi

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