Video documento sulle persecuzioni dei Bahai in iran

Le persecuzioni contro i Bahai in iran continuano

La violenza sponsorizzata dal governo iraniano contro i suoi cittadini baha’i documentata da un nuovo video 

http://news.bahai.org/story/972 

GINEVRA, 28 ottobre 2013, (BWNS) ― Prima che il governo revocasse la loro licenza, Parva Rahmanian e la sua famiglia gestivano un negozio di fiori in Iran.  

La spiegazione che hanno ricevuto è stata molto semplice: essendo baha’i, erano «impuri» e impure erano anche le loro decorazioni floreali. L’impurità dei baha’i è stato il tema di una recente fatwa del Leader supremo Ali Khamenei, che ha costernato e indignato tutto il mondo. 

«Abbiamo ricevuto una lettera dal Dipartimento della giustizia che diceva che siccome le mani dei fioristi si bagnano quando maneggiano i fiori e siccome i baha’i sono considerati impuri da prelati d’alto rango…, il permesso di lavoro era revocato», dice la signora Rahmanian in un nuovo video pubblicato oggi dalla Baha’i International Community. 

La storia della signora Rahmanian è uno dei tanti episodi personali di persecuzioni che colpiscono i baha’i iraniani raccontati nel video di 17 muniti, intitolato «Violenze impunite», disponibili sul canale YouTube della BIC. 

La nuova produzione, disponibile in inglese e in persiano, si basa in parte su una recente relazione della BIC che ha lo stesso titolo, pubblicata in marzo. Ma, il video riporta anche numerose nuove interviste registrate negli ultimi sei mesi negli Stati Uniti e in Europa. 

«Questo nuovo video riporta le drammatiche statistiche documentate nelle nostre precedenti relazioni e le illustra con racconti personali di quello che significa vivere in un paese nel quale le autorità che sono tenute a proteggere i diritti dei cittadini sono coloro dai quali parte la loro oppressione», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra. 

Naim Sobhani, per esempio, racconta che cosa significa essere un bambino che cresce in Iran e che deve subire umiliazioni dai propri insegnanti.  

Il signor Sobhani riferisce che il suo insegnante diceva: «“Questi bahai’i sono sporchi, immorali, impuri miscredenti, non pranzare con loro, non socializzare con loro, non fare amicizia con loro”. Da bambino nella scuola elementare sentivo il maestro ripetere queste cose nella mia classe ai miei compagni di scuola», ha detto il signor Sobhani, che ora vive negli Stati Uniti. 

Il video parla anche di numerosi attivisti dei diritti umani. 

Mahnaz Parakand, avvocato difensore dei baha’i prima di dover fuggire anche lei dall’Iran, racconta che il governo usa false accuse di spionaggio per processare i baha’i e metterli in prigione. 

«La sola ragione che adducono per dire che i baha’i sono spie è che i santuari delle grandi figure della Fede baha’i, luoghi di pellegrinaggio dei baha’i, si trovano in Israele», dice la signora Parakand. 

«Io sono musulmana e vado in Arabia Saudita per pellegrinaggio. La Casa di Dio, la Kaaba, si trova in Arabia Saudita. Significa questo che tutti i musulmani del mondo siano spie dell’Arabia Saudita nei rispettivi paesi?», ha osservato. 

Karim Lahidji, presidente della Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH), dice che l’Iran ha adottato la politica «di aumentare la pressione sulla comunità bahai affinché nel migliore dei casi essi abbandonino la loro fede». 

Il rapporto originale documenta una crescente ondata di violenza diretta contro la comunità baha’i iraniana e la totale impunità degli aggressori i quali non sono né puniti né processati. 

Dal 2005 al 2012, per esempio, ci sono stati 52 casi di baha’i confinati in isolamento e altri 52 episodi di baha’i che hanno subito aggressioni fisiche. Sono stati documentati inoltre 49 incendi dolosi di abitazioni e negozi baha’i, una trentina di casi di vandalismo e almeno 42 episodi di cimiteri profanati. 

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/972

 

 

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