Ancora preoccupata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite per le continue violazioni dei diritti umani in Iran

NAZIONI UNITE, New York, 18 dicembre 2013, (BWNS) ― Oggi l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha espresso la propria «profonda preoccupazione per le ricorrenti e continue violazioni dei diritti umani» in Iran, dimostrando che la comunità internazionale non si lascerà influenzare da vane promesse di miglioramento.

Con un voto di 86 a favore, 36 contro e 61 astensioni, l’Assemblea ha approvato una risoluzione molto decisa che, pur accogliendo con soddisfazione le recenti promesse del nuovo presidente dell’Iran quanto a un miglioramento dei diritti umani, esprime allarme per le esecuzioni capitali ingiustificate, l’uso della tortura, le limitazioni alla libertà di assemblea e di espressione e le costanti discriminazioni contro le donne, le minoranze etniche e religiose, come i membri della Fede baha’i.

«Siamo lieti che la comunità internazionale preferisca i fatti alle parole e che il mondo abbia oggi espresso con questo voto che si aspetta che l’Iran si attenga alle nuove promesse che ha fatto e ai suoi impegni nei confronti della legge internazionale», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«L’Iran non ha ancora modificato il suo comportamento. Ciò è vero certamente per i baha’i iraniani che non vedono alcuna tregua nella continua persecuzione sistematica diretta dal governo sin dal 1979.

«Come si deduce chiaramente dalle violazioni elencate in questa risoluzione, l’Iran non ha cessato di opprimere nemmeno gli altri milioni di cittadini iraniani che vogliono solo godere delle fondamentali libertà di cui godono i cittadini della maggior parte degli altri paesi», ha detto.

Fra le altre cose, la risoluzione esprime «profonda preoccupazione» perché l’Iran continua a usare la tortura e ricorre molto spesso a esecuzioni capitali, notando «l’alta frequenza della pena di morte in assenza delle garanzie riconosciute internazionalmente».

La risoluzione menziona anche «le molte e gravi restrizioni del diritto all’assemblea pacifica, della libertà di associazione nonché di opinione ed espressione», il «bersagliamento e la vessazione sistematica dei difensori dei diritti umani» e «la grande diffusione della disparità di genere e della violenza contro le donne».

Quanto alla discriminazione contro le minoranze etniche e religiose, l’Assemblea ha detto di essere preoccupata per le discriminazioni contro «gli arabi, gli azeri, i baluci e i curdi e i loro difensori» e anche per «le gravi limitazioni e restrizioni al diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione e di credo» che colpiscono «i cristiani, gli ebrei, i musulmani sufi, i musulmani sunniti e gli zoroastriani assieme ai loro difensori».

La risoluzione dedica più di un paragrafo alla situazione dei baha’i iraniani, notando la loro «continua persecuzione» come per esempio «aggressioni e uccisioni mirate, senza che siano fatte indagini per identificare i colpevoli, arresti e detenzioni arbitrari, restrizione all’accesso agli studi superiori per motivi religiosi, la detenzione dei leader della comunità baha’i iraniana, la chiusura di ditte di proprietà baha’i e la criminalizzazione di fatto dell’appartenenza alla fede baha’i».

La signora Dugal ha detto che in questo momento oltre 100 baha’i sono in  prigione, unicamente per il loro credo religioso.

La risoluzione è stata presentata da 47 paesi. Essa chiede anche che l’Iran collabori meglio con gli osservatori ONU per i diritti umani, per esempio permettendo loro di visitare l’Iran e chiede al Segretario generale dell’ONU di presentare il prossimo anno un altro rapporto sui progressi compiuti dall’Iran nell’adempimento dei suoi obblighi verso i diritti umani.

Questa è la XXVI risoluzione di questo tipo sottoscritta dall’Assemblea generale dal 1985.

Per ulteriori informazioni in inglese si vada a http://www.bic.org

 

 

 

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai link si vada a:

 

http://news.bahai.org/story/978

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