A Yazd, in Iran distribuiti minacciosi manifesti anti-baha’i

GINEVRA, 18 giugno 2014, (BWNS) — Un provocatorio e minaccioso volantino che definisce i baha’i «senza Dio» è stato distribuito nella città di Yazd, in Iran, la scorsa settimana, alla vigilia di un’importante festa religiosa sciita.

Il volantino anonimo è stato posto su molte pareti e sulle case e sulle automobili di alcuni baha’i, ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

«La distribuzione di questo manifesto è stata ovviamente calcolata per accendere le passioni religiose contro i baha’i, che sono una minoranza a Yazd e nell’Iran», ha detto la signora Ala’i. «Il messaggio fondamentale del manifesto è che è un dovere religioso attaccare i baha’i e distruggere le loro proprietà.

«La scelta delle case e dei veicoli baha’i è altrettanto significativa, in quanto portatrice di un messaggio: “Sappiamo chi siete e dove vi trovate”», ha aggiunto.

La distribuzione del volantino in questa città di media grandezza nell’Iran centrale ha avuto luogo il 12 giugno 2014, la vigilia di Shabe-barat [la «notte del parto»], che onora la nascita dell’Imam Mahdi ed è un’importante ricorrenza religiosa per i musulmani sciiti.

Il volantino afferma che secondo la legge della Sharia, il «sangue» dei baha’i «non ha alcun valore» e che «ogni musulmano deve opporsi a qualunque attività svolta da questo movimento e combatterlo anche a costo della vita».

Un’analoga versione del manifesto era stata recapitata in almeno cinque case baha’i in Yazd lo scorso gennaio. Il volantino portava la firma dell’«Hizbu’llah» (il Partito di Dio).

La signora Ala’i ha detto che il governo aveva il dovere di denunciare pubblicamente questi atti e di trovare e processare gli autori  di questi odiosi messaggi e di proteggere i baha’i in quanto cittadini dell’Iran.

«Sfortunatamente, è molto tempo che il governo consente che i perpetratori di tali attacchi agiscano impunemente. Negli ultimi anni, ci sono stati centinaia di aggressioni o di minacce contro i baha’i e le loro proprietà e nessuno è stato processato per averle commesse», ha detto.

La signora Ala’i ha affermato, per esempio, che lo scorso gennaio tre baha’i sono stati aggrediti nella propria abitazione da un sconosciuto che brandiva un coltello e che un baha’i è stato colpito da un’arma da fuoco e ucciso in Bandar Abbas lo scorso agosto. Negli ultimi mesi ci sono inoltre stati diversi episodi di profanazioni di cimiteri baha’i, per esempio le guardie rivoluzionarie hanno cercato di distruggere uno storico cimitero baha’i a Shiraz.

«Sfortunatamente in molti casi il governo ha volontariamente partecipato a far circolare materiale provocatorio contro i baha’i. Alti funzionari e organi di stampa governativi regolarmente diffondono propaganda anti-baha’i e il volume di questo materiale è molto aumentato quest’anno», ha detto la signora Ala’i.

In gennaio, ha detto la signora Ala’i, la Baha’i International Community ha catalogato almeno 55 articoli anti-baha’i su siti web iraniani. Gli articoli erano 72 in febbraio, 93 in marzo, 285 in aprile e 366 in maggio.

«Il governo ha creato un’atmosfera nella quale coloro che odiano i baha’i possono agire in totale impunità», ha detto la signora Ala’i. «E dato che non c’è timore di essere processati, temiamo che le aggressioni contro i baha’i continuino».

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