I bahai e gli aiuti umanitari

Ma come… i bahai non fanno beneficenza? E’ una domanda che spesso mi sono sentito rivolgere ed alla quale ho sempre risposto, come sempre, con la verità: “i bahai NON fanno beneficenza!”. L’interlocutore, manco a dirlo, resta perlomeno perplesso ma, il più delle volte, addiritture scandalizzato.

La filosofia bahai è alquanto semplice, soprattutto verso i paesi del terzo mondo: non ti regalo da mangiare, t’insegno un lavoro e così potrai procurartelo da solo. E’ una filosofia che ha dato i suoi frutti. In Africa ci sono interi villaggi bahai che sono “benestanti” se paragonati ai loro vicini non bahai. Non ci sono stati miracoli in verità: si è applicato semplicemente il principio bahai della “parità di diritti fra uomo e donna” più l’insegnamento di alcune regole semplici di agricoltura, tutte applicabili con attrezzi poveri, come vanga e badile. Gli uomini, contrariamente all’uso locale, hanno imparato ad aiutare le donne nella coltivazione del terreno e nello scavare fossi per irrigarlo… ed il miracolo è stato fatto!

Pare che gli aiuti umanitari realizzino il contrario, almeno secondo l’economista keniota Professor Shikwati che, in un articolo de “Il Giornale“, recita così: “«Chi vuole aiutare l’Africa non deve darle soldi». James Shikwati ha 36 anni ed è considerato uno dei più brillanti economisti africani. È cresciuto in Kenya e sei anni fa ha creato a Nairobi l’Istituto Inter Region Economic Network. Le sue tesi sono un pugno nello stomaco. Quasi un’eresia. Lui parla di rivoluzione copernicana del problema Africa. Meno carità e più responsabilità. Anzi, più libertà. ”

Personalmente, concordo con lui

Caramente   Malvezzi Claudio

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