Un convegno di giovani ispira speranza e azione nella Repubblica Centrafricana

BANGUI, Repubblica Centro africana, 9 luglio 2015, (BWNS) — La mattina
del 15 giugno, oltre 400 giovani dalla Repubblica Centrafricana si
sono riuniti in grande aspettativa per il primo incontro di un
convegno che stavano aspettando da lungo tempo. È l’ultimo di 114
convegni che hanno avuto luogo in alcune città del mondo.

Questo convegno, come gli altri 113, era previsto per il 2013. Ma nel
marzo si quell’anno, Bangui, la capitale della Repubblica
centroafricana, è stata travolta dall’ondata di violenza che ha
spazzato il paese. La situazione era troppo instabile per prevedere un
convegno.

In questi mesi, la comunità baha’i ha cercato di aumentare i suoi
contributi alla pace nel paese, soprattutto intensificando le attività
educative e costruendo ponti con altri gruppi che lavorano per
l’armonia sociale. I giovani hanno atteso pazientemente un’altra
opportunità per tenere il loro convegno.

Quando è stato annunciato che il convegno avrebbe avuto luogo dal 15
al 17 giugno, la notizia ha suscitato un grande entusiasmo non solo
nel paese ma anche all’estero.

Nella prima sessione del convegno, sulla quale sono stati mandati in
onda servizi da Television Centrafricaine, Radio Centrafrique e Radio
Notre Dame, i partecipanti sono stati salutati da una lettera
indirizzata loro dalla Casa Universale di Giustizia.

«Sono trascorsi quasi due anni da quando oltre 80 mila vostri coetanei
si sono riuniti negli storici convegni che abbiamo indetto in tutto il
mondo l’8 febbraio 2013», diceva il messaggio.

«Nel periodo in cui i convegni sono stati indetti la situazione della
Repubblica Centrafricana vi ha impedito di tenere il vostro incontro e
di intrecciare fra voi le conversazioni che hanno ispirato i cuori e
illuminato le menti dei vostri coetanei in altri paesi», proseguiva.
«Siamo felici che anche voi abbiate ora l’opportunità di incontrarvi e
di prendere decisioni come loro».

«Indubbiamente le vostre discussioni vi aiuteranno a migliorare la
vostra visione di una società materialmente prospera, che voi potrete
contribuire a creare con le vostre parole e le vostre azioni. In
questa luce dovete perseverare nella convinzione che il progresso e la
felicità di ciascuno di voi sono inestricabilmente legati al progresso
e alla felicità delle vostre comunità».

L’incontro ha fornito ai giovani uno spazio per riflettere sul posto
che essi occupano nel mondo. Essi hanno studiato assieme il materiale
preparato per il convegno in piccoli e grandi gruppi e hanno preso
l’impegno di lavorare per il miglioramento delle loro comunità, un
impegno che merita un elogio quando si consideri la situazione di
conflitto settario e di sofferenza in cui versa il loro paese in
questo momento.

Nei tre giorni del convegno, i partecipanti hanno discusso alcuni
temi, come le caratteristiche della gioventù e il ruolo che i giovani
della loro età possono svolgere nel produrre il cambiamento sociale,
che cosa significa che la società deve avanzare tanto materialmente
quanto spiritualmente, come favorire un ambiente di reciproco supporto
nel quale il contributo di tutti coloro che vogliono lavorare per il
bene comune sia benaccetto e l’importanza di aiutare le generazioni
più giovani a gestirsi presto nell’adolescenza, aiutandoli a evitare
gli effetti delle forze sociali distruttive.

Nei gruppi si è creato un tale entusiasmo che alcuni volevano
stabilire immediatamente quali tipi di servizio alla comunità
avrebbero offerto dopo il convegno, ha spiegato Nganyade Zowe Tiba,
uno degli organizzatori.

Riflettendo sui preparativi del convegno, il signor Tiba ha spiegato:
«L’organizzazione di questa manifestazione in un paese le cui
infrastrutture sono state distrutte, in cui l’acqua e l’elettricità
sono un lusso ha richiesto un grande impegno logistico».

Ma ciò nonostante l’annuncio del convegno ha «suscitato una tale
eccitazione che molti giovani che vivono in zone ancora sotto il
controllo dei ribelli hanno espresso il desiderio di partecipare»,
anche se poi molti non sono potuti venire per l’instabilità del paese.

«Alcuni hanno viaggiato per un settimana per partecipare», ha detto il
signor Tiba.

Questo convegno è stato l’ultimo delle serie di convegni indetti dalla
Casa Universale di Giustizia nel 2013.

Per leggere l’articolo in inglese online, vedere le foto e accedere ai
link si vada a : http://news.bahai.org/story/1059

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