Negligenze dell’Iran nell’ambito dei diritti umani condannate dalla comunità mondiale

NAZIONI UNITE, 16 novembre 2016, (BWNS) — Ieri l’ONU ha espresso gravi preoccupazioni per «le gravi limitazioni» del diritto alla libertà di religione o di credo in Iran e in particolare per la continua persecuzione dei baha’i iraniani.

Il rimprovero — espresso per la 29a volta dal 1985 — è presente in una risoluzione annuale sui diritti umani in Iran, approvata dal Terzo Comitato dell’Assemblea generale con 85 voti contro 35 e 63 astensioni.

Il voto è seguito a un rapporto presentato in settembre dal Segretario generale Ban Ki-moon il quale ha detto che i baha’i «sono la minoranza religiosa più duramente perseguitata» in Iran.

Successivamente, il 25 ottobre la Baha’i International Community ha pubblicato un nuovo rapporto sulla persecuzione dei baha’i in Iran.

La risoluzione di ieri ha anche espresso preoccupazione per l’uso «preoccupante» della pena di morte in Iran, per l’uso «diffuso e sistematico delle detenzioni arbitrarie» e per la persecuzione degli oppositori politici, dei difensori dei diritti umani, dei giornalisti, delle donne e degli attivisti per i diritti delle minoranze.

«L’Iran ha cercato di normalizzare le sue relazioni con il mondo, ma l’approvazione di questa risoluzione dimostra che la comunità internazionale ritiene ancora che la situazione dei diritti umani nel Paese rimanga un problema e richieda grande attenzione», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.

«Nel caso dei baha’i iraniani, le cose sono sicuramente peggiorate. Tra le altre cose, il governo ha cambiato tattica adottando forme di persecuzione sociali, economiche ed educative, meno quantificabili e più sofisticate, con l’obiettivo di rendere più difficile la documentazione dei casi di persecuzione.

«Sta anche aumentando lo strangolamento economico. Appena due settimane fa, ad esempio, il governo ha chiuso più di 100 negozi baha’i nel paese, dopo che i loro proprietari avevano temporaneamente sospeso le attività per osservare due giorni santi baha’i, un atto di grave discriminazione economica, come è stato documentato in una recente lettera al Presidente iraniano Hassan Rouhani», ha detto la signora Dugal.

La signora Dugal ha anche detto che il governo continua ad arrestare e imprigionare i baha’i e a impedire ai giovani baha’i di frequentare l’Università.

“Nel complesso, il programma del governo contro i baha’i equivale a uno sforzo altamente coordinato per distruggere questa comunità come entità economicamente vitale», ha detto.

La risoluzione invita inoltre l’Iran a cooperare con il Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Iran, alle cui ripetute richieste di visitare l’Iran il governo ha sempre opposto un rifiuto. In settembre Ahmed Shaheed, che è stato il relatore speciale per i diritti umani in Iran fino al 31 ottobre, ha pubblicato un rapporto nel quale prende atto di un’intensa campagna di propaganda anti-baha’i, intrapresa dal governo, dicendo anche che i baha’i continuano a essere imprigionati e discriminati economicamente.

La risoluzione è stata presentata dal Canada e ha avuto 41 co-sponsor.

Per leggere l’articolo in inglese on-line, visualizzare le fotografie e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/1138

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