L’unità e l’uguaglianza ispirano un gran capo africano

NIKKI, Benin, 24 aprile 2017, (BWNS) — Nel Benin, in Africa Occidentale, un capo del popolo fula si sta concentrando sull’unità delle diverse popolazioni della sua terra.

I fula sono ampiamente disseminati in tutta l’Africa del Nord. Essi sono considerati la più grande comunità nomade pastorale nel mondo, anche se in tempi più recenti molti di loro sono divenuti stanziali e ora sono agricoltori, commercianti e artigiani, eccetera. Il popolo fula, una comunità prevalentemente musulmana, è stato il popolo che ha diffuso l’Islam nell’Africa occidentale e, tradizionalmente, i loro capi sono stati musulmani.

Per la prima volta, questa posizione di autorità morale e consuetudinaria per i circa 100.000 fulani che vivono nella zona è detenuta da un baha’i. Il gran capo Djaouga Abdoulaye, un insegnante di scuola in pensione che ha 76 anni, è salito al trono nel mese di luglio dello scorso anno. È divenuto baha’i nel 1980 quando la Fede è stata introdotta nel Benin.

Questo cambiamento nella leadership ha stabilito un nuovo precedente, che è stato inizialmente accolto con riserve da alcuni membri della società. Tuttavia, l’esempio del gran capo Djaouga, e in particolare il suo impegno per l’unità e unicità, hanno contribuito a favorire armoniosi legami tra il clero locale e i capi tribali della regione.

La cerimonia dell’insediamento è stata un incontro vivace e gioioso che ha attratto 5000 persone e rispecchiato il principio dell’unità nella diversità. L’evento è stato trasmesso anche dalla televisione e dalla radio nazionale.

«La dimensione di questa cerimonia è stata senza precedenti», ha detto Saadou Saidou, che ha partecipato all’evento. «Il fatto che Junwuro [il gran capo Djaouga] è un intellettuale e, soprattutto, che ha le qualità che ha, significa che noi, suoi sudditi, sappiamo che durante il suo regno accadranno grandi cose».

Parlando dell’influenza degli insegnamenti baha’i sulla sua vita, il gran capo Djaouga ha detto che i principi dell’unità del genere umano e dell’uguaglianza fra gli uomini e le donne, guidati da un elevato standard morale, hanno ispirato la sua idea di leadership.

«Da quando sono diventato baha’i, ho incominciato a capire lo standard di eccellenza proposto dagli scritti baha’i», ha detto.

Il suo impegno per la giustizia e la sua speranza di rafforzare l’unità emergono nelle sue decisioni. Il tribunale del Gran Capo è divenuto un luogo al quale i sudditi possono rivolgersi per la risoluzione dei conflitti, dove i ricchi non ricevono speciali favori, dove la corruzione non ha posto e dove la posizione sociale non influenza la decisione.

Interrogato sui suoi obiettivi e sulle sue speranze per la sua comunità, il gran capo Djaouga ha dichiarato che vuole aiutare il suo popolo tradizionalmente nomade a rsolvere le difficoltà causate dal fatto che esso è considerato apolide e pertanto non può ottenere documenti di identità. Soprattutto, egli spera di promuovere l’unità tra il popolo fula.

Per leggere l’articolo in inglese on-line, visualizzare le fotografie e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/1164

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