Cittadinanza e religione esaminate in Canada

OTTAWA, Canada, 24 maggio 2017, (BWNS) — Mentre il popolo canadese si prepara a festeggiare i 150 anni della Confederazione del suo paese, c’è stata un’ampia conversazione nazionale sul passato, sul presente e sul futuro delle relazioni tra i suoi diversi cittadini. Uno degli aspetti di questa discussione è stata l’evoluzione del ruolo della religione e della spiritualità nella società nel contesto della crescente diversità etnica e religiosa e di una rinascita della cultura e dei modi di vita indigeni.

Negli ultimi anni, la comunità baha’i ha guidato un’iniziativa che ha riunito i principali pensatori di tutti i settori della società per esaminare la posizione della religione nella vita pubblica. Una domanda che l’Ufficio baha’i degli affari pubblici del Canada si è posto è stata come creare uno spazio per un esame significativo, nel quale varie idee potessero far luce su un argomento e la comprensione collettiva potesse avanzare.

Una serie di convegni tenuti dal 2013 a Montreal, Vancouver e quest’anno a Ottawa hanno cercato di promuovere un ambiente di questo tipo e hanno invitato importanti voci del discorso pubblico canadese a esaminare il ruolo della religione nella società.

Nel suo discorso di apertura del convegno di quest’anno a Ottawa dall’8 al 9 maggio 2017, Geoffrey Cameron, rappresentante della comunità baha’i del Canada e Presidente del Comitato del programma, ha detto «Questo è un convegno speciale, una sorta di conversazione in corso. Si serve di reti interconfessionali nazionali canadesi, ma non è un convegno interreligioso in senso convenzionale».

Ha poi detto: «Quello che vogliamo fare è aiutare a creare una conversazione pubblica in corso sul ruolo della religione nella società canadese».

«Una delle domande che per noi è stata alla base di questa conversazione è come la crescente diversità della nostra popolazione possa essere una risorsa per agire insieme», ha osservato Gerald Filson, direttore degli affari pubblici per la comunità baha’i del Canada ed ex presidente della Conversazione interreligiosa canadese, che ha sponsorizzato l’evento.

«Dato che il Canada è diventato più diversificato dal punto di vista religioso, è sorta l’aspettativa che la sfera pubblica sia laica e che prospettive apertamente religiose non debbano trovare posto nel discorso pubblico. Mentre l’intenzione di questo tipo di laicità è stato storicamente quella di garantire una maggiore parità tra i gruppi religiosi nella vita pubblica, molti hanno espresso la preoccupazione che esso impedisca alle persone di partecipare pienamente alla vita della società», ha detto il signor Cameron.

Il professor John Borrows, presidente della ricerca canadese nella legge indigena, ha osservato nel suo intervento durante il convegno: «Si rischia di sostituire una sorta di esclusività [religiosa] con un altro tipo di esclusività laica, che può intrappolarci in una narrazione singolare e bandire i preziosi vocabolari della compassione».

«Le idee devono essere messe a confronto e in contrasto con le altre. Quando riconosco che il mio parere è parziale sono disposto ad allargare la mia comprensione», ha proseguito. «Quando le ondate dei popoli si uniscono alla nostra società, le loro storie devono essere aggiunte alla nostra riserva di storie».

Andrew Bennett, ex ambasciatore per la libertà religiosa, ha aggiunto che fino a quando sono proposte pacificamente e nel rispetto della dignità umana, le diverse idee religiose ed etiche hanno un posto nella nostra società pluralistica.

Un tema fondamentale del convegno è stato il ruolo dei concetti e dei linguaggi spirituali nel processo della riconciliazione tra i popoli indigeni e non indigeni e le implicazioni di quel processo sul ruolo della spiritualità nella vita pubblica. «La riconciliazione è una conversazione spirituale sulla nostra comune umanità e sul tipo di società che vogliamo creare per domani», ha detto Karen Joseph, capo esecutivo del gruppo della società civile Riconciliazione in Canada. «La riconciliazione è un modo di vita. È un’alleanza spirituale».

Un importante contributo offerto dal filosofo e scrittore John Ralston Saul nel suo discorso è stato che l’approccio all’integrazione delle diversità religiose in Canada non deve essere definito dalle prospettive sulla laicità che sono emerse in Francia nel contesto del XVIII secolo. «Abbiamo l’opportunità di avere una nuova conversazione», ha detto. «Dobbiamo chiederci dove siamo, perché apparteniamo a questo luogo e quali sono i nostri obblighi reciproci».

«Non possiamo andare avanti parlando all’interno di una tradizione di pensiero che è stata progettata per eliminare le differenze. Credo che un incontro sulla spiritualità debba riconoscere la complessità», ha continuato il signor Saul.

Il convegno si è concluso con una tavola rotonda sul Colle del Parlamento, che ha visto riuniti membri del Parlamento di tre partiti politici, fra i quali Elizabeth May, leader del partito dei verdi, e Yasmin Ratansi, prima donna musulmana membro del Parlamento del Canada.

«Il nostro obiettivo nel convegno era di dimostrare che è possibile arricchire il discorso pubblico nazionale includendo nella conversazione con l’altro una varietà di voci religiose e laiche», ha detto il signor Cameron. «Ora dobbiamo estendere questo discorso ad altri spazi, portando lo stesso impegno di reciproca comprensione e collaborazione».

I convegni della serie “Tutta la nostra società” hanno impegnato circa 500 partecipanti e sono sponsorizzati dai membri della Conversazione interreligiosa canadese, compresa la comunità baha’i del Canada, in collaborazione con la Fondazione delle relazioni interraziali canadesi, Faith in Canada 150 e la Fondazione di Pierre Elliott Trudeau.

Per leggere l’articolo in inglese on-line, visualizzare le fotografie e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/1171

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