Trascendere le differenze, far tesoro della diversità

NEW DELHI, 12 luglio 2017, (BWNS) — Shiv Visvanathan ha visitato lo stato indiano del Gujarat nel 2002. C’era stato un focolaio di violenti disordini pubblici ed erano morte oltre un migliaio di persone.

Quella tragedia ha dolorosamente ricordato che la diversità, che dovrebbe essere considerata una potente risorsa delle comunità, è troppo spesso fonte di conflitto. Eppure, secondo il dottor Visvanathan, eminente intellettuale e scienziato sociale in India, non possiamo limitarci a fare appello alla razionalità umana per superare le tensioni che danno origine alla violenza. Abbiamo bisogno di una più ampia concezione del sapere — un sapere che si basi non solo sulla ricerca scientifica e sulle sue idee ma anche sui sistemi di conoscenza che si occupano della dimensione spirituale e mistica della vita.

«È strano», ha detto il dottor Visvanathan, riflettendo sul tragico episodio in Gujarat. «Mentre la gente pensava che la religione fosse la causa del problema, io ritenevo che la religione insegnasse la capacità di risanare».

Il dottor Visvanathan è stato l’oratore principale del Simposio «Far tesoro della diversità — il ruolo della religione nella costruzione di una società inclusiva», organizzato dalla comunità baha’i dell’India il 29 giugno. All’evento, che ha avuto luogo nel terreno della Casa di culto baha’i a Nuova Delhi, hanno partecipato importanti accademici indiani e rappresentanti di ONG per discutere del rapporto tra la religione e la diversità e prendere in esame nuovi modi di concettualizzarle.

In tutto il mondo, i legami che uniscono i diversi gruppi sono spesso troppo superficiali per resistere alle forze dirompenti che essi devono ora affrontare — un’ingiustizia sempre più diffusa, il crescente divario tra ricchi e poveri, l’aumento del fondamentalismo religioso e della violenza settaria, la migrazione dalle campagne alle città, le crisi ambientali, per citarne solo alcune. La diversità, che è una risorsa inestimabile per l’arricchimento della società, viene sfruttata per mettere i gruppi gli uni contro gli altri e promuovere secondi fini politici ed economici.

Nel 1994, il dottor Visvanathan è stato un osservatore presso la Commissione verità e riconciliazione in Sudafrica dopo l’abolizione dell’apartheid. Egli ha potuto constatare che il perdono è stato possibile grazie a una profonda filosofia spirituale del Sudafrica, chiamata Ubuntu, che dà molta importanza all’innata interconnessione dell’umanità.

«Sarebbe stato impossibile creare unità senza questa coscienza religiosa», ha detto. In quella circostanza egli ha constatato che la diversità è stata considerata essenziale per avere il senso dell’unità dell’insieme.

Per la comunità baha’i dell’India è il momento di fare in modo che i pensatori e gli operatori che si occupano di armonia sociale portino le loro idee in un’unica sala e cerchino di fare un passo avanti. La maggior parte dei presenti era convinta che la religione possa fare molto per aiutare le persone ad apprezzare la diversità, a superare i pregiudizi e l’odio e a lavorare per la pace.

Nel discorso di apertura, Arash Fazli, ricercatore presso l’Istituto per gli studi sulla prosperità globale in India, ha parlato dell’uso improprio della religione che ha dato luogo a pregiudizi e a cieche imitazioni, tanto nel passato quanto nel presente. «Le pratiche religiose che alimentano l’odio e il pregiudizio sono distorsioni e perversioni del vero spirito della religione che mira invece a creare unità», ha detto il dottor Fazli.

Per ricucire le profonde fratture esistenti tra le diverse popolazioni, ha detto, occorre capire sempre meglio il ruolo unico e fondamentale della religione nella costruzione dell’unità, soprattutto in un momento in cui molte società sono assediate dalle forze dell’insularità e dell’intolleranza.

Questo lancia una sfida alle comunità religiose, ha detto il dottor Fazli. «Per svolgere il proprio compito, la religione deve soddisfare determinate condizioni: deve infondere una profonda consapevolezza dell’unità del genere umano, deve essere in armonia con la scienza e la ragione e prendere le distanze dalla superstizione e dalla cieca imitazione, deve promuovere l’indipendente ricerca della verità e deve riconoscere l’unità di tutte le religioni».

Per leggere l’articolo in inglese on-line, vedere le fotografie e accedere ai link si vada a: http://news.bahai.org/story/1179

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