La discriminazione religiosa è esplicita nel codice penale dell’Iran

25 luglio 2017 

BIC NEW YORK — Un tribunale di Yazd ha recentemente condannato a soli 11 anni di carcere e due anni lontano da casa un uomo dichiarato colpevole del pubblico omicidio di un baha’i. La corte ha giustificato la sentenza affermando che, secondo il codice penale islamico, l’imputato e la vittima non sono uguali ai fini della giustizia retributiva. Questa sorprendente disposizione chiaramente e volutamente priva i non-musulmani del diritto legale di chiedere giustizia su piede di parità con la maggioranza musulmana del paese.  

Farhang Amiri, 63-anni, padre di quattro figli, è stato pubblicamente assassinato nel settembre 2016 a Yazd sulla strada davanti alla sua casa. È stato brutalmente pugnalato a morte da due fratelli che hanno immediatamente ammesso di essere stati spinti dall’odio religioso.  

Il più giovane è stato condannato a metà della pena del fratello per favoreggiamento nell’omicidio. I due uomini hanno confessato di aver accoltellato Farhang Amiri con l’intenzione esplicitamente dichiarata di uccidere un baha’i.  

Queste sentenze per l’uccisione di un innocente dimostrano chiaramente l’intrinseca discriminazione e ingiustizia del codice penale iraniano, che tratta i propri cittadini in modo disuguale a causa del loro credo religioso.  

«Questo verdetto nega la pretesa delle autorità iraniane di trattare tutti i cittadini in modo uguale davanti alla legge. È chiaro che il sistema giuridico incoraggia la violenza contro i baha’i, la maggiore minoranza religiosa», ha detto Bani Dugal, la principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite. «Chiediamo agli iraniani di considerare come la loro società possa eventualmente progredire quando il sistema legale, che deve amministrare la giustizia, manifesta tale incredibile ingiustizia».  

Per vedere le foto e leggere l’articolo in inglese online si vada a http://news.bahai.org/story/1182

 

Un pensiero su “La discriminazione religiosa è esplicita nel codice penale dell’Iran

  1. webmaster Autore articolo

    Se l’ONU credesse alle regole che si è imposta, l’attuale Iran, non ne dovrebbe fare parte. Se già non ci crede lei, perché dovrei crederci io?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *