Struttura e spirito: una mostra di architettura baha’i in un museo italiano

Tempio del Loto in un modellino in marmo al museo

VICENZA, Italia, 20 novembre 2017, (BWNS) – Questo mese il Palladio Museum ha ospitato una mostra su alcuni degli edifici più emblematici della Fede baha’i, costruiti con marmo italiano.

La Mostra, intitolata “Architettura e marmo: dialoghi tra ingegno e natura” è stata organizzata dalla Margraf, un’azienda italiana che ha intagliato e cesellato il marmo per la Sede della Casa Universale di Giustizia, l’Edificio degli Archivi internazionali baha’i, le terrazze dei giardini baha’i in Haifa e le Case di culto continentali baha’i in India e Samoa.

Già nota come Industria Marmi Vincentini, l’azienda, che è stata fondata a Chiampo, Italia, è nata nel 1906. In oltre cent’anni di vita, ha avuto l’opportunità di lavorare con numerosi architetti su progetti straordinari.

«Tra i suoi molti grandi progetti in tutto il mondo, Marmi Vincentini pensa che il lavoro con i baha’i sia stato particolarmente significativo», ha detto l’architetto Sohrab Youssefian, riferendosi alla speciale possibilità di vedere nel corso dei decenni come i principi spirituali possano produrre nuove forme di espressione architettonica, che hanno toccato e ispirato centinaia di milioni di persone.

Gli edifici presenti nella mostra intendevano rispecchiare in una struttura fisica l’intangibilità del sacro. Queste opere architettoniche incarnano importanti insegnamenti di Baha’u’llah, come l’unità del genere umano, l’armonia essenziale fra la scienza e la religione, la coerenza tra le dimensioni materiali e spirituali della vita e il potere del sacro di ispirare le più nobili imprese dell’umanità.

«La spiritualità non è una questione astratta. È la natura più nobile dell’uomo», ha detto il signor Youssefian durante ricevimento di apertura della mostra.

Avendo lavorato con Margraf per decenni come rappresentante della comunità baha’i, il signor Youssefian era visibilmente commosso da questa mostra, che ha permesso a molti di vedere gli straordinari risultati di molti anni di fruttuosa collaborazione.

«Sono stato colpito dall’opportunità di riflettere nuovamente su queste opere architettoniche», ha spiegato il signor Youssefian. «Mi ricordano un versetto di Baha’u’llah, che dice che anche le pietre oggi invitano l’umanità al divino».

Il rapporto tra il lavoro della comunità baha’i e il Nord-Est d’Italia risale agli anni 1940 quando il marmo di Chiampo è stato utilizzato per costruire il Mausoleo del Bab. Durante il suo ministero, Shoghi Effendi ha utilizzato il marmo di Chiampo per i Giardini monumentali di Haifa sul monte Carmelo. Dopo la sua scomparsa, si è fatto in modo che la colonna che sorge sulla tomba del Custode a Londra fosse fatta della stessa pietra.

La mostra comprendeva materiali d’archivio originali, come disegni, grafici, documenti, foto e video. Una parte della mostra era dedicata allo sviluppo tecnico del lavoro dell’azienda, che è significativamente progredita nell’ultimo secolo.

Hossein Amanat e Fariborz Sahba, i due architetti baha’i che hanno progettato gli edifici oggetto della mostra, hanno partecipato al ricevimento e hanno parlato al pubblico.

«Architettura e marmo: dialoghi tra ingegno e natura» è rimasta aperta dal 19 ottobre al 19 novembre 2017, in concomitanza con il 200° anniversario della nascita di Baha’u’llah, celebrato il mese scorso da milioni di persone in tutto il mondo. La mostra ha avuta un’ampia copertura mediatica in Italia ed è stata visitata da un migliaio di persone – attirando l’attenzione soprattutto di chi si occupa di architettura.

Per vedere le foto e leggere l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/1223

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