2017: un anno molto importante per il mondo baha’i

CENTRO MONDIALE BAHA’I, 2 gennaio 2018, (BWNS) – Il 2017 è stato un anno di importanti sviluppi per il mondo baha’i.

Case di culto

A meno di un anno dall’inaugurazione dell’ultima Casa di culto continentale nel 2016, il primo Tempio locale baha’i è stato dedicato a Battambang, Cambogia, in settembre.

«Una nuova alba sta sorgendo», ha scritto la Casa Universale di Giustizia per l’occasione.

In Norte del Cauca, Colombia, la comunità si sta preparando alla propria Casa locale di culto. I lavori di costruzione sono incominciati in gennaio e sono andati avanti speditamente nei mesi successivi. Una ripresa video mostra il Tempio durante le varie fasi della costruzione.

in un momento straordinario per l’isola di Tanna, Vanuatu, il progetto del Tempio locale è stato inaugurato lo scorso giugno. Più di mille persone si sono riunite nell’isola per celebrare l’evento.

Da quando è stata aperta al pubblico poco più di un anno fa, la Casa di culto continentale del Sud America è stata visitata da ben 500.000 persone. Le visite sono state oltre 75.000 nel solo mese di ottobre, quando si sono svolte le celebrazioni del bicentenario. Il Tempio ha inoltre vinto una serie di prestigiosi premi di architettura. Ma ancora più eclatante di questi riconoscimenti e delle centinaia di migliaia di visitatori è la tempestività di una struttura che racchiuda in sé i concetti di unità e unicità.

Bicentenario

Il 200° anniversario della nascita di Baha’u’llah è stato un momento di pausa. Esso ha offerto non solo la possibilità di celebrare la Sua vita, ma anche un’occasione per riflettere sulle implicazioni dei Suoi insegnamenti per la vita dell’umanità e per riesaminare la nascita della religione mondiale da Lui fondata, seguendone lo sviluppo dalle tumultuose origini in Persia nel XIX secolo fino alla sua emersione come fede globale che unisce una moltitudine incredibilmente varia di comunità in un’impresa comune.

L’obiettivo degli insegnamenti di Baha’u’llah è essenzialmente questa unificazione dell’umanità nel contribuire alla nascita di una civiltà mondiale fondata sul riconoscimento dell’unità del genere umano.

«Baha’u’llah chiede a ciascuno di noi di sviluppare un senso di cittadinanza mondiale e di assumere l’impegno di salvaguardare la terra. Voi baha’i avete una conoscenza che può spianare la strada verso un futuro migliore per le future generazioni e ora, più che mai, le voci dei seguaci di Baha’u’llah devono essere ascoltate», ha detto la rappresentante permanente di Panama presso le Nazioni Unite Laura Elena Flores Herrera durante l’incontro della Baha’i International Community a New York per il bicentenario.

Un film prodotto per l’occasione, “Luce al mondo”, è stato proiettato in ogni angolo del mondo nelle case, nei cinema e negli stadi. «Dopo aver visto il film, mi sono reso conto che a queste attività partecipano persone di tutto il mondo e ho capito quanto sono stato fortunato a incontrare e studiare le parole di Baha’u’llah», ha detto un giovane in Giappone dopo aver visto il film.

Scene filmate delle celebrazioni in tutto il mondo si trovano su bicentenary.bahai.org, dove è disponibile anche una lettera scritta per l’occasione dalla Casa Universale di Giustizia.

Impegno sociale

Circa 200 funzionari pubblici hanno inviato messaggi alle comunità baha’i di tutto il mondo in occasione del bicentenario. Una trentina di queste lettere di riconoscimento e di sostegno sono state scritte da capi di stato e di governo e molte parlano del contributo baha’i alla promozione della pace, della coesione sociale, dell’uguaglianza e dell’educazione.

In vari incontri ai quali hanno partecipato capi di governo, ONG e gruppi religiosi, la comunità baha’i ha offerto un contributo su importanti temi come il ruolo della religione nella società, la migrazione, la pace, l’ambiente, l’educazione e l’uguaglianza di genere.

Arte, cultura e pubblicazioni

Con mostre in ben noti musei e celebrazioni di contributi di artisti, il 2017 ci ha permesso di intravedere il potere che lo spirito ha di ispirare l’arte. Innumerevoli espressioni creative sono nate da persone comuni durante la commemorazione del bicentenario della nascita di Baha’u’llah.

A Venezia, il Museo Guggenheim ha ospitato da maggio a settembre una retrospettiva dell’opera dell’artista baha’i Mark Tobey. A Londra il British Museum ha aperto al pubblico una mostra di scritti di Baha’u’llah. In Italia, la ditta Margraf ha promosso presso il Museo Palladium di Vicenza un’esposizione su alcuni degli edifici più emblematici della Fede baha’i, costruiti con marmo italiano.

Il rinomato musicista baha’i Dizzy Gillespie, che quest’anno avrebbe compiuto cent’anni, è stato ricordato in vari concerti commemorativi in tutto il mondo. Un’intervista con il vecchio amico e collega di Gillespie ha chiarito l’influenza della spiritualità sulla sua musica.

Quest’anno sono uscite molte pubblicazioni della comunità baha’i. In gennaio, è stato pubblicato in vista del bicentenario “I giorni del ricordo”, una compilazione di scritti di Baha’u’llah per i giorni santi. Una nuova edizione della rivista “I baha’i” è uscita in settembre e il sito ufficiale della comunità baha’i in Iran è andato online in febbraio. Sul web, il sito del Baha’i World News Service ha lanciato in marzo la sua nuova veste grafica, accompagnata da un’applicazione per cellulari e podcast; in settembre il Baha’i Media Bank ha pubblicato una nuova raccolta di immagini e il sito del bicentenario, che rimarrà online come testimonianza storica, ha ripreso momenti delle celebrazioni in tutto il mondo.

Persecuzioni della comunità baha’i

Nel corso dell’anno, contemporaneamente alle molte occasioni di celebrazione, le comunità baha’i in Iran e nello Yemen hanno continuato a subire persecuzioni.

In aprile, le autorità della città di Sana’a hanno ordinato l’arresto di oltre 25 baha’i, tra cui il prominente leader tribale Walid Ayyash, che ancora non si sa dove si trovi. Durante il bicentenario, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione durante un piccolo incontro baha’i, aprendo il fuoco e arrestando Akram Ayyash, fratello di Walid.

«La contrapposizione tra queste azioni e gli innumerevoli esempi di esaltante e gioiosa celebrazione delle comunità baha’i in tutto il mondo non poteva essere più eclatante», ha detto Bani Dugal, la rappresentante dell’ufficio della BIC presso le Nazioni Unite di New York.

Le persecuzioni in Iran sono proseguite per tutto l’anno: sistematica negazione di formazione universitaria ai giovani baha’i, oppressione economica della comunità baha’i e altre violazioni dei diritti umani.

Alla fine di dieci anni di ingiusta prigionia, le autorità hanno incominciato a rilasciare gli ex membri dello Yaran, un gruppo dirigente ad hoc che in passato amministrava gli affari della comunità baha’i in Iran, che erano stati arrestati nel 2008. Il gruppo era stato formato con la piena conoscenza e approvazione delle autorità dopo che le istituzioni formali baha’i erano state dichiarate illegali in Iran nel 1980. Mahvash Sabet, 64 anni, Fariba Kamalabadi, 55 anni e Behrooz Tavakkoli, 65 anni, hanno finito di scontare la pena detentiva e sono usciti dal carcere; quattro membri rimangono ancora in prigione.

Per vedere le immagini e un video e leggere o ascoltare l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/1231

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