Dall’esilio, una luce per il mondo – 150° anniversario dell’arrivo di Baha’u’llah in Terra Santa: prima parte

Il Baha’i World News Service pubblica una serie di podcast sul 150 ° anniversario dell’arrivo di Baha’u’llah in Terra Santa. Questo breve articolo è l’introduzione al primo degli episodi podcast. Listen to the podcast here. [qui il link per il podcast in inglese] 

CENTRO MONDIALE BAHA’I, 27 agosto 2018, (BWNS) – Questa settimana segna il 150 ° anniversario dell’arrivo di Baha’u’llah in Terra Santa, l’ultimo di una serie di esili decretati da due monarchi. L’area di Akka/Haifa è diventata il centro amministrativo e spirituale del mondo baha’i, sede dei luoghi più sacri della comunità. 

«Questo esilio è stato un atto di oppressione e di ingiustizia e di persecuzione, ma Baha’u’llah lo ha trasformato in un viaggio dell’umanità verso la spiritualità e la libertà», spiega Nader Saiedi, professore di studi iranici presso l’Università della California, Los Angeles. «Questo momento è il principale punto di svolta nella missione di Baha’u’llah e, in un certo senso, un punto di svolta nella storia culturale dell’umanità».   

Baha’u’llah fu bandito dalla sua patria, la Persia, nel 1853, e questo fu l’inizio di una serie di esili. Il governo persiano e quello ottomano hanno pensato che, inviando Baha’u’llah in un carcere lontano, avrebbero potuto spegnere la luce della Sua religione. 

Il 12 agosto 1868, le truppe ottomane circondarono la casa di Baha’u’llah a Edirne, che a quel tempo si chiamava Adrianopoli, e le autorità Gli dissero che era stato nuovamente esiliato. Ma non dissero dove. Solo quasi due settimane più tardi, dopo che Baha’u’llah e i Suoi compagni avevano incominciato il loro viaggio, seppero dove sarebbero stati depoprtati: Akka, un’antica città prigione nella Palestina ottomana, nota anche come San Giovanni d’Acri.   

«Per gli ottomani Acri era un luogo dove, prima di tutto, avevano una prigione per criminali, e poi, un luogo dove mandare in esilio tutti i tipi di persone che pensavano di dover sorvegliare. I baha’i rientravano in questa categoria», spiega il Professor David Kushner, uno storico specializzato nell’Impero ottomano. 

Akka era una città storica. Era passata tra le mani di diverse civiltà ed era anche stata un importante centro della Palestina ottomana. Ma nel 1868 gli ottomani la usavano come colonia penale, una città desolata dove Baha’u’llah è stato inviato perché fosse dimenticato da tutti.   

Oggi migliaia di baha’i visitano la zona di Akka/Haifa ogni anno in pellegrinaggio, un atto di devozione verso la vita e gli insegnamenti di Baha’u’llah.   

Per ascoltare il podcast in inglese, leggere l’articolo in inglese online, o vedere le foto, si vada a news.bahai.org

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