Dall’esilio, una luce per il mondo – 150° anniversario dell’arrivo di Baha’u’llah in Terra Santa: seconda parte

Il Baha’i World News Service pubblica una serie di podcast sul 150 ° anniversario dell’arrivo di Baha’u’llah in Terra Santa. Questo breve articolo è l’introduzione al secondo degli episodi podcast. Listen to the podcast here. [qui il link per il podcast in inglese] 

CENTRO MONDIALE BAHA’I, 31 agosto 2018, (BWNS) – L’imbarcazione a vela attraversò lentamente la baia sotto il brutale sole estivo, portando Baha’u’llah e i Suoi compagni di prigionia ad Akka. Era il 31 agosto 1868, 150 anni fa, un venerdì.   

Akka non era attrezzata per gli attracchi, pertanto il vascello si fermò in acque poco profonde davanti alla città. Quando i prigionieri arrivarono a piedi alla porta di mare, incontrarono una folla ostile e irridente.   

Dalla porta di mare Baha’u’llah fu condotto, attraverso gli stretti e tortuosi vicoli della città, fino alla caserma, utilizzata in quel momento come prigione. 

«L’arrivo di Bahá’u’lláh ad ‘Akká segna l’inizio dell’ultima fase del Suo ministero quarantennale, il periodo finale e, in verità, il momento culminante dell’esilio in cui trascorse l’intero ministero», Shoghi Effendi scrive in Dio passa nel mondo, una storia del primo secolo della Fede Baha’i. «Il periodo della carcerazione acritana portò con sé la pienezza di un lento processo di maturazione e fu un periodo durante il quale i migliori frutti di quella missione furono infine raccolti». 

Le pessime condizioni della città e il terribile trattamento ricevuto da Baha’u’llah e dai Suoi compagni al loro arrivo avrebbero dovuto indicare la loro imminente scomparsa e la fine della Causa di Baha’u’llah. Ma il modo in cui Egli descrive quella scena presenta un quadro del tutto diverso: «Al Nostro arrivo fummo salutati da vessilli di luce, sui quali la Voce dello Spirito si levò dicendo: “Ben presto tutto ciò che dimora sulla terra sarà arruolato sotto questi vessilli”». In realtà Akka in seguito vide alcuni degli sviluppi più straordinari nella storia baha’i. 

Nella Sua cella di questa prigione in Akka Baha’u’llah produsse alcuni dei Suoi scritti più importanti. Tra questi ci sono alcune lettere indirizzate personalmente a diversi re e governanti del Suo tempo: Papa Pio IX, Napoleone III, lo zar Alessandro II, la regina Vittoria e Nasiri’d-Din Shah. In Akka Egli rivelò anni dopo il Suo Libro Più Santo, il Kitab-i-Aqdas.   

Baha’u’llah visse gli ultimi anni della Sua vita nella città prigione e nei suoi dintorni. Per i baha’i il luogo dove Egli oggi riposa a Bahji, non lontano dalla città vecchia di Akka, è il più sacro luogo del mondo. 

Per ascoltare il podcast in inglese, leggere l’articolo in inglese online, o vedere le foto, si vada a news.bahai.org

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