Per avere un mondo più sicuro occorre superare l’intolleranza e i pregiudizi

ASTANA, Kazakistan, 19 ottobre 2018, (BWNS) – Le comunità di fede possono contribuire a rendere più sicuro il mondo combattendo l’intolleranza e il pregiudizio religioso.

 

Questo messaggio è stato il clou del contributo baha’i al sesto Congresso dei capi delle religioni mondiali e tradizionali, che si è svolto il 10 e l’11 ottobre nella capitale kazaka.

«L’umanità non ha mai avuto tanto bisogno di maggiore unità e collaborazione come oggi», spiega Lyazzat Yangaliyeva, rappresentante della comunità baha’i al Congresso. «È il momento giusto per un forum che si propone di promuovere l’unità delle religioni e indirizza il dialogo tra i capi religiosi verso il miglioramento del mondo».

«Il contributo baha’i a questo forum si occupa di una delle più importanti cause di divisione nel mondo d’oggi, il pregiudizio religioso».

Nella sua presentazione durante una tavola rotonda sul tema religione e globalizzazione, Joshua Lincoln, segretario generale della Baha’i International Community ha ricordato le presenti sfide dell’umanità. «Date un’occhiata alle notizie e vedrete che la natura e il futuro della globalizzazione sono incerti. In questa sola settimana, il Gruppo intergovernativo per i cambiamenti climatici e il Fondo monetario internazionale ci hanno inviato fosche previsioni sul futuro ecologico e economico del pianeta».

Se si vuole progredire bisogna superare gli ostacoli che si oppongono alla cooperazione, ha affermato. «Gli scritti baha’i ci avvertono che l’odio e il fanatismo religioso sono molto pericolosi. Non si deve mai permettere che le credenze religiose favoriscano sentimenti di animosità tra la gente».

«Due elementi essenziali per affrontare il pregiudizio religioso sono il dialogo e l’educazione morale», spiega la signora Yangaliyeva. Il contributo baha’i al Congresso era incentrato su questi due temi.

«La causa principale del pregiudizio religioso è l’ignoranza», prosegue. «Abbiamo mostrato che l’ignoranza può essere combattuta da un’educazione che generi valori morali, elimini i pregiudizi, consenta ai giovani di farsi carico dei propri diritti e delle proprie responsabilità verso la società, promuova un patriottismo che riconosca l’unità del genere umano e, infine, si concentri sul servizio alla famiglia, alla comunità e all’umanità».

Nella sua presentazione alla tavola rotonda il dottor Lincoln ha detto che il dialogo deve superare gli attuali modelli della protesta e della negoziazione. «I dibattiti e la propaganda oppositivi e i sistemi partigiani di vecchia data sono tutti fondamentalmente nocivi all’attività della ricerca della verità di una data situazione e a una saggia scelta di azioni. I partecipanti devono invece proporsi di prendere le distanze dai rispettivi punti di vista, di funzionare come membri di un corpo», ha spiegato.

La conferenza comprendeva due sessioni plenarie e diverse tavole rotonde. Inoltre, nella loro veste di leader religiosi, i partecipanti hanno firmato un impegno di 23 punti.

Della delegazione baha’i formata da quattro persone facevano parte due rappresentanti della comunità baha’i kazaka, Askhat Yangaliyev e Serik Tokbolat.

«Per la comunità baha’i del Kazakistan è stato edificante partecipare per la seconda volta a questo Congresso», ha poi detto la signora Yangaliyeva. «Abbiamo notato con piacere che tutte le comunità di fede sono state trattate con dignità e con rispetto e hanno interagito con spirito di armonia e di comunione».

Al Congresso triennale, organizzato dal governo del Kazakistan e ospitato dal presidente Nursultan Nazarbayev, hanno partecipato quest’anno 82 delegazioni provenienti da 46 paesi, rappresentanti di svariate religioni e nazionalità. Kassym-Jomart Tokayev, presidente del Senato del Kazakistan, ha presieduto all’incontro. Il prossimo Congresso si terrà nel 2021.

Per leggere l’articolo in inglese online o vedere altre foto, si vada a news.bahai.org

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