Campagne globali contro la violazione dei diritti umani in Iran

 

È stata indetta per sabato 12 giugno una giornata di mobilitazione mondiale per chiedere l’interruzione degli abusi contro i diritti umani in Iran. L’iniziativa, coordinata dal gruppo per i diritti umani United4Iran, è sostenuta da numerose organizzazioni come Amnesty International, Human Rights Watch (osservatorio per i diritti umani), l’Associazione delle donne premio Nobel, la Baha’i International Community, l’Istituto del Cairo per lo studio dei diritti umani, FIDH (Federation internationale des ligues des Droits de l’Homme) e Pen International.

«Nel sostenere questa iniziativa non-partisan, siamo fianco a fianco con semplici cittadini da ogni parte del globo, affinché si faccia attenzione alle diffuse e ripetute violazioni dei diritti umani in Iran», ha affermato Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.Le suddette illustri organizzazioni non governative stanno unendo i loro sforzi a quelli di numerosi gruppi locali, gruppi di studenti e di utenti di Internet, affinché si svolga simultaneamente tutta una serie di eventi in varie città e campus del mondo.Qualche giorno fa, il 14 maggio, il secondo anniversario dell’imprigionamento dei sette ba-ha’i nella prigione di Evin a Teheran, United4Iran ha chiesto alle persone di dimostrare il loro sostegno, riproducendo le dimensioni delle celle dove sono detenuti i baha’i e scattando una fotografia.«La risposta è stata straordinaria», riporta il sito web di United4Iran. Sono arrivati appunti, e-mail, video, vecchie fotografie dei sette dirigenti da parte di loro ex studenti e di rappresen-tanti di comunità da tutto il mondo».Come gesto di solidarietà era stato chiesto ai sostenitori dell’iniziativa di riprodurre le dimensioni delle celle in cui vivono i prigionieri baha’i e poi di occuparne fisicamente lo spazio, in modo tale da potersi rendere meglio conto delle loro sofferenze.In Liechtenstein il 14 maggio alcuni sostenitori della campagna di United4Iran hanno riprodotto le dimensioni delle celle dei sette dirigenti baha’i nella prigione Evin di Teheran.Le celle dei baha’i nella prigione di Evin non hanno letti e i detenuti sono costretti a dormire per terra sul cemento.

Ecco il video che è stato messo online, per mostrare alcune delle foto pervenute.

 

United4Iran ha anche pubblicato una vecchia fotografia di una delle baha’i detenute, Fariba Kamalabadi, assieme a una delle sue ex studentesse. La studentessa ha inviato l’immagine a United4Iran, assieme ad alcune parole di una lettera che lei ha scritto alla sua ex insegnante: «Adesso che Lei è in prigione… per fare del mondo un posto migliore… mi vengono le lacrime agli occhi. E tutto ciò che posso fare è pregare. Le cose che Lei mi ha insegnato, le porterò per sempre con me».

La signora Ala’i ha detto: «Siamo grati per tutta la solidarietà manifestata a tutti gli iraniani che stanno subendo oppressioni».

Anche altre organizzazioni hanno recentemente lanciato una campagna a sostegno della oppressa comunità baha’i dell’Iran.

L’ultimo bollettino della sezione francese dell’Organizzazione cristiana per l’abolizione della tortura (ACAT-France) ha pubblicato una richiesta di interventi a sostegno dei sette dirigenti baha’i imprigionati e degli altri dodici baha’i, che sono stati recentemente incarcerati.

Il 14 marzo Amnesty International ha espresso il desiderio che, in occasione delle celebrazioni del capodanno persiano, fossero inviati messaggi di auguri a tutti i prigionieri di coscienza in Iran.

Il caso dei sette dirigenti della comunità baha’i iraniana è stato incluso da Amnesty International fra sette da essa selezionati.

Al momento attuale, sono stati ricevuti 600 messaggi destinati ai prigionieri baha’i, sia individualmente sia collettivamente, da ogni parte del mondo, paesi come il Giappone, la Nuova Zelanda, i Paesi Bassi, gli Stati Uniti.

I sette dirigenti baha’i in prigione da due anni sono fra i 36 baha’i attualmente in carcere a causa della loro religione.

Per leggere l’intero articolo e vedere le fotografie:

http://news.bahai.org/story/773

Un pensiero su “Campagne globali contro la violazione dei diritti umani in Iran

  1. webmaster Autore articolo

    Come webmaster, è mio preciso dovere riportare tutte le notizie che riguardano la Fede bahai, a maggior ragione se riguardano le persecuzioni contro gli stessi bahai, con l’Iran in testa e l’Egitto (sia pur meno ferocemente) a seguire. Penso sia anche mio dovere fare però dei collegamenti temporali che, il più delle volte, sfuggono.
    E’ notizia di questi giorni: http://www.bahaibigarello.it/weblog/?p=596 che l’ONU abbia ammesso l’Iran nella commissione per la parità delle donne.
    Ricordo che all’ONU, non vai neppure in bagno senza il permesso degli USA, il cui governo mi ha lasciato ampiamente perplesso negli ultimi due anni, avendo mandato gli auguri di Naw Ruz (Nuovo Anno: il 21 marzo) agli aiatollàh e non ai bahai, quando i governi precedenti li mandavano solo ai bahai.
    Sia lungi da me l’idea di fare qualsiasi commento al riguardo: mi limito a riportare fatti di cronaca che mi lasciano, personalmente, quanto mai pessimista sull’evolversi degli avvenimenti.
    Caramente il webmaster (Claudio Malvezzi)

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