La vita oltre la vita

“…pa’, devo tenere un circolo di studio sulla vita dopo la morte, che… ce l’hai una dritta?” E’ mio figlio che mi onora, cosa non rara, di una sua domanda su un argomento non sempre facile da spiegare, sulla vita spirituale in genere…

Ma gli argomenti spirituali, sono così difficili da comprendere? Io credo di no. Dio deve essere comprensibile da tutti indistantamente e, se la cultura e l’intelligenza aiutano, l’ignoranza e l’ottusità non debbono essere ostacoli insormontabili. Se così non fosse, Dio sarebbe “razzista” e quindi non credibile. Siamo tutti Suoi figli, indipendentemente da ciò che siamo e questo, forse noi possiamo dimenticarlo, ma Lui: NO!

Personalmente applico un mio metodo, che si è rivelato molto efficace negli anni: “Quando non ci capisco niente, vuol dire che la mia mente ha fatto l’argomento troppo complicato. Riazzero il tutto e riparto cercando di seguire una via più semplice e meno incline all’arzigogolare (gli esperti la chiamano psicologia, altre volte filosofia: fate voi) della mente”. Quando mio figlio mi dice: “pa’, ma questa è la scoperta dell’acqua calda”, vuol dire che c’ho azzeccato alla grande!

Dio ha creato un intero universo per farSi comprendere da Noi, è ovvio quindi che ogni risposta, ce l’abbiamo sempre sotto gli occhi. Da una preghiera di Bahà’u’llàh: Dio è il più palese di quanti sono palesi (vedi ad es.: l’esistenza dell’universo) ed il più celato di quanti sono celati (vedi: dalla nostra mente).

Torniamo al “lapalissiano” per dare una risposta, molto personale, alla domanda: “c’è vita oltre la vita?”. Se la risposta è SI, vuol dire che crediamo nell’eternità. Se la risposta fosse NO: cambiate canale (c’è sempre qualcosa d’interessante da qualche parte del mondo).

L’unica cosa certa è che questa, come l’esistenza di Dio, è una delle risposte più intime e personali, che un essere umano possa dare a sè stesso nell’arco della sua esistenza. Non ho certo competenze ed autorità per imporre una qualsivoglia scelta, soprattutto se è di tale importanza.

Io credo che l’anima sia eterna: è un fatto attestato da tutte le Manifestazioni di Dio ed accettato da tutte le religioni che, dai Loro Insegnamenti, sono poi nate.

Se l’anima è eterna non ha sicuramente una fine ma… non ha avuto neppure un’ origine. Lapalissiano: noi esistiamo da sempre, perchè non si conosce un’eternità che abbia avuto un’origine ma non una fine. Su questo, sono d’accordo tutte le Manifestazioni di Dio indistintamente.

Se le cose stanno così, la nostra vita terrena, altro non è che un passaggio evolutivo della nostra vita spirituale… qualcosa che è quasi insignificante in termini di tempo (paragonate poche decine d’anni di una vita terrena con l’eternità e poi mi saprete dire) al punto che Bahà’u’llàh ha definito la stessa: “meno di un battito di ciglia”. 

Può però essere molto importante in termini di contenuti. Vediamo il perchè. Una vita prettamente spirituale non ha limiti di spazio, di tempo ecc. ecc. (o non sarebbe più spirituale) ma certo, non ha molte possibilità di scelta. Un’anima che sia soltanto tale, NON può negare Dio, sarebbe come un corpo cui si neghi l’aria: morirebbe automaticamente. La vita materiale, al contrario, può avere maggiori possibilità di scelta, compresa quella di negare Dio, poichè riconoscere la Sua esistenza non è (per il principio del libero arbitrio che ci è dato) assolutamente essenziale (come l’aria, ad es.) per la vita del corpo.

La vita materiale altro non è, che un rimescolar di carte per la durata di un battito di ciglia, rispetto alle regole che abbiamo rispettato e rispetteremo per l’eternità. E’ un bell’esamino per capire che voto prendere ma… nulla di più.

Caramente   Claudio Malvezzi

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