Centenario dell’inizio del viaggio di ‘Abdu’l-Bahá in occidente

Ai bahá’í del mondo

Amici amatissimi,

Cent’anni fa la partenza di ‘Abdu’l-Bahá da Haifa per Porto Said ha aperto un nuovo glorioso capitolo degli annali della Fede. Per tre anni non sarebbe ritornato in Terra Santa. Parlando di quello storico momento, il Custode avrebbe poi scritto: «L’introduzione della Fede di Bahá’u’lláh nell’emisfero occidentale, la più straordinaria impresa che resterà per sempre associata al ministero di ‘Abdu’l-Bahá . . . aveva messo in moto forze così potenti e aveva dato risultati di così vasta portata, da giustificare la personale attiva partecipazione del Centro del Patto…». Con l’inizio dei viaggi di ‘Abdu’l-Bahá in Occidente, la Causa di Bahá’u’lláh, assediata per oltre mezzo secolo da eserciti di inimicizia e oppressione, spezzò le catene. Per la prima volta dal suo inizio, il Capo riconosciuto della Fede godeva della libertà di azione per perseguire senza ostacoli la Sua missione divinamente prescritta.

            Secondo le misure terrene, ‘Abdu’l-Bahá non sarebbe sembrato pronto a svolgere il compito che Lo attendeva. Aveva 66 anni, esule sin dall’infanzia, privo di istruzione scolastica formale, prigioniero per quarant’anni, la salute cagionevole, ignaro dei costumi e delle lingue occidentali. Eppure Si levò a difendere la Causa di Dio, senza pensare alle comodità, imperterrito davanti ai rischi del viaggio, confidando solo nell’assistenza divina. Interagì con diverse persone in nove paesi di tre continenti. Le dimensioni e l’entità dei Suoi infaticabili sforzi furono tali da «fare ammutolire d’ammirazione e meraviglia i Suoi seguaci in Oriente e in Occidente» e da «esercitare un’influenza imperitura» sul futuro della Fede.

            Nei prossimi anni, i bahá’í di tutto il mondo ricorderanno con gioia i molti episodi associati allo storico viaggio di ‘Abdu’l-Bahá. Ma questo anniversario è più che un tempo di commemorazioni. Le parole pronunciate da ‘Abdu’l-Bahá durante i Suoi viaggi e gli atti che compì con tale consumata saggezza e con tanto amore offrono abbondante ispirazione e molte intuizioni alle quali tutti i credenti possono oggi attingere, tanto nei loro sforzi per accogliere le anime ricettive, per creare capacità di servizio, per costruire comunità locali, per rafforzare le istituzioni, quanto per utilizzare le opportunità che si presentano e impegnarsi nell’azione sociale e contribuire al pubblico discorso. Dobbiamo perciò riflettere non solo su quello che il Maestro ha ottenuto e messo in moto, ma anche sul lavoro che resta da fare e che Egli ci ha chiamati a svolgere. Nelle Tavole del Piano divino, Egli espresse il Suo intimo anelito:

            Oh! potessi io viaggiare in quelle regioni, fosse anche a piedi e nella più completa povertà, ed esclamando «Yá Bahá’u’l-Abhá» in città, villaggi, montagne, deserti e oceani, promuovere gli insegnamenti divini! Ma, ahimè, non posso farlo. Quanto me ne rammarico! Piaccia a Dio che lo facciate voi.

            È trascorso quasi un secolo da quando queste parole sono state scritte. Vari stadi del Piano divino sono stati felicemente portati a termine. La Fede si è insediata in tutti gli angoli del mondo. Siamo presenti nei paesi che ‘Abdu’l-Bahá bramava visitare. Persone, comunità e istituzioni hanno ora la capacità necessaria per un’azione sistematica, sostenuta e coerente. In questo prezioso periodo di ricordi, dunque, tutti i Suoi fedeli amanti si levino e agiscano in Suo Nome. Offrano la loro, sia pur umile, parte, al progresso del Piano che Lui ha concepito, preziosissimo e imperituro retaggio.

                                               [firmato: La Casa Universale di Giustizia]

Un pensiero su “Centenario dell’inizio del viaggio di ‘Abdu’l-Bahá in occidente

  1. webmaster Autore articolo

    Permettetemi due aneddoti per “chiarire” Chi fosse ‘Abdu’l-Bahá, a chi non è bahai.
    1) Gli amici volevano che Egli s’imbarcasse sul prestigioso Titanic, ma Lui preferì il “Celtic”, col quale andò e tornò dagli Usa. Sappiamo tutti che fine abbia fatto il Titanic…
    2) Mentre teneva una conferenza a Londra, un operaio si stizzì perchè un tizio parlava sempre dopo ‘Abdu’l-Bahá. Fu giocoforza spiegare a questo operaio, che ‘Abdu’l-Bahá parlava in persiano (lingua a lui sconosciuta), mentre il “disturbatore”, altri non era che il traduttore in lingua inglese.

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