Il Bab e Bahá’u’lláh

Come… il Bab (la Porta), Precursore di Bahá’u’lláh, era anch’Egli una Manifestazione di Dio?

E’ il Visi che me lo sta chiedendo. Quel ragazzo ha due grandi pregi: una gran bella ragazza ed una notevole intelligenza. E’ sempre lui che fa le domande più toste. Se a questo aggiungiamo che non si accontenta mai di risposte scontate, completiamo il quadro. Ed io adoro il rispondergli.

Ogni Manifestazione di Dio ha avuto un Precursore che “preparasse la via”, è scontato: basti S. Giovanni Battista per Cristo a ricordarLi tutti. Ma perchè proprio una Manifestazione di Dio, creante una Sua religione indipendente (la Babì) per quanto limitata nel tempo, primo ed unico esempio nella storia dell’umanità? 

Il Bab chiude il ciclo adamico (da Adamo: prima Manifestazione di Dio in epoca storica) mentre Bahá’u’lláh apre quello bahà’ì, che durerà 500.000 anni (quanto la vita dell’uomo su questo pianeta). E’ uno “snodo” fra due ere dell’umanità. E’ accettabile che possa essere una Manifestazione di Dio, a maggior ragione se Bahá’u’lláh è così importante.

Fin qui le spiegazioni ovvie, quelle universalmente accettate nella Fede bahà’ì. Potrebbero esservene altre? Direi proprio di sì, a patto che si accettino come opinioni personali dello scrivente.

La domanda è semplice: quanto vale una religione? La risposta è altrettanto semplice: vale tanto quanto essa è seguita. Tutti, in teoria, potrebbero affermare di essere Manifestazioni di Dio ma, se poi non lo sono, ciò che “insegnano”, si perde drammaticamente per via. Questo consegue due condizioni, presupponendo di parlare di Manifestazioni VERE:

1) i loro insegnamenti devono essere “comprensibili”. Per realizzare ciò devono essere più adeguati alle “capacità” dello studente che non al valore “intrinseco” dell’ Insegnante. E’ da qua che consegue la “relatività” delle religioni ed alla necessità della loro “progressività” nel tempo (varie Manifestazioni che si susseguono nel tempo, adeguando i loro insegnamenti alle condizioni storiche in cui si manifestano).

2) esiste un indubbio “dualismo” fra Insegnante ed “allievo” o, se preferite, fra Manifestazione di Dio e Suoi seguaci. Diamo per automatico e scontato l’amore della Manifestazione di Dio verso i Suoi seguaci che Lo amano a loro volta, altrimenti nessuna religione esisterebbe, ma… se fosse anche “necessaria” l’amore dei seguaci verso la Manifestazione, all’esistenza della Manifestazione di Dio stessa? Potrebbe essere che esista un dualismo fra l’amore che una Manifestazione dà e quello che Essa chiede?

Credo che la domanda sia legittima. La risposta è personale. Io posso solo citare esempi storici, in cui Bahá’u’lláh  “è riconoscente” verso: i Martiri che hanno versato i loro sangue come testimonianza del loro amore, la moglie Navvab elevandola a “Sua compagna in tutti i mondi di Dio” (compreso quello delle Manifestazioni, evidentemente) ed il figlio ‘Abdu’l-Bahà, senza il quale la fede bahà’ì non sarebbe mai potuta esistere.

E’ qua che mi frulla in testa un’ultima domanda: “e se Bahá’u’lláh avesse avuto bisogno dell’amore di una Manifestazione di Dio (il Bab) per manifetarsi?” A voi la risposta. Quello che è certo e storicamente accertato, è che il Bab amava (ricambiato) profondamente il Suo discepolo Bahá’u’lláh, prima ancora che quest’Ultimo conoscesse la Sua missione e pur non essendosi mai fisicamente incontrati fra Loro.

Caramente    Claudio Malvezzi 

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