Saim Khorsandi si è involato nel regno di Abhá

Diamo il nostro benvenuto nel Regno di Abhá al piccolo Saim Khorsandi

Saim è un dolcissimo bambino cui un angioletto (portatore di luce), un giorno disse: vuoi diventare come me? Prima… fammi crescere un po’… Certo è che il cammino è stato lungo e doloroso, sia per sè e che per quanti lo amano. Vogliamo ricordarlo così, ora che anche lui è un angioletto del paradiso, sulle note originali della ninna nanna di Brahms, che invita il bimbo a giocare, nel sogno, fra i fiori…

Mi pregio di aggiungere una testimonianza diretta di chi l’ha conosciuto di persona, non correggendo volutamente la precedente definizione di “bimbo”, un’anima così candida come si potrebbe altrimenti definire?

Carissimi,molti amici stanno pregando per Saim anche se molti e di loro non lo hanno conosciuto e mi chiedono di parlare di lui. Saim era un giovanissimo che tra pochi giorni avrebbe compiuto 14 anni. Era un ragazzo pieno di allegria,aveva sempre la battuta pronta,nel gruppo giovanissimi che frequentava a Bussolengo si distingueva per i suoi interventi e sopratutto per il suo senso dello humor. Era proprio un giovane carismatico la classica anima della quale se non c’era ne sentivi la sua mancanza. Aveva un grande entusiasmo ed amore per la Fede. Poco meno di un anno fa era stato ad Haifa per il suo primo pellegrinaggio ed appena ritornato aveva pensato di svolgere un anno di servizio in terra santa.Quest’estate, non appena cominciato le sue cure, l’unica cosa di cui si rammaricava era quella di non poter andare alla scuola dei bambini ad Acuto essendo per lui l’ultimo anno di partecipazione in quanto l’anno dopo sarebbe andato ai campeggi giovanissimi. Aveva una voglia di vivere che non si placava neanche con la sua malattia. Ricordo che quando l’ho visto ai primi di gennaio che non poteva camminare mi disse che non vedeva l’ora di iniziare la riabilitazione per poter tornare a camminare. Un mese dopo,quando ormai anche i medici avevano tolto tutte le speranze ed avevano terminato qualsiasi cura mandandolo a casa parlavo con lui dei suoi studi futuri e mi diceva che voleva fare il liceo scientifico appena sarebbe tornato a scuola. Tutto questo era sempre supportato dalla grande forza e positività con cui i suoi due genitori con gli altri familiari cercavano di infondere in lui senza mai lasciare trasparire tristezza e preoccupazioni. Un anima speciale,quelle anime che stupiscono quando parlano sempre con il sorriso sulle labbra.

Vittorino

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