Dichiarazioni sul ripristino della condanna a vent’anni di reclusione dei sette ex dirigenti baha’i in Iran rilasciate da due eminenti funzionari dell’Unione Europea

Strasburgo
Lunedì 4 aprile 2011

Il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, ha fatto la seguente dichiarazione sulla detenzione eccessiva e ingiustificata dei dirigenti religiosi baha’i da parte delle autorità iraniane:

«Voglio esprimere la mia grave preoccupazione per i sette dirigenti baha’i imprigionati in Iran. Secondo le recenti notizie la sentenza originaria a vent’anni di carcere è stata ripristinata malgrado una revisione che riduceva il verdetto originario a dieci anni.

Faccio appello alle autorità iraniane affinché mettano fine all’ingiustificata detenzione di questi dirigenti religiosi, facciano chiarezza e forniscano spiegazioni legali in modo trasparente sul loro caso. La libertà di religione e credenza è uno dei più fondamentali diritti umani.

In molte occasioni il Parlamento Europeo ha condannato le ripetute, ingravescenti violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime iraniano. Ho già parlato del discutibile verdetto iraniano contro i dirigenti baha’i nell’agosto 2010

Per accedere al testo inglese on-line si vada a http://www.europarl.europa.eu/president/view/en/press/press_release/2011/2011-April/press_release-2011-April-3.html
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UNIONE EUROPEA
Bruxelles, 1 aprile 2011 A 133/11
Dichiarazione dell’Alto Rappresentante Catherine Ashton
sulle sentenze dei sette ex dirigenti baha’i in Iran

Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione europea, ha fatto oggi la seguente dichiarazione:

«Sono turbata dalle recenti informazioni che le sentenze originarie a vent’anni di carcere contro i sette ex dirigenti baha’i potrebbero essere state ripristinate. Questa notizia arriva sei mesi dopo la corte d’appello iraniana aveva deciso di ridurre le sentenze a dieci anni. Faccio appello alle autorità iraniane perché chiariscano la situazione legale delle sette persone interessate. Le autorità devono permettere a loro e ai loro legali di accedere a tutti i documenti rilevanti che riguardano il loro caro.

In linea con le sue precedenti Dichiarazioni del 12 gennaio e del 12 agosto 2010 sul processo e sul verdetto dei sette ex dirigenti baha’i, l’Unione Europea ricorda che la libertà di pensiero, di coscienza e di religione è un diritto fondamentale che deve essere garantito in tutte le circostanze secondo l’articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici che la Repubblica Islamica dell’Iran ha sottoscritto.

Pertanto chiedo alle autorità iraniane di rilasciare immediatamente i sette dirigenti baha’i, la cui condanna sembra motivata dalla loro appartenenza a una fede minoritaria e di porre fine alle persecuzioni delle minoranze religiose in Iran».

Per accedere al testo inglese on-line si vada a http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/EN/foraff/121248.pdf

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