L’energia, i bahai ed Antonino Zichichi

Sono molti i bahai impegnati (con estrema passione, direi) nello studio e ricerca sulle cosidette “energie alternative”. A loro vada il dovuto rispetto e la mia stima personale: chi ama ciò che fa, merita sempre l’altrui incondizionato rispetto.

Oggi, su “Il Giornale”, è apparso un interessantissimo articolo del Prof. Antonino Zichichi, Ordinario di Fisica Nucleare all’Università di Bologna, scienziato di fama internazionale, da me molto amato perchè, fervente cattolico, usa il rigore scientifico per cercare (e trovare) Dio, smentendo l’idea generalizzata, che la scienza serva agli scienziati, per negarLo.

L’articolo è particolarmente interessante perchè riporta dati statistici dell’IEA (International Energy Agency), che dimostrano che la povertà materiale è strettamente legata alla “fame d’energia”. Il problema energetico è quindi, prima di tutto SOCIALE e, solo in un secondo tempo, tecnico… economico e quant’altro.

Mi pregio di riproporvelo integralmente da una pegina de “Il Giornale”, sperando di non incorrere in problemi di diritti d’autore, visto che lo stesso articolo, è salvabile direttamente dal sito stesso.

Non mi resta che ringraziare quindi il Prof. Zichichi, augurandogli proficuo lavoro nell’interesse dell’umanità.

La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni) vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative – sole e vento – sono fuori mercato: cose per ricchi e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo. Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della fisica nucleare – ha concluso – che possono garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti – come testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio – stiamo entrando nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago – il 2 dicembre 1942 – la prima candela nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello d’indipendenza energetica.
Il nostro Paese deve uscire dallo stato di schiavitù energetica in cui è piombato. Nonostante lo smantellamento delle eccellenti strutture nucleari che eravamo riusciti a realizzare, non è vero che ci vogliono decenni per dotare l’Italia di potenti centrali nucleari. Basti ricordare che la realizzazione della prima pila nucleare sopra citata venne dopo appena quattro anni di lavori, partendo dal nulla e cioè dal non sapere nemmeno come si potesse accendere quel fuoco.
Questo fuoco demonizzato per oltre mezzo secolo è segno di grande civiltà in quanto permette di produrre la stessa quantità d’energia risparmiando un milione di volte nella distruzione del materiale combustibile. Invece di un milione di chili ne basta un chilo da distruggere per ottenere la stessa quantità d’energia.
Puntare sulla realizzazione, in tempi brevi, di centrali nucleari vuol dire mettersi al sicuro uscendo dallo stato di schiavitù energetica in cui ci troviamo. C’è quindi bisogno di una forte volontà politica affinché alle numerose emergenze già affrontate si aggiunga quella della conquista della libertà energetica. Quanto detto ieri dal ministro Scajola sulle decisioni del Governo Berlusconi induce all’ottimismo.

Prof. Antonino Zichichi


5 pensieri su “L’energia, i bahai ed Antonino Zichichi

  1. webmaster Autore articolo

    Non è vero che il nucleare, nel MONDO OCCIDENTALE, sia pericoloso. Lo so per esperienza personale, avendo partecipato alla progettazione del SUPERPHOENIX di Creys-Malville (Francia), nei lontani anni 80. Posso garantirti che, se fosse applicato nelle nostre case anche solo l’1% della sicurezza richiesta nelle NOSTRE (e NON dei paesi dell’EST EUROPEO) centrali, non potremmo toccare neppure un’interruttore. Eppure, sono cose che facciamo regolarmente…
    A mio modo di vedere, si è partiti dall’ovvia ignoranza della gente comune sull’argomento, per fare un gioco politico (terrorizzando la gente a iosa: è sempre facile riuscirci quando non conosci una nuova tecnologia), le considerazioni sul quale, ci porterebbe molto lontano e fuori tema. L’eolico ed il fotovoltaico, possono avere certo un futuro, a patto che non vengano mai applicati alle nostre industrie e ferrovie, che richiedono energia anche di notte o con calma di vento. In ogni caso, conti alla mano, queste “energie alternative”, hanno costi d’impianto decisamente superiori (a parità di potenza reale fornita) al nucleare. Non credo che noi italiani possiamo permettercelo.
    Caramente Claudio Malvezzi

  2. Non temere gli impianti fotovoltaici o eolici

    L’articolo è interessante ma la soluzione, secondo me, è un mix di nucleare, necessario ma pericoloso e solare ed eolico, che non rappresentano pericolo per l’ambiente. Io sogno spesso il giorno in cui la fusione nucleare diventerà realtà. Allora potremo veramente avere il nucleare pulito. Se forse investissimo di piu in ricerca..
    Comunque bel blog.

  3. webmaster Autore articolo

    Gigi mi scriveva quanto segue:
    Oramai bisogna puntare sul solare e sull’eolico, nonostante le difficoltà nell’applicazione e nel funzionamento degli impianti. Il nucleare se lo si può evitare penso sia meglio.
    Purtroppo il commento era finito su un post sbagliato e c’è stata un po’ di confusione. Mi scuso col Gigi

    Ciao Gigi.
    La domanda è questa: quale tenore di vita vogliamo permetterci? Se la risposta è: torniamo tutti a fare i pastori e ci accontentiamo del “lumino” davanti alla madonnina, hai ragione da vendere. Se invece vogliamo mantenere il livello di vita attuale (anzi: mi sa tanto che si vada verso un incremento piuttosto che un decremento) le “energie alternative” (fatti i conti sugli impianti che dovremmo installare per garantirci costantemente l’energia necessaria) sono talmente care da essere paragonabili al seguente dictat: “l’unica auto possibile è la Bugatti Weyron” (costo: 1 milione di euro) e, chi non se la può permettere, vada a piedi.
    Contento tu… ma a me, non sta bene.
    Caramente Claudio Malvezzi

  4. Gigi Autore articolo

    Commento:
    Scusatemi, anch’io so qualcosa sul nucleare (meno di quanto ne sa il webmaster sicuramente) e ho letto che la sicurezza al 100% non esiste (come per tutte le cose). Vorrei porre una domanda: come mai nessuno assicura una centrale nucleare? Se fossero così sicure converrebbe ad una assicurazione di farsi pagare. Invece non succede. E poi è vero che in realtà la sicurezza è data da una soglia minima di emissioni di radiazioni, in breve se non si supera una certa quantità considerata sana, non si inquina l’ambiente cirscostante.
    Un’ultima domanda: le centrali usano come carburante l’uranio (noi in italia non ne abbiamo da sfruttare). E se il suo costo dovesse aumentare in modo drastico? Saremmo li come sempre a dipendere dall’estero…
    Il sole non costa nulla e il vento pure. Grazie per lo spazio concessomi.

  5. webmaster Autore articolo

    Carissimo, nessuno assicura verso terzi un qualsivoglia impianto industriale, centrali eoliche comprese, perchè mai si dovrebbe fare per il nucleare? La soglia di radiazioni? Se abitassi vicino ad una centrale nucleare prenderesti, in UN ANNO, le radiazioni che prenderesti in un quarto d’ora di sole a Pantelleria o mezz’ora a Rimini (fai tu). Una comunissima TAC, consiste in almeno 100 radiografie eppure la gente se le fa come se nulla fosse. Per equilibrarne una molto piccola, dovresti farti cent’anni vicino ad una centrale termonucleare: a rifai tu!
    Nel 1986 si parlò della radiazione GLOBALE vicino alla centrale di Caorso. I 50 millirem registrati (radiazione naturale+quelli dovuti alla centrale) vennero pubblicizzati come MORTALI. La radiazione media del comune di Roma è di 150 millirem (tre volte tanto). Come mai i Verdi (di tutti i tipi), che tanto sbraitavano contro le centrali termonucleari, in parlamento (che è a Roma) c’andavano (grazie a Dio, non ci sono più) lo stesso, come se nulla fosse?
    T’invito a visitare questo sito: [CUT: il sito non esiste più, poiché la SCAC è stata acquisita da un’altra ditta]
    Il sito è mio: so cosa costa UNA SOLA di queste torri eoliche. Supera di qualche decina di milioni i cento milioni, di euro, naturalmente. Scusa se non sono più preciso (la cifra esatta è riservata e la conosco in via assolutamente confidenziale). Aggiungi i costi di manutenzione e l’aspettativa di durata media (non oltre i 25 anni). Fai la somma di questi costi e dividi il tutto per il numero di KW/H che REALMENTE (e non teoricamente) avrà prodotto e scoprirai che il costo per KW/H è…: a ri-ri-fai tu. Noi italiani non siamo così ricchi: magari lo fossimo!
    Per le centrali termonucleari si può usare il plutonio, previa lavorazione (si mescola con uranio impoverito di scarto) naturalmente, per ridurne “la potenza”. Abbiamo plutonio gratis per qualche migliaio di anni: sono residuati bellici dello smantellamento degli arsenali nucleari. C’è già e nessuno (tranne i terroristi) sa cosa farsene: te lo tirano nella schiena se lo usi a scopi pacifici.

    Per tutto il resto: vedi sopra.

    Caramente Claudio Malvezzi

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