Il terzo anniversario dell’incarcerazione dei dirigenti bahai in Iran

NEW YORK, 10 maggio 2011 (BWNS) – Mentre i sette dirigenti baha’i in Iran completano il loro terzo anno di prigionia, la Baha’i International Community conferma che le due signore sono state trasferite in un’altra prigione.

I sette erano membri di un gruppo ad hoc di livello nazionale che contribuiva a provvedere alle necessità dei 300.000 baha’i in Iran.

Questo sabato, 14 maggio, sei di loro – Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Behrouz Tavakkoli e Vahid Tizfahm – incominceranno il loro quarto anno dietro le sbarre. Il settimo membro del gruppo – Mahvash Sabet – è stata arrestata, il 5 marzo 2008, tre mesi prima dei suoi ex colleghi.

Dopo essere stati illegalmente trattenuti per 30 mesi nella prigione Evin di Teheran, i sette sono stati processati in base ad accuse inventate e sono stati condannati nell’agosto 2010 a 20 anni di carcere. Da allora sono sempre stati detenuti nella prigione di Gohardasht.

«Sappiamo che lunedì 3 maggio la signora Kamalabadi e la signora Sabet sono state trasferite nella prigione di Qarchak, a circa 45 chilometri da Teheran», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le United Nations.

«Sappiamo ora che le due signore sono state sistemate assieme a circa altre 400 detenute in una stanza tipo magazzino con pochissime comodità», ha detto la signora Dugal.

«Non è chiaro se si tratta di una sistemazione a lungo termine. Comunque anche un breve periodo di tempo in qualsiasi prigione è troppo per queste persone innocenti».

I cinque uomini sono ancora tenuti sotto stretta sorveglianza in un’ala della prigione di Gohardasht, riservata ai prigionieri politici.

Eventi per l’anniversario

Il terzo anniversario dell’arresto dei sette sarà ricordato in tutto il mondo.

Negli Stati Uniti giovedì 12 maggio il senatore Mark Kirk, che ha recentemente presentato al Parlamento e al Senato risoluzioni bipartitiche che richiamano l’attenzione sulle difficoltà dei baha’i in Iran aprirà uno speciale ricevimento a Washington D.C.

In Olanda, membri delle comunità religiose e delle reti interreligiosi sono stati invitati a recitare preghiere per la libertà di religione e di credenza in Iran, venerdì e sabato nei luoghi di culto del paese.

In India è previsto uno speciale «Concerto di solidarietà» per ricordare tutte le vittime di violazioni dei diritti umani. Il concerto avrà luogo mercoledì 18 maggio nell’auditorium del Tempio baha’i a Nuova Delhi.

Proteste in tutto il mondo

L’incarcerazione dei dirigenti baha’i ha suscitato molte proteste da parte dei governi in tutte le parti del mondo. Anche l’Unione Europea e il Presidente del Parlamento europeo si sono uniti alle condanne, assieme a numerose organizzazioni per i diritti umani e ad altri gruppi, a capi religiosi e a moltissime persone.

Il mese scorso, il Primo Ministro del Regno Unito, David Cameron, ha espresso nuovamente la sua preoccupazione sulle «difficoltà dei sette dirigenti baha’i e i continui attacchi contro la Fede baha’i in Iran.

«La vostra dignità e la vostra pazienza di fronte a una discriminazione così dura e a tante intimidazioni per il semplice fatto che volete essere ligi alla vostra Fede è ammirevole», ha scritto il signor Cameron in una lettera all’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i del Regno Unito.

Il signor Cameron ha espresso la sua speranza che la recente nomina di un Relatore speciale dell’ONU per controllare che l’Iran si attenga agli standard internazionali dei diritti umani e l’imposizione di sanzioni da parte dell’Unione Europea possano «far capire all’Iran la forza della preoccupazione internazionale per il loro atteggiamento nei confronti dei diritti umani e dimostrare che se continueranno nelle loro violazioni, la cosa non passerà inosservata».

Per leggere l’articolo in inglese online e vedere una speciale raccolta di foto, si vada a:
http://news.bahai.org/story/821

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