MUSICA: il cibo dell’anima


Solo musica classica, ovvero musica di tutti i tempi per tutti i tempi

“Presso certi popoli orientali, la musica e l’armonia non erano approvate, ma in quest’epoca gloriosa la Luce Palesata, Bahá’u’lláh, ha rivelato in Tavole Sante che il canto e la musica sono cibo spirituale per il cuore e per l’anima. In questa Dispensazione, la musica è una delle arti più stimate ed è considerata fonte di ristoro per cuori tristi e sconsolati.”
(“Bahá’í World Faith: Selected Writings of Bahá’u’lláh and ‘Abdu’l-Bahá”, rev. ed. Wilmette, Bahá’í Publishing Trust, 1976, p. 378)
“In breve: le melodie, sebbene siano materiali, sono connesse con lo spirituale, perciò producono un grande effetto. Un tipo di melodia fa felice lo spirito, un altro lo rende triste, un altro ancora lo sprona ad agire”.
(Parole di ‘Abdu’l-Bahá alla Signora Mary L. Lucas, citate in “A Brief Account of My Visit to Acca” Chicago: Bahá’í Publishing Society, 1905, pp. 11-14)
Si veda anche Musica (compilazione della Casa Universale di Giustizia) scaricabile gratuitamente: http://ebooksbahai.it/?p=498

Auld Lang Syne di Sissel Kyrkjebo

E’ il più bel saluto che io conosca

 

Quintetto per archi di Franz Schubert in Do maggiore

E’ semplicemente splendido!

 

Pentatonix: Hallelujah

C’è chi ha detto che la voce umana è lo strumento più perfetto che esista. Questi cinque ragazzi, danno una dimostrazione pratica a questa affermazione: non hanno alcun accompagnamento strumentale!

 

Bonnie Tyler – Total Eclipse of the Heart

Questa clip, visualizzata oltre cento milioni di volte su YouTube, era ballata anni fa, dal workshop mantovano (i giovani della comunità). Ormai musica classica a tutti gli effetti, dedico a loro ed al loro impegno, questo ricordo, precisando che i costumi e la coreografia, non erano quelli visualizzati qua.

 

La musica nella storia della solidarietà umana:
Colonna sonora dal film “Estate 1945-Suskind”, violino: Janine Jansen

Il film – basato su una storia vera diretta da Rudolf van den Berg, riguarda la resistenza dell’eroe ebreo Walter Süskind. In qualità di direttore del teatro olandese di Amsterdam, è riuscito a impedire che centinaia di bambini ebrei fossero messi sul trasporto ai campi di concentramento.

Concerto per violino e orchestra N°1 in G-minor di Max Bruch

Virtuosismo e armonia si fondono perfettamente in questa impareggiabile esecuzione di Janine Jansen. Queste due condizioni è quasi impossibile trovarle coniugate ma, Janine, al solito, ci riesce perfettamente. Credo sia il modo migliore per festeggiare i nostri due “Natali gemelli”

 

Tre generazioni di donne, si esibiscono pubblicamente

Noterete che la bambina Noa, fa il primo violino e Janine il secondo: è l’esempio perfetto dell’insegnamento… passare alle generazioni future il proprio sapere, ma sempre con umiltà.

Dedicato a Tahirih, principessa, poetessa e martire (Teheran, agosto 1852 A. D.)  Babi, che inventò “L’Emancipazione Femminile”. Senza di Lei, tutto questo non sarebbe possibile. E’ un omaggio alla gloria di questa GRANDE DONNA DELL’UMANITA’! (La altre tre sono: Eva, Maria Maddalena e Fatmih – da un’affermazione di ‘Abdu’l-Baha)

 

Minuit Chrétièn di Adam

Non possiamo dimenticare la musica sacra. Questa è la composizione, nell’esecuzione (virtuosistica ed armoniosa nello stesso tempo: è sempre difficile che lo siano entrambe), che preferisco, con Juan Diego Florez (tenore), Elina Garanca (mezzo-soprano) e diretta dal maestro Chichon (marito di Elina). Per chi volesse sorprendersi: legga la biografia di Adam. Scoprirà il più istintivo dei compositori… quasi autodidatta nei suoi studi musicali, ma compose opere come “Giselle”…

 

 

 

Anna Likhacheva e la sua chitarra classica

E’ incredibile cosa possa diventare una chitarra classica in mano ad un esecutore eccelso. Nella prima parte avrete notato sicuramente variazioni da “La Traviata” di Giuseppe Verdi. Ogni giorno scopro nuove chitarriste sempre più brave e…. belle! La cosa strana è che questo strumento richiede una rinuncia estetica non indifferente per una donna: unghie lunghe nella mano destra (da usare come plettro) e cortissime nella sinistra, per poter correre facilmente sulla tastiera.

 

Un pezzo della nostra storia: i Pink Floyd

Quando, 43 anni fa, sentii parlare per la prima volta della Fede Baha’i, c’erano due rumori: Patrizio che faceva il bagno nella tinozza ed un disco dei Pink Floyd, che suonava sul mini-stereo di casa. Qua, invecchiati con me e come me, sono in un tour del 2008. Furono leggendari in tutti i sensi, anche nella loro amplificazione, superabile solo dal rumore di un Concorde in decollo. Sono ancora amati, come quando erano giovani…

On The Turning Away

A mio avviso, è la loro canzone più bella.

 

Antonin Dvorak in piano quintet N°2

I più raffinati avranno riconosciuto più di un “pezzo da novanta” fra questi splendidi solisti: “c’est la vie”! Quello che non si comprende è perché di questo splendido compositore, si conosca soltanto la sinfonia N° 9 (dal Nuovo Mondo) e, ancor più, come possa essere morto in miseria nella sua natia Praga, sia pure dopo aver voltato le spalle a quegli USA che tanto l’avevano onorato… che sia ancora “la vie”?

 

Il divino Brahms eseguito da un angelo: Janine Jansen

Questo concerto è IMPERDIBILE!

 

Parto da “La clemenza di Tito” di W. A. Mozart interpretato da Elina Garanca

Non amo Mozart, non foss’altro perché è ripetitivo ma Elina Garanca, riesce a farmelo godere. Vi propongo questa splendida interpretazione.

Sul Bel Danubio Blu di Johann Strauss figlio

Tutti amano le musiche della famiglia Strauss, perché musica sempre bellissima. Pochi conoscono l’origine del “sempre bellissima”. Joseph (il fratello minore di Johann) era custode dei manoscritti dell’intera famiglia. In preda ad una crisi depressiva, bruciò tutti i manoscritti, certo di aver così cancellato la sua famiglia dalla storia della musica. In realtà, non ci fu problema: le orchestre avevano le partiture dei componimenti più belli (chissà perché?). Bastò raccoglierli e gli Strauss entrarono così nella leggenda.

L’unico compositore moderno paragonabile a Beethoven: JAMES HORNER

La sua capacità compositiva ed orchestrale, a mio avviso, è paragonabile a quella di Beethoven

 

“Il dono più prezioso che Dio abbia fatto al mondo dell’umanità è la felicità nata dall’amore: essi [felicità e amore, n.d.r.] sono i doni gemelli del superuomo: l’una è il complemento dell’altra” ‘Abdu’l-Bahà.

Beethoven Symphony No 9 D minor Herbert Von Karajan Berliner Philarmoniker 

Beethoven compose questo capolavoro dei capolavori, quando ormai era completamente sordo, per quanto i suoi problemi auditivi risalissero all’adolescenza (non sentendo bene i suoni esterni, poteva ascoltare solo la musica di Dio…). Nel IV° movimento musicò “l’inno alla gioia” di Shiller (su appunti che aveva preso in gioventù), oggi Inno dell’Unione Europea: SCONVOLSE il mondo della musica. Ne era conscio: terminata la prima esecuzione, disse  che la musica non sarebbe mai più stata come prima ed il IV° movimento venne bissato fino allo sfinimento del coro (5 volte). L’affermazione fu assolutamente vera, confermata con due secoli di trionfi. In un giorno a me particolare (webmaster), dedico questo ringraziamento a Dio.

 

E dopo la gioia, anche il dolore: concerto per violino di Anders Eliasson, amico di Janine Jansen (violinista) e di Daniel Blendulf (direttore e marito di Janine)

E’ il racconto della sofferenza dell’autore (non saprei dirvi se fisica o spirituale, so che è morto tre anni dopo averla composta), splendidamente eseguita dai suoi due amici Janine e Daniel

 

Quando si parla di universalità… si arriva automaticamente ad “O sole mio”, qui nell’esecuzione (a sorpresa) del violinista Kalle Moraeus e del soprano Sissel Kyrkjebo, lassù nella fredda e lontana Norvegia.

Questa canzone eseguita in tutto il mondo, musicata da Di Capua su versi di Capurro, venne composta in Odessa sul Mar Nero ed ispirata ad una nobildonna (detta Nina), prima Miss partenopea. Gli autori morirono in povertà… ma gli eredi della (defunta) casa musicale, ne riceveranno i diritti d’autore fino al 2042. Questo si chiama: “il peso dell’arte” SIC!

Live (For the One I love) di Celine Dion

Forse la più bella canzone di sempre. Dedicata alla mia compianta ed amata Mirella.

 

Non è raro che splendidi “pezzi” siano dimenticati. Il problema è che non se ne capisce il motivo. Vi propongo “Preludio ed Inno del sole” dal I° atto dell’Iris di Pietro Mascagni.

Fu l’inno delle olimpiadi del 1960 a Roma

 

Herbert von Karajan, il più carismatico direttore d’orchestra del XX° secolo, diceva: “ora prendete queste quattro note e date loro la vita”. Penso che la seguente canzone, incarni al meglio questo concetto e sia specchio fedele dei nostri tempi:

I drove all night di Céline Dion

 

In questa pagina, le donne sono in netta maggioranza. La scelta è obbligata: con la loro dolcezza ed espressività, stanno “riscrivendo” per l’ascoltatore, tutta la musica classica. E’ giusto allora, dare un piccolo avvertimento agli uomini, non per cattiveria certo… solo per non farsi prendere la mano… E’ il più classico di tutti: “La donna è mobile” dal Rigoletto di Verdi.

La voce è quella del tenore spagnolo Alfredo Kraus, vera icona del Duca di Mantova, per tutto il XX° secolo

 

The sound of silence di Simon & Garfunkel (versione originale 1964)

Questa musica è talmente famosa a tutt’oggi, da non richiedere presentazioni.

 

Dove sta scritto che la musica seria sia solo per adulti? André Rieu smentisce abitualmente questa credenza popolare. Eccovi la sua ultima proposta: Amira Willighagen (9 anni) in “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

 

Khatia Buniatishvili in un mix di pezzi noti:

La considero la migliore pianista vivente: passa candidamente dai pezzi più tormentatamente virtuosistici ai più poetici ed orecchiabili, con totale disinvoltura, come avrete potuto notare voi stessi ascoltando il clip.

 

Dalla voce di Sissel Kyrkjebo  (il più grande soprano leggero in attività):  “Sia Gloria a Dio“. Non so darle torto.

 

Celine Dion in un suo “classico”: That’s the Wai it is

Celine (che personalmente adoro e di cui ho diversi CD), è l’altro grande soprano leggero in attività. Per mantenere la tonalità, sconfina costantemente (quasi parola per parola) nel falsetto. Questo, tecnicamente, la pone seconda dopo Sissel, per quanto sia molto più conosciuta a livello mondiale.

 

Un classico fra i classici: “Lezioni di piano

 

L’amour est un oiseau rebelle dalla Carmen di Bizet.

L’insuperata interpretazione (Metropolitan N.Y. 2010) è di Elina Garanca, il più grande mezzosoprano vivente: la sua estensione vocale spazia sia nel contralto che nel soprano. Ancora una volta, il Metropolitan si conferma “Tempio mondiale della lirica”. Lo dico con ammirazione e con un po’ di rabbia: questo teatro è imbattibile!

 

Ave Maria di Franz Schubert, al flauto: Bevani

Questo pezzo, fu composto da Schubert, come dono di nozze per il suo amico/datore di lavoro, che sposava la donna da lui (Schubert) amata. E’ ispirata da un poema di Sir Walter Scott, dove l’eroina, imprigionata in una caverna, invoca l’aiuto di Maria madre di Gesù. Personalmente non ho dubbi: comunque la si voglia considerare, questa composizione è un urlo di dolore e non certamente una serena preghiera.

Per “par condicio”, aggiungiamo l’Ave Maria di Bach-Gounod

Il flauto di Pan, magistralmente suonato da Daniela de Santos, è uno strumento difficilissimo: semplicemente spostando la posizione delle labbra, da ogni canna si può ricavare un’intera ottava!

Oggi la musica classica è la colonna sonora dei film.

Cominciamo con il più grande compositore: James Horner, scomparso nel 2015. Titanic gli valse l’oscar. Qui è in un tributo tributatogli dal mondo della musica classica per eccellenza a Vienna nel 2013. Durante questo concerto, James è stato sorpreso più volte a piangere dalla commozione. Il vocalizzo originale in Titanic (qui riproposto) era di Sissel Kyrkjebo.

 

Titanic: Nearer My God To Thee

Questa struggente preghiera, venne realmente suonata dall’orchestra del Titanic, mentre esso affondava.

 

dal film “Top Gun”

Inizio

 

Colonna sonora

Questo film venne diretto da un regista di spot pubblicitari e divenne un cult per gli amanti del volo, grazie anche alla sua splendida colonna sonora. Venne girato, in realtà, per pubblicizzare l’F14 Tomcat, al fine di venderlo a qualche stato straniero (per ammortizzarne i costi di progettazione), essendo un aereo troppo costoso, soprattutto se paragonato alle sue reali caratteristiche di volo. Il vero pilota (che doppiava Tom Cruise), nome di combattimento: “Scooter”, comanderà anni più tardi, lo Shuttle nella sua missione più difficile ed importante: la riparazione in orbita del telescopio Hubble.

 

l’ultimo dei Mohicani“… è un pezzo che adoro:

 

Chi non si è mai commosso ascoltando questa musica, scagli pure la prima pietra!:

 

Concerto per violino N°1 di Tcaikovsky, Janine Jansen

Questa violinista unisce una sensibilità musicale irraggiungibile per altri esecutori, ad una tecnica che la rende unica: è l’unica che riesca ad eseguire passaggi velocissimi in modo “continuo” (“legato” sulla partitura), dove gli altri musicisti sono costretti, loro malgrado, ad un “saltellato” (dell’archetto), fra una nota e l’altra. Troppo bella nella sua presenza fisica e troppo semplice nella sua umanità (non sa cosa sia la presunzione), non ha una vita artistica semplice: c’è chi non riesce a perdonarle “tutto” questo. Ahimè, il caso non è unico per le artiste e ci mostra quanto ci sia ancora da fare sulla via dell’emancipazione femminile. Unico neo: ha in repertorio musica spesso inascoltabile (Schoenberg… o come si scrive) e NULLA di Paganini. E’ evidente che la perfezione non è umana.

 

La musica moderna non esisterebbe senza i videoclip. Vi propongo quello che amo di più: Espen Lind e Sissel Kyrkjebo in “Where the lost ones go”

 

Personalmente amo moltissimo le percussioni, a patto che siano di buona qualità e non ripetitive come nel rap. Eccovi tre classici per eccellenza,  composti dal più grande percussionista del XX° secolo, Hans Zimmer.

Il tema dal film “Rain Man”:

 

Il pezzo che segue è poi “eterno”: Chevalier de Sang real dal film “Il codice Da Vinci”

 

Concludo con la voce di Lisa Gerrard sulle note di “Now we are free” dal film “Il gladiatore”

 

Un pezzo classico per eccellenza: “Imagine” del compianto John Lennon. La voce è quella di una giovanissima (1991) Sissel Kyrkjebo, in visita alle isole Faroer

 

Maurice Ravel fu il più acclamato direttore d’orchestra a cavallo fra ottocento e novecento. Fu anche un raffinatissimo compositore, di notevole tecnica e playboy di fama, quantomeno europea. Un giorno, una sua amante, gli chiese di comporle un pezzo, che nessuna orchestra degna di tale nome, avrebbe mai eseguito pubblicamente. Compose quanto segue (qui eseguito in un arrangiamento abbreviato di André Rieu) e glielo donò, assicurandola di aver soddisfatto pienamente la sua richiesta:

Avrete sicuramente riconosciuto “Bolero”, celeberrimo in tutto il mondo nonché “simbolo” stesso di M. Ravel!!!!

 

Tre minuti di pura poesia, regalatici da Janine Jansen e Itamar Golan

 

La Musica Classica comprende innumerevoli generi diversi. Come altrimenti poter accomunare Mozart e Mahler (entrambi “classici”) ma diametralmente opposti fin nel più piccolo dettaglio?Per musica classica intendiamo allora quella musica che piacerà per generazioni. Eccovi allora un pezzo classico in assoluto:  di Hans Zimmer, la “suite” dal film “Il gladiatore”

 

Nella Ricorrenza del Martirio del Bab, vi offro la più toccante preghiera che sia mai stata musicata: “Va’ pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi.

Inizia con un ricordo terreno: il rimpianto per la perduta Patria, ma termina con l’offerta a Dio del proprio dolore (“o t’ispiri il Signore un concento, che ne infonda al patire virtù!”), come testimonianza dell’amore per Lui. E’ assolutamente notevole, per un popolo che dovrebbe essere sterminato all’alba. E’ l’inno di tutti i Martiri di ogni Fede e di ogni tempo… va ben al di là di un inno patriottico come lo intendiamo noi italiani.
Il maestro James Levine, con la regia di Elijah Moshinsky, avevano ben compreso tutto questo, mettendo in scena al Metropolitan di New York (aprile 2001), una versione del Nabucco, a tutt’oggi insuperata: quella proposta qui a voi. Il “Va’ pensiero” ha suscitato una standing ovation tale, da obbligare il bis a questi splendidi cantori, insuperabili anche nella loro recitazione.

 

Ottorino Respighi: I pini di Roma, composto nel 1924, anticipa nel 4° movimento (i pini di via Appia) il moderno rap.
La splendida esecuzione è di un’orchestra slovena. La piccola sbavatura di un ottone è ampiamente perdonabile, vista la giovane età degli esecutori.
Curiosità: Respighi compose i Pini e le Fontane di Roma, per “accontentare” il regime fascista (cui lui era, in realtà contrario), visto che era il miglior Direttore in Italia dell’epoca ma, come compositore, era un Mozart con orchestra. Composti controvoglia, questi due pezzi sono celeberrimi e considerati la sua migliore composizione.

 

Vivaldi: “le quattro stagioni”  con Janine Jansen al violino solista

Janine Jansen, con il suo Stradivari Barrere del 1727, in una magistrale interpretazione delle “Quattro stagioni” di Vivaldi. Con questo pezzo, accompagnata dai fratelli, Janine Jansen (la più grande violinista vivente) iniziò la sua carriera discografica, quando era ancora ventenne.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *