Ist. Int. & bahai

Risoluzione del Parlamento Europeo sulla situazione in Iran

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull’Iran, in particolare in materia di diritti dell’uomo;

–  vista la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, il patto internazionale sui diritti civili e politici nonché il patto sui diritti economici, sociali e culturali e la convenzione sui diritti del fanciullo, di cui l’Iran è parte,

–  visto il dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo,

–  vista l’ottava relazione annuale dell’Unione europea sui diritti dell’uomo (2006), approvata dal Consiglio il 17 ottobre 2006,

–  vista la dichiarazione della Presidenza dell’Unione europea sul dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo del 20 dicembre 2005,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell’11 aprile, 15 maggio e 17 luglio 2006, la dichiarazione del Consiglio sulla libertà di espressione in data 26 luglio 2006, la dichiarazione del 5 maggio 2006 sui diritti dell’uomo in Iran, la dichiarazione del 24 agosto 2006 sulla morte di Akbar Mohammadi e la detenzione di Manucher Mohammadi e la dichiarazione sulla libertà di stampa in data 5 ottobre 2006,

–  visto l’articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

Situazione generale

A.  considerando che la situazione in Iran per quanto concerne l’esercizio dei diritti civili e delle libertà politiche è deteriorata nel corso dello scorso anno, in particolare dalle elezioni presidenziali del giugno 2005, malgrado i numerosi impegni assunti dalle autorità iraniane di promuovere valori universali,

B.  considerando che l’Iran si è assunto l’impegno di promuovere e tutelare i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali a titolo di svariati strumenti internazionali in materia,

Prigionieri politici

C.  considerando che le autorità iraniane hanno annunciato che una relazione elaborata dalla magistratura ha fornito prove circostanziate di violazioni dei diritti dell’uomo, inclusi casi di tortura e di maltrattamento di prigionieri e detenuti nelle carceri e in centri di detenzione, ma hanno anche assicurato di aver preso misure per affrontare i problemi identificati,

D.  considerando che ciò nondimeno la prassi della tortura e il maltrattamento di prigionieri, l’isolamento in regime di segregazione cellulare, la detenzione clandestina, l’applicazione di punizioni crudeli, disumane e degradanti e l’impunità degli agenti di Stato perdurano e continuano ad essere largamente diffusi,

E.  considerando con preoccupazione che il Centro per la difesa dei diritti dell’uomo (CDHR), uno dei fondatori del quale è il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e che fornisce assistenza legale gratuita a Zahra Kazemi, Akbar Ganji e Abdoulfatah Soltani, è stato dichiarato organizzazione illegale dal Presidente Ahmedinejad nell’agosto 2006 e che il ministero degli interni ha minacciato di perseguire quanti portassero avanti le sue attività,

Prosecuzione di minori

F.  considerando con estrema preoccupazione le sempre più frequenti voci di condanne a morte ed esecuzioni di delinquenti minori d’età e osservando che l’Iran conta il più elevato numero di esecuzioni di minori a livello mondiale,

Diritti delle minoranze

G.  considerando che la Costituzione iraniana garantisce alcuni diritti delle minoranze, quali il diritto alla lingua, ma che in ampia misura tali diritti non possono essere esercitati in pratica; che negli ultimi mesi alcuni gruppi di minoranze hanno manifestato chiedendo di poter esercitare tali diritti, e che tali dimostrazioni hanno portato alla detenzione su larga scala dei partecipanti,

H.  considerando che gli azeri, che costituiscono la principale minoranza etnica in Iran, sono stati pubblicamente vilipesi in vignette pubblicate da un quotidiano di proprietà statale nel maggio 2006; che altre minoranze continuano ad essere oggetto di discriminazioni e persecuzioni sulla base del loro retroterra religioso o etnico, ad esempio i curdi e gli abitanti della regione circostante la città di Ahwaz, capoluogo di provincia della regione del Khuzestan di prevalente etnia araba, che secondo il relatore speciale delle Nazioni Unite sugli alloggi adeguati Miloon Kothari sono stati sfollati dai propri villaggi, mentre alcuni sono incarcerati o condannati a morte,

Libertà di religione

I.  considerando che a parte l’Islam, solo lo Zoroastrismo, il Cristianesimo e il Giudaismo sono riconosciute quali religioni dalla legge, mentre chi pratica religioni non riconosciute quali il Bahaismo o il Sufismo è oggetto di discriminazioni e repressione violenta; che, in particolare, i bahaisti non possono esercitare la propria religione e sono inoltre privati in conseguenza di tutti i diritti civili (ad esempio del diritto alla proprietà o all’istruzione superiore),

J.  considerando che persino membri del clero che si oppongono al regime teocratico dell’Iran corrono rischi, come testimoniato dal caso dell’Ayatollah Sayed Bouroujerdi, arrestato con i suoi seguaci nell’ottobre 2006 e tuttora detenuti,

Libertà di stampa

K.  considerando con particolare preoccupazione le informazioni sempre più frequenti relative ad arresti arbitrari e minacce nei confronti di giornalisti, ciber-giornalisti e blogger; che risulta che almeno 16 giornalisti siano stati arrestati dall’inizio dell’anno, classificando l’Iran tra i peggiori paesi al mondo per quanto riguarda la persecuzione dei giornalisti e le misure restrittive nei confronti della libertà di stampa, con la chiusura di praticamente tutti i giornali e le riviste elettronici che hanno assunto posizioni critiche, la persecuzione di membri delle famiglie dei giornalisti, il divieto di viaggiare imposto ai giornalisti e la confisca di antenne paraboliche;

L.  considerando che, secondo quanto riferito, le autorità iraniane stanno imponendo sempre più filtri ai siti Internet e bloccando l’accesso a dozzine di pubblicazioni in rete nonché a blog di natura politica, sociale e culturale; che, impedendo il libero accesso ad Internet, le autorità iraniane stanno imponendo rigidi limiti all’unico mezzo di accesso ad informazioni non censurate per i cittadini iraniani;

Diritti della donna

M.  considerando che l’Iran non ha ancora aderito alla convenzione per l’eliminazione di ogni tipo di discriminazione nei confronti delle donne,

N.  considerando che manifestazioni che chiedevano riforme giuridiche volte a porre fine alle discriminazioni nei confronti delle donne sono state disperse e che i partecipanti sono stati arrestati, sebbene in seguito rilasciati,

Violazioni di altri diritti

O.  considerando che nel settembre 2006 il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha apertamente esortato ad un’epurazione degli accademici progressisti e laici dalle università; che il governo iraniano sta sempre più ostacolando la prosecuzione dell’istruzione superiore di studenti universitari, malgrado questi abbiano superato esami di ammissione competitivi, e che la magistratura ha perseguito numerosi studenti condannandoli a pene detentive, ammende o fustigazioni lo scorso anno,

P.  considerando che i cittadini continuano ad essere incarcerati e, talvolta, giustiziati per reati quali attività sessuali consensuali tra adulti non coniugati o tra omosessuali,

Q.  considerando che nel 2005 l’Iran ha registrato il secondo più alto numero di esecuzioni capitali al mondo; che si riferisce di 282 sentenze capitali, 111 delle quali eseguite tra l’ottobre 2005 e il settembre 2006; esprimendo la sua profonda preoccupazione, inoltre, per il fatto che si continui a comminare condanne a morte per lapidazione, malgrado la moratoria sulle lapidazioni imposta nel dicembre 2002, in particolare nei confronti di donne per reati di attività sessuale illecita,

R.  considerando l’annuncio, da parte del vertice della magistratura della Repubblica islamica dell’Iran nell’aprile 2004, dell’introduzione del divieto di tortura e la successiva riforma della legislazione da parte del Parlamento iraniano, approvata dal Consiglio dei Guardiani nel maggio 2004;

S. considerando che nel dicembre 2006 si terranno le elezioni dell’ Assemblea degli esperti, un pilastro dell’establishment clericale che stabilisce e controlla i lavori della Guida suprema, nonché le elezioni del Consiglio; che, per quanto riguarda le elezioni del Consiglio, è stato riferito che nei distretti elettorali di Rey e di Shemirant è stata rifiutata la registrazione ad alcuni candidati e che per le elezioni dell’Assemblea i riformisti hanno minacciato di boicottare le elezioni se non saranno ammessi tutti i candidati,

T.  considerando con preoccupazione il mancato rispetto delle norme internazionali per quanto riguarda l’amministrazione della giustizia, l’assenza di garanzie di un corretto processo giuridico e la mancanza di rispetto di salvaguardie giuridiche internazionalmente riconosciute,

Violazione di obblighi internazionali

U.  considerando che l’Iran non ha accettato un’ulteriore tornata del dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo avviato nel 2002 e che, dopo la quarta tornata svoltasi il 14-15 giugno 2004, ha cessato di parteciparvi, malgrado i ripetuti sforzi compiuti dall’Unione europea sia lo scorso anno che quest’anno per proporre date per una quinta tornata,

V.  considerando che le relazioni dell’Unione europea con l’Iran sono state basate su un approccio tripartito, caratterizzato da negoziati per accordi commercialí e di cooperazione, un dialogo politico e un dialogo sui diritti dell’uomo; che il dialogo politico è stato sospeso a causa dell’attuale posizione dell’Iran sul proprio programma nucleare,

Situazione generale

1.  esprime la sua profonda preoccupazione in merito al deterioramento della situazione dei diritti dell’uomo in Iran da quando il Presidente Ahmedinejad ha assunto la sua carica nel giugno 2005;

2.  esorta l’Iran a garantire a tutti i suoi cittadini il diritto di esercitare i diritti civili e le libertà politiche e auspica che le autorità iraniane adempiranno agli impegni che hanno assunto di promuovere i valori universali, impegni cui l’Iran si è obbligato aderendo alle convenzioni internazionali che ha ratificato;

Prigionieri politici

3.  esorta le autorità iraniane ad accelerare le indagini nei casi di morti sospette e di assassinio di intellettuali e attivisti politici, di portare dinanzi alla giustizia i presunti responsabili e di fornire assistenza medica incondizionata e adeguata ai detenuti in cattive condizioni di salute;

4.  esorta le autorità iraniane a rilasciare incondizionatamente tutti i prigionieri per reati di coscienza, in particolare Keyvan Ansari, Keyvan Rafii, Kheirollah Derakhshandi, Abolfazl Jahandar e Koroush Zaim;

5.  accoglie favorevolmente, in questo contesto, il recente rilascio dell’ex deputato Sayed Ali Akbar Mousavi-Kho’ini e il rilascio anticipato di Ramin Jahanbegloo e Akbar Ganji; si attende che il sig. Ganji, che è stato invitato al Parlamento europeo in ottobre, possa tornare liberamente in Iran senza trovare ostacoli;

Prosecuzione di minori

6.  esprime il suo orrore dinanzi al fatto che siano ancora eseguite sentenze capitali nei confronti di minori, nonché pronunciate sentenze di lapidazione e che, malgrado le assicurazioni governative, siano state eseguite almeno due sentenze di lapidazione;

7.  condanna fermamente la pena di morte in quanto tale e, in particolare, condanne capitali ed esecuzioni nei confronti di delinquenti minori ed esorta le autorità iraniane a rispettare le salvaguardie giuridiche internazionalmente riconosciute per quanto concerne i minori, quali la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo;

Diritti delle minoranze

8.  esorta le autorità iraniane a rispettare le salvaguardie giuridiche internazionalmente riconosciute per quanto riguarda gli appartenenti a minoranze religiose, riconosciute ufficialmente o meno; condanna l’attuale mancanza di rispetto dei diritti delle minoranze e chiede che queste possano esercitare tutti i diritti loro riconosciuti dalla Costituzione iraniana e dal diritto internazionale; chiede inoltre alle autorità di eliminare ogni tipo di discriminazione basata su motivi religiosi o etnici o contro appartenenti a minoranze quali i curdi, gli azeri, gli arabi e i beluci;

9.  permane preoccupato in merito al fato dell’avvocato Saleh Kamrani, difensore di turchi azeri in un processo e scomparso dal 14 giugno; esorta le autorità iraniane a sospendere immediatamente l’imminente esecuzione degli arabi Abdullah Suleymani, Abdulreza Sanatati Zergani, Qasem Salamat, Mohammad Jaab Pour, Abdulamir Farjallah Jaab, Alireza Asakreh, Majed Albooghubaish, Khalaf Derhab Khudayrawi, Malek Banitamim, Sa’id Saki e Abdullah Al-Mansouri;

Libertà di stampa

10.  ricorda al governo dell’Iran i suoi obblighi, in quanto firmatario del patto internazionale sui diritti civili e politici e del patto sui diritti economici, sociali e culturali, a tutelare i diritti umani fondamentali, in particolare la libertà di opinione, e chiede il rilascio di tutti i giornalisti e blogger incarcerati, tra cui Motjaba Saminejad, Ahmad Raza Shiri, Arash Sigarchi e Masoud Bastani;

11.  condanna l’arresto e l’incarcerazione di ciber-giornalisti e blogger e la censura parallela di numerose pubblicazioni in rete, blog e siti Internet, in quanto essi costituiscono le fonti di informazione maggiormente esenti da censura per la popolazione iraniana; condanna inoltre l’ondata di arresti arbitrari di giornalisti e le severe restrizioni nei confronti dei media in Iran, in particolare la loro chiusura;

12.  esorta il Parlamento iraniano a emendare la legge iraniana sulla stampa e il codice penale in modo da allinearli con il patto internazionale sui diritti civili e politici e, in particolare, ad abrogare tutte le disposizioni di natura penale relative all’espressione non violenta di opinioni, anche a mezzo stampa;

Libertà religiosa

13.  chiede, al fine di eliminare ogni tipo di discriminazione sulla base della religione, l’eliminazione del divieto di fatto di praticare il culto Baha’i;

14.  esprime la propria preoccupazione dinanzi all’arresto degli avvocati Farshid Yadollahi e Omid Behrouzi, condannati a sentenze detentive mentre difendevano dei sufisti a Qom; esprime parimenti la sua preoccupazione per la sicurezza dell’Ayatollah Sayad Hossein Kazemeyne Boroujerdi, che da anni chiede la separazione della religione dalla base politica dello Stato e che è stato nuovamente arrestato, a quanto pare con oltre 400 suoi seguaci;

Diritti della donna

15.  esprime la propria preoccupazione in merito al persistere di discriminazioni nei confronti delle donne a livello giuridico e sul piano pratico, malgrado vi siano stati progressi; condanna il ricorso alla violenza e la discriminazione nei confronti della donna in Iran, che continuano a rappresentare un grave problema; condanna inoltre il ricorso alla violenza da parte delle forze di sicurezza iraniane nei confronti delle donne che si erano riunite quest’anno per celebrare la giornata internazionale della donna l’8 maggio 2006; condanna inoltre lo scioglimento violento, da parte delle forze di sicurezza iraniane, di una manifestazione pacifica il 12 giugno 2006, in cui uomini e donne chiedevano la fine delle discriminazioni giuridiche nei confronti delle donne in Iran;

16.  esorta l’Iran a firmare la convenzione sull’eliminazione di ogni tipo di discriminazione nei confronti della donna e chiede inoltre che la maggiore età per le donne in Iran sia portata a 18 anni;

Violazione di altri diritti

17.  condanna fermamente l’esortazione pubblica del Presidente Ahmedinejad ad un’epurazione degli accademici progressisti e laici nelle università e chiede che quanti sono stati espulsi possano tornare ad insegnare secondo i più basilari diritti di libertà accademica;

18.  deplora profondamente la morte dell’attivista studentesco Akbar Mandavi Mohammadi e del prigioniero politico Valiollah Feyz a seguito di uno sciopero della fame e chiede il rilascio di Manoucher Mohammadi; chiede che gli studenti non vengano esclusi dall’istruzione superiore a causa delle loro attività politiche pacifiche;

19.  chiede che l’attività sessuale consensuale tra adulti da parte di persone non coniugate non porti a prosecuzione; chiede inoltre che non siano incarcerate o giustiziate persone a causa del loro orientamento sessuale;

20.  esorta le autorità iraniane a dimostrare che stanno attuando la dichiarata moratoria sulle lapidazione e chiede l’immediata e rigorosa applicazione del divieto di tortura annunciato, adottato dal Parlamento iraniano e approvato dal Consiglio dei Guardiani; chiede inoltre che il codice penale islamico dell’Iran sia riformato, in modo da abolire la lapidazione;

21.  esprime profonda preoccupazione dinanzi al fatto che, ancora una volta, candidati alle imminenti elezioni non abbiano potuto registrarsi e che i riformisti boicotteranno le elezioni a causa delle procedure antidemocratiche per l’iscrizione dei candidati a tali elezioni;

22.  invita le autorità iraniane a compiere sforzi per assicurare la piena applicazione dei diritti processuali e procedure eque e trasparenti da parte della magistratura, assicurare il rispetto dei diritti alla difesa e l’equità dei verdetti in ogni tipo di tribunale;

Iniziative europee

23.  chiede all’Iran di riallacciare il dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo ed esorta inoltre il Consiglio e la Commissione a seguire da presso gli sviluppi in Iran e a sollevare casi concreti di violazioni dei diritti dell’uomo quali condizioni di base per l’avanzamento delle relazioni economiche e commerciali tra Unione europea e Iran;

24.  chiede alla Commissione di applicare in modo efficace, in stretta cooperazione con il Parlamento europeo, il nuovo strumento per la democrazia e i diritti dell’uomo al fine di assicurare la democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo in Iran, ad esempio sostenendo media esenti da censura;

25.  invita il Consiglio ad esaminare come associare il Parlamento all’aggiornamento regolare della posizione comune del Consiglio 2001/931/PESC del 27 dicembre 2001 relativa all’applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo, tenendo conto degli sviluppi successivi al 2001;

26.  accoglie favorevolmente la prima visita di una delegazione del Majlis al Parlamento europeo in ottobre ed esprime l’auspicio che questi fruttuosi scambi, così come la presente risoluzione, entrino a far parte di un dialogo continuo che porti ad un progressivo ravvicinamento di Iran e Unione europea sulla base dei valori condivisi sanciti nella carta e nelle convenzioni delle Nazioni Unite;

27.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione all’Alto rappresentante per la PESC, ai governi e parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, alla commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, al Capo della Corte suprema dell’Iran, nonché al governo e al Parlamento della Repubblica Islamica dell’Iran.

Per saperne di più: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+P6-RC-2006-0597+0+DOC+XML+V0//IT

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