Baha’i Media Bank: riflesso di una visione mondiale

BAHA’I WORLD CENTRE, 26 settembre 2017, (BWNS) — Nell’imminenza dello storico bicentenario della nascita di Baha’u’llah, il Baha’i Media Bank ha subito un importante aggiornamento.

Per quasi undici anni, il sito è stato una riserva di risorse visive per editori, giornalisti, video-operatori e studenti.

Con oltre 1600 fotografie, mappe e immagini grafiche, il sito comprende cinque rubriche principali: attività della comunità, amministrazione e agenzie, edifici e luoghi, storia e incontri e convegni baha’i.

Esso presenta un panorama della diversità della comunità baha’i e delle dimensioni delle sue attività che si svolgono a livello locale, nazionale e internazionale. Esso contiene anche una serie di fotografie storiche.

Il contenuto del sito sarà periodicamente aggiornato e alle varie collezioni saranno aggiunte nuove fotografie. Il Baha’i Media Bank è reperibile presso: http://media.bahai.org/ .

Per vedere le foto e legge l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/1200

Il bicentenario ispira un dono di alberi

The trees donated to Santiago were raised on the land surrounding the Baha’i House of Worship. The community donated some of these plants to the city, where they will be planted in parks and other areas.

SANTIAGO del Cile, 22 settembre 2017, (BWNS) — La comunità baha’i del Cile ha recentemente donato duemila alberi alla città di Santiago.

Questo dono è frutto dal progetto Flora nativa, un’iniziativa di piantare alberi attorno alla Casa di culto baha’i in Cile. Gli alberi sono stati donati in onore dell’imminente bicentenario della nascita di Baha’u’llah, che sarà celebrato il prossimo mese il 21 e 22 ottobre.

Il sindaco della regione metropolitana di Santiago, Claudio Orrego, si è recato alla Casa di culto per accettare la donazione a nome della città e per avere informazioni sul progetto di rimboschimento.

Sin dall’inizio della costruzione della Casa di culto, centinaia di volontari si sono riuniti nel sito del Tempio ogni fine settimana per piantare alberi e ora in quel terreno fioriscono oltre novemila alberi e centinaia di altre piante.

La comunità è stata ispirata ad avviare il progetto dopo aver riflettuto su quello che la Casa di culto avrebbe potuto offrire alla zona circostante.

Maggy Canales è fra gli organizzatori del progetto Flora nativa. La signora Canales mi ha spiegato che il progetto sta migliorando le condizioni dell’ecosistema della foresta e che ha fatto sì che la comunità lavorasse insieme per la conservazione delle specie vegetali autoctone.

Vari membri della comunità di Santiago, studenti, ONG ambientali e gruppi di scout, hanno volontariamente dedicato il loro tempo al progetto. Molti dei semi sono stati raccolti da alberi che crescono ai piedi delle Ande e piantati in una serra nel terreno del Tempio. Gli alberi che ne sono cresciuti sono stati piantati attorno al Tempio o donati a scuole locali e comunità in Santiago e nei dintorni.

Il sindaco Orrego ha parlato del significativo impatto della Casa di culto sul benessere della capitale cilena, definendola «un grande dono per tutti». Durante la sua visita, il signor Orrego ha parlato con i volontari della serra e ha espresso il suo apprezzamento per le molte opportunità che il Tempio ha offerto alla città di cui è sindaco.

Gli alberi donati dai baha’i saranno piantati nei parchi, lungo le strade della città e accanto a corsi d’acqua nelle aree della città più povere di vegetazione.

Per vedere le foto e legge l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/1199

Per Mahvash Sabet finisce un decennio di ingiusta prigionia

BIC NEW YORK, 19 settembre 2017, (BWNS) — Dopo dieci anni di ingiusta e severa detenzione, la reclusione di Mahvash Sabet è giunta al termine. La signora Sabet è una dei sette membri dell’ex gruppo dirigente baha’i in Iran conosciuto come Yaran, che sono stati messi in prigione in base ad accuse false e infondate.

Durante il suo confino nelle carceri di Evin e Raja’i Shahr, famigerate in Iran, la signora Sabet si è distinta per l’amorevole cura e gentilezza con cui ha trattato le sue compagne di prigione. La giornalista Roxana Saberi, che ha condiviso con lei e con la sua collega Yaran Fariba Kamalabadi una cella nella prigione di Evin, ha scritto che la loro compassione ha toccato le vite di altre detenute e ha ricordato commossa come esse si siano prese cura di lei durante il suo sciopero della fame.

Mentre era in prigione, la signora Sabet, ex insegnante e preside che ha lavorato anche con il Comitato nazionale dell’alfabetizzazione dell’Iran, ha trovato conforto nello scrivere poesie. Nel 2013 le sue notevoli composizioni sono state raccolte e adattate in inglese, pubblicate in un volume intitolato Prison Poems che è stato ampiamente elogiato per la sua qualità letteraria e per la profondità dei suoi temi.

Come è accaduto ai prigionieri di coscienza, scrittori, leader del pensiero e poeti che sono stati ingiustamente imprigionati nel corso della storia, le persecuzioni non hanno fatto altro che amplificare il potere delle idee e delle credenze della signora Sabet.

Il dramma dell’autrice ha attirato l’attenzione su questa commovente raccolta di poesie, ispirando PEN International a presentare la signora Sabet in una campagna in difesa degli scrittori perseguitati. Le sue poesie hanno anche ispirato una composizione musicale del pluripremiato compositore Lasse Thoresen, eseguita a Oslo all’inizio di questo anno durante un festival internazionale di musica.

La signora Sabet, che ora ha 64 anni, è stata arrestata nel marzo 2008. Gli altri sei membri dello Yaran sono stati messi in prigione nel maggio dello stesso anno. Tutti e sette i membri non hanno avuto il permesso di comunicare con l’esterno per settimane, sono stati tenuti in isolamento e hanno subito terribili trattamenti e privazioni, privazioni psicologiche e fisiche.

«Anche se è stata liberata dalla prigione, la signora Sabet non è ancora in piena libertà», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a New York. «Ritornerà in una società nella quale i giovani baha’i non possono accedere all’istruzione superiore e a posti di lavoro pubblico, nella quale le aggressioni contro i piccoli negozi di proprietà baha’i sono in aumento, i cimiteri sono profanati, i baha’i sono quotidianamente diffamati nei media sponsorizzati dallo Stato e nella quale essi vengono arbitrariamente arrestati e imprigionati per le loro convinzioni».

Si prevede che gli altri membri dello Yaran ancora in prigione completino la loro pena detentiva nei prossimi mesi. Essi sono la signora Fariba Kamalabadi, 55; il signor Jamalodin Khanjani, 83; il signor Afif Naeimi, 55; il signor Saeid Rezai, 59; il signor Behrooz Tavakkoli, 65; e il signor Vahid Tizfahm, 43.

«Ci auguriamo che il loro rilascio dia inizio a un nuovo capitolo nel trattamento dei baha’i in Iran e che il Governo incominci a rimuovere gli ostacoli che gli impediscono di rispettare la promessa che ha fatto di «creare giustizia per tutti gli iraniani parimenti», ha detto la signora Dugal.

Per vedere le immagini e leggere l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/1198 .

 

 

In Pakistan leader politici celebrano il bicentenario

ISLAMABAD, 18 settembre 2017, (BWNS) – In tutto il mondo le comunità baha’i si stanno preparando per il 200° anniversario della nascita di Baha’u’llah, che sarà celebrato il 21 e 22 ottobre 2017. L’evento è stato già commemorato in molti Paesi nel mese precedente questa significativa circostanza.

In Pakistan, il membro del parlamento Asiya Nasir ha ospitato un incontro presso l’Istituto pakistano dei servizi parlamentari in onore dell’imminente bicentenario. Nel suo lavoro, la signora Nasir ha partecipato a iniziative per la coesistenza e l’armonia interreligiosa e la celebrazione del 12 settembre 2017 non è stata un’eccezione.

All’incontro, il cui tema si basava su un noto passo di Baha’u’llah: «La terra è un paese e l’umanità i suoi cittadini» sono stati invitati oltre cento parlamentari, diplomatici e capi religiosi.

La signora Nasir era una dei relatori della manifestazione le cui presentazioni hanno illustrato questo tema cruciale.

«Questo evento ha riunito rappresentanti di molti gruppi religiosi — cristiani, musulmani, indù, sikh, baha’i — per celebrare l’unità», ha detto Marzieh Kamal, una rappresentante della comunità baha’i.

Il convegno è stato organizzato dopo che il Ministro federale degli affari religiosi e dell’armonia interreligiosa del Pakistan ha inviato un messaggio alla comunità baha’i.

«La pace e l’unità sono l’insegnamento fondamentale della Fede baha’i e la comunità baha’i del Pakistan ama la pace», ha scritto il ministro federale Sardar Muhammad Yousaf in una lettera del 16 agosto 2017. «Il loro contributo al miglioramento delle persone, della società e del Paese è veramente ammirevole ed è stato in armonia con gli sforzi compiuti dal nostro Governo».

Il ministro federale Yousaf ha concluso il suo messaggio porgendo i suoi auguri alla comunità baha’i ed esprimendo la propria fiducia nei suoi continui sforzi per lavorare per la pace, il progresso e la prosperità del Pakistan.

Per vedere le immagini e leggere l’articolo in inglese online, si vada a: http://news.bahai.org/story/1197

I dirigenti continuano a onorare il bicentenario

I dirigenti continuano a onorare il bicentenario

BAHA’I WORLD CENTRE, 14 settembre 2017, (BWNS) — In diverse parti del mondo le comunità baha’i continuano a ricevere tributi in onore del bicentenario da dirigenti locali e nazionali, recentemente in Australasia, nell’Asia Centrale e nel Sud America.

In Nuova Zelanda, il primo ministro Bill English ha rivolto un messaggio alla comunità baha’i del Paese. «Molte persone in Nuova Zelanda e nel mondo celebreranno questo specialissimo anniversario e spero che vi godiate i festeggiamenti con la famiglia e gli amici», afferma nella sua lettera riportata in calce.

Quest’anno, poco prima di lui, in occasione di Ridvan, il primo ministro australiano Malcolm Turnbull ha scritto nel suo messaggio alla comunità baha’i del Paese un edificante tributo, riconoscendo questo speciale anno bicentenario.

«I baha’i dell’Australia sono una comunità affabile e ospitale; una comunità di musica e di carità; una comunità che gioisce della propria identità e tuttavia porge a tutti i suoi consigli di rispetto e di uguaglianza», ha scritto il primo ministro Turnbull lo scorso aprile. «Siamo veramente cittadini del mondo e il nostro successo si fonda sul nostro impegno comune per promuovere l’amicizia, l’inclusione e l’armonia».

Nel Kazakistan, il vice ministro per gli affari religiosi e la società civile, Berik Aryn, ha inviato una lettera alla comunità baha’i del Paese, nella quale scrive:

«Ci auguriamo che i seguaci della Fede baha’i promuovano, con il loro servizio spirituale, un ulteriore consolidamento della forte relazione tra le entità governative e i gruppi religiosi, come pure fra i differenti gruppi di fede nel Kazakistan».

In Argentina, diversi funzionari locali e regionali della provincia di Santa Fe hanno inviato alla Casa Universale di Giustizia e alla città di Haifa messaggi di auguri video registrati.

Fra i tributi offerti da alcuni funzionari di Rosario, Argentina, figurano decreti comunali e provinciali, interviste radiofoniche, una celebrazione con alzabandiera e messaggi di auguri.

Per leggere online i tributi in inglese si vada a: http://news.bahai.org/story/1196

Messaggio dal primo ministro Bill English

Saluti,

il 22 ottobre di quest’anno segna il bicentenario della nascita di Baha’u’llah – il fondatore della Fede baha’i.

Molte persone in Nuova Zelanda e nel mondo celebreranno questo specialissimo anniversario e spero che vi godiate i festeggiamenti con la famiglia e gli amici.

La Nuova Zelanda ospita molte comunità vibranti e noi beneficiamo in vari modi della diversità. Come primo ministro, sono orgoglioso del variegato paesaggio cultura della Nuova Zelanda,

Vi auguro il meglio in questa importante occasione,

On. Bill English

Primo Ministro