Il futuro dell’Europa è legato a quello del mondo, dice la BIC

Bruxelles, 18 luglio 2017, (BWNS) — «Il futuro dell’Europa è intrinsecamente legato al futuro della comunità globale», ha dichiarato l’Ufficio di Bruxelles della Baha’i International Community (BIC) in un incontro presso il Parlamento europeo il 27 giugno.

Il dialogo ad alto livello ha riunito responsabili politici e capi religiosi per discutere la direzione che l’Europa dovrebbe prendere nel prossimo decennio.

Un primo incontro presso il Parlamento europeo e un secondo il 7 luglio presso la Commissione europea sono seguiti al sessantesimo anniversario del Trattato di Roma, una storica pietra miliare nella formazione dell’Unione Europea. Una nuova pubblicazione — il «White Paper» — è stata preparata dalla Commissione europea per la storica occasione mettendo in moto una serie di dialoghi sul futuro dell’Europa.

Nei suoi commenti durante l’evento presso il Parlamento europeo, la rappresentante della BIC Rachel Bayani ha evidenziato la critica necessità di riconoscere oggi l’interconnessione della comunità globale.

«Le nostre politiche non possono occuparsi solo di creare una maggiore prosperità nel nostro continente», ha dichiarato. «Le soluzioni che considerano il benessere di una parte del mondo senza considerare adeguatamente anche le altre parti si stanno dimostrando inadeguate. Il vantaggio della parte è facilmente raggiungibile con il vantaggio del tutto».

Nella riunione della Commissione europea, la BIC ha elaborato questa idea, utilizzando un pregnante esempio — la migrazione forzata.

«Il movimento delle popolazioni verso l’Europa, soprattutto a causa della diseguaglianza globale, ha dimostrato che non possiamo isolare una parte del mondo dalle questioni che interessano l’umanità in un’altra», ha commentato la signora Bayani.

Per costruire un consenso sulla strada che l’Europa dovrà percorrere occorre una solida conversazione tra le diverse popolazioni del continente, ha sostenuto il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. Egli ha commentato che «in Europa, ci sentiamo a nostro agio in compagnia di persone che sono come noi e cerchiamo il dialogo con le persone con le quali siamo già d’accordo. Ma l’unica via percorribile per una società diversificata come l’Europa è quella di giungere a una comprensione comune dei valori condivisi».

Rispondendo ai suoi commenti, la signora Bayani ha indicato la presenza di organizzazioni religiose e laiche come un esempio del tipo di dialogo tra diverse visioni del mondo di cui abbiamo bisogno per superare la frammentazione e costruire la comprensione reciproca.

Riflettendo successivamente sulle riunioni, la BIC ha notato una sfida per l’Europa in questi giorni: indipendentemente dalle diverse visioni del mondo dei suoi cittadini, l’Europa dovrà riesaminare in modo sostanziale il modo in cui si rapporta con la religione e il modo in cui la comprende.

Il tema della religione è recentemente diventato più presente nel discorso pubblico dell’Europa. Mentre per molti anni si è pensato che la religione sarebbe diventata meno importante con l’avanzamento delle forze della modernità, l’esperienza degli ultimi decenni ha dimostrato che questo non è successo.

«L’Europa, dunque, deve chiedersi», ha dichiarato la BIC, «come trovare un modello di discorso pubblico, in cui la religione possa svolgere un ruolo costruttivo nel plasmare la società».

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Trascendere le differenze, far tesoro della diversità

NEW DELHI, 12 luglio 2017, (BWNS) — Shiv Visvanathan ha visitato lo stato indiano del Gujarat nel 2002. C’era stato un focolaio di violenti disordini pubblici ed erano morte oltre un migliaio di persone.

Quella tragedia ha dolorosamente ricordato che la diversità, che dovrebbe essere considerata una potente risorsa delle comunità, è troppo spesso fonte di conflitto. Eppure, secondo il dottor Visvanathan, eminente intellettuale e scienziato sociale in India, non possiamo limitarci a fare appello alla razionalità umana per superare le tensioni che danno origine alla violenza. Abbiamo bisogno di una più ampia concezione del sapere — un sapere che si basi non solo sulla ricerca scientifica e sulle sue idee ma anche sui sistemi di conoscenza che si occupano della dimensione spirituale e mistica della vita.

«È strano», ha detto il dottor Visvanathan, riflettendo sul tragico episodio in Gujarat. «Mentre la gente pensava che la religione fosse la causa del problema, io ritenevo che la religione insegnasse la capacità di risanare».

Il dottor Visvanathan è stato l’oratore principale del Simposio «Far tesoro della diversità — il ruolo della religione nella costruzione di una società inclusiva», organizzato dalla comunità baha’i dell’India il 29 giugno. All’evento, che ha avuto luogo nel terreno della Casa di culto baha’i a Nuova Delhi, hanno partecipato importanti accademici indiani e rappresentanti di ONG per discutere del rapporto tra la religione e la diversità e prendere in esame nuovi modi di concettualizzarle.

In tutto il mondo, i legami che uniscono i diversi gruppi sono spesso troppo superficiali per resistere alle forze dirompenti che essi devono ora affrontare — un’ingiustizia sempre più diffusa, il crescente divario tra ricchi e poveri, l’aumento del fondamentalismo religioso e della violenza settaria, la migrazione dalle campagne alle città, le crisi ambientali, per citarne solo alcune. La diversità, che è una risorsa inestimabile per l’arricchimento della società, viene sfruttata per mettere i gruppi gli uni contro gli altri e promuovere secondi fini politici ed economici.

Nel 1994, il dottor Visvanathan è stato un osservatore presso la Commissione verità e riconciliazione in Sudafrica dopo l’abolizione dell’apartheid. Egli ha potuto constatare che il perdono è stato possibile grazie a una profonda filosofia spirituale del Sudafrica, chiamata Ubuntu, che dà molta importanza all’innata interconnessione dell’umanità.

«Sarebbe stato impossibile creare unità senza questa coscienza religiosa», ha detto. In quella circostanza egli ha constatato che la diversità è stata considerata essenziale per avere il senso dell’unità dell’insieme.

Per la comunità baha’i dell’India è il momento di fare in modo che i pensatori e gli operatori che si occupano di armonia sociale portino le loro idee in un’unica sala e cerchino di fare un passo avanti. La maggior parte dei presenti era convinta che la religione possa fare molto per aiutare le persone ad apprezzare la diversità, a superare i pregiudizi e l’odio e a lavorare per la pace.

Nel discorso di apertura, Arash Fazli, ricercatore presso l’Istituto per gli studi sulla prosperità globale in India, ha parlato dell’uso improprio della religione che ha dato luogo a pregiudizi e a cieche imitazioni, tanto nel passato quanto nel presente. «Le pratiche religiose che alimentano l’odio e il pregiudizio sono distorsioni e perversioni del vero spirito della religione che mira invece a creare unità», ha detto il dottor Fazli.

Per ricucire le profonde fratture esistenti tra le diverse popolazioni, ha detto, occorre capire sempre meglio il ruolo unico e fondamentale della religione nella costruzione dell’unità, soprattutto in un momento in cui molte società sono assediate dalle forze dell’insularità e dell’intolleranza.

Questo lancia una sfida alle comunità religiose, ha detto il dottor Fazli. «Per svolgere il proprio compito, la religione deve soddisfare determinate condizioni: deve infondere una profonda consapevolezza dell’unità del genere umano, deve essere in armonia con la scienza e la ragione e prendere le distanze dalla superstizione e dalla cieca imitazione, deve promuovere l’indipendente ricerca della verità e deve riconoscere l’unità di tutte le religioni».

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L’isola di Tanna (Vanuatu) galvanizzata dall’inaugurazione del tempio bahai

Un amico bahai di Tanna, suona la conchiglia per dare inizio alla cerimonia d’inaugurazione.

TANNA, Vanuatu, 21 giugno 2017, (BWNS) — Più di mille persone si sono radunate domenica 18 giugno 2017, per lo scoprimento del progetto della locale Casa di culto baha’i a Tanna nelle Vanuatu, un arcipelago dell’Oceano Pacifico.

Fra i partecipanti, affluiti da Tanna e da isole vicine e lontane, vi erano dignitari del governo, capi tribù e rappresentanti di vari gruppi religiosi, tra cui Yapinap, un sistema di credenze indigene.

Durante il suo intervento, il presidente del Consiglio dei capi dell’isola Nikoletan Tanna, il capo Freeman Nariu Sawaram, ha sottolineato l’importanza dell’unità, utilizzando l’analogia dei diversi organi del corpo umano che lavorano insieme per uno scopo comune. «Noi siamo qui oggi per l’inizio di un viaggio della comunità baha’i», ha detto. «Dobbiamo unirci, lavorare insieme e perdonarci reciprocamente. Allora potremo ottenere tutto quello che il corpo richiede e costruire una Tanna migliore»

«L’unità è una forza potente per la nostra nazione, una forza che cambierà la nostra società», ha poi detto il capo Sawaram in un’intervista. «La risposta al progresso e al vero sviluppo è l’unità — senza di essa non potremo andare oltre. La nostra gente lo deve sapere».

L’evento è stato una celebrazione collettiva dell’isola. I suoi abitanti considerano la Casa di culto come uno spazio sacro che apparterrà a tutti i cittadini. I progetti per la costruzione del Tempio sono stati un punto di raccolta per l’unità con un impatto evidente sul senso di cameratismo e di unità tra la popolazione dell’isola.

«I nostri antenati hanno predetto che un giorno la gente dell’isola si sarebbe unita, avrebbe lavorato e sarebbe vissuta insieme e si sarebbe consultata», ha detto un importante leader tribale, il capo Mikim Teinakou. «Vedo la loro visione realizzata in questo Tempio».

Il Presidente dell’Associazione dei popoli Yapinap Nasuman Asul ha parlato dell’impatto del progetto del Tempio di Tanna: «Faccio i miei elogi alla comunità baha’i per questo Tempio, che ci educherà ad avere rispetto per il sacro, a cessare le controversie per la terra e a portare rispetto e unità nei nostri villaggi».

La cerimonia di domenica ha avuto inizio con un programma devozionale che comprendeva scritti di varie grandi fedi e tradizioni, seguiti da canti e balli e poi dallo scoprimento del progetto del Tempio.

Le celebrazioni, incominciate al mattino, sono proseguite con molta gioia ed eccitamento il pomeriggio, scandite da preghiere, canti e danze.

«Lo scoprimento del progetto è stato straordinario», ha detto un giovane proveniente dalla vicina isola di Efate. «Esso coglie la cultura del popolo tannese — la loro umiltà, la loro bellezza, il loro rispetto e la loro felicità».

Un altro partecipante ha osservato: «La cerimonia ha portato una tale gioia al mio cuore che sono certo che il Tempio porterà nella nostra società una trasformazione grande, molto grande».

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Presentato il progetto del Tempio di Vanuatu

TANNA, Vanuatu, 18 giugno 2017, (BWNS) — Durante una manifestazione molto importante per l’isola di Tanna in Vanuatu, il progetto per la locale Casa di culto baha’i è stato presentato oggi.

Il progetto è affascinante nelle sue linee semplici ma insolite, ispirate dagli alberi di cocco e dai banyan dell’isola e dalle forme naturali del paesaggio.

«Questa struttura sarà l’incarnazione della serenità e rappresenterà la storia e la cultura dell’arcipelago», ha detto Ashkan Mostaghim, l’architetto del Tempio.

Tetti a due lati in foglie di canna e di canna da zucchero si innalzano verso un punto centrale, facendo apparire il Tempio come una stella a nove punte. Le pareti della Casa di culto sono progettate per essere create utilizzando pali e canne intrecciate, secondo l’architettura locale della regione.

«Lo spazio interno è definito dalla luce», ha detto il signor Mostaghim. Durante la giornata, la luce entrerà attraverso spazi aperti e un delicato oculo di vetro. Il Tempio può ospitare 300 visitatori e un coro — per devozioni collettive e meditazioni e preghiere private in uno spazio di serenità.

Una gioiosa celebrazione a Tanna il 18 giugno 2017 ha solennizzato la presentazione del progetto del Tempio. Il programma includeva letture da diversi testi sacri, a significare che il Tempio è aperto a tutti.

La Casa di culto migliorerà la vibrante vita della comunità di Tanna. Un senso di proprietà collettiva del Tempio era già presente nella coscienza degli abitanti dell’isola, anche prima che il suo progetto fosse presentato. Nelle prime fasi del processo di progettazione, molti isolani, tra cui alcuni capi e altri leader tribali, hanno presentato idee per la struttura dell’edificio centrale e si sono riuniti per discutere il suo scopo e le sue implicazioni per la loro società.

«Il progetto della Casa di culto a Tanna è stato ispirato dagli scritti baha’i e abbiamo cercato di ritrarre i suoi principi nella struttura», ha detto l’architetto. Il Tempio rappresenterà inconfondibilmente l’unità di tutte le persone e la connessione integrale del culto di Dio e del servizio all’umanità.

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Un video cerca di portare alle masse parole sacre

MELBOURNE, 13 giugno 2017, (BWNS) — Uscito venerdì scorso, un nuovo video musicale presenta il cantante e performer popolare australiano Nathaniel Willemse che canta una preghiera di Baha’u’llah.

La canzone, intitolata “Potere sovra tutte le cose”, è stata composta quest’anno in onore del 200° anniversario della nascita di Baha’u’llah, che sarà commemorato in ottobre. Ispirata dalla fiduciosa visione degli scritti baha’i, essa è una delle numerose espressioni musicali prodotte in tutto il pianeta in questo anno molto importante, che vanno da iniziative di base a progetti nazionali e internazionali, intrapresi da artisti professionisti.

Nathaniel, che conosce bene gli insegnamenti baha’i, è originario del Sud Africa ma ha avuto successo come cantante pop in Australia. Ha realizzato questo progetto perché si sente legato alla bellezza delle parole della preghiera e all’importanza del suo messaggio per il mondo di oggi.

«Penso che questa sia una preghiera molto potente per chiedere aiuto e assistenza», ha detto, «e in questo particolare momento in tutto il mondo abbiamo realmente bisogno di parole forti come queste».

La canzone è stata composta dal produttore musicale e compositore Anise K., la cui fede nel fatto che la musica abbia il potere di toccare e ispirare il cuore umano è stata in gran parte influenzata dalla Fede baha’i.

Mentre l’idea del video stava nascendo, Anise K. ha spiegato che lui e Nathaniel si sono consultati su come trovare il tono giusto. Nello sviluppare il concetto, Anise K. ha voluto che il video fosse girato in natura, per evocare l’amore di Baha’u’llah per la natura e il suo biennale ritiro in solitudine.

Per quanto riguarda il testo della canzone, è stata scelta una preghiera rivelata da Baha’u’llah in una tavola alla Regina Vittoria del 1868: «O mio Dio! Ti chiedo per il Tuo Nome più glorioso di assistermi in ciò che farà prosperare gli affari dei Tuoi servi e fiorire le Tue città. In verità, potere Tu hai sovra tutte le cose».

In quel noto messaggio, Baha’u’llah ha sottolineato l’unità della razza umana e ha elogiato la regina Vittoria per aver abolito la schiavitù e aver affidato ai rappresentanti del popolo i poteri del governo.

Riflettendo sul progetto e sulle sue aspirazioni, Nathaniel ha spiegato: «Spero che questa preghiera elevi e unisca le persone».

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