Un commovente omaggio dal Presidente dell’India

NEW DELHI, 3 aprile 2017, (BWNS) — Il 2017 segna il bicentenario della nascita di Baha’u’llah e in tutto il mondo migliaia di comunità baha’i si stanno preparando a celebrare questa importantissima occasione nel mese di ottobre di quest’anno.

In India, mentre i preparativi avanzano, la comunità baha’i ha ricevuto dal Presidente dell’India Sua Eccellenza Pranab Mukherjee ‒ un commovente tributo per onorare questo bicentenario. Il messaggio del presidente Mukherjee menziona la rilevanza del noto messagio di Baha’u’llah, «la terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini» e invita tutti gli indiani a riflettere sulla vita e sulla visione di Baha’u’llah.

Il messaggio del presidente Mukherjee è reperibile presso http://News.Bahai.org/Story/1158

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L’avanzamento della costruzione del Tempio in Cambogia

Avanzamenti nei lavori di costruzione del Tempio in Cambogia 

Battambang, Cambogia, 29 marzo 2017, (BWNS) – C’è eccitazione a Battambang mentre aumenta l’attesa per il completamento della prima Casa di Culto Baha’i locale. Decine e decine di abitanti dell’area sono entusiasti di offrire servizio alle loro comunità, come pure presso il sito del Tempio, dove centinaia di arbusti e fiori sono stati piantati dall’inizio di questa storica impresa.

Inoltre, la costruzione dell’edificio centrale e di quelli circostanti è avanzata rapidamente, e delle recenti riprese video aeree colgono la bellezza della nascente struttura e del terreno circostante.

Alcuni degli sviluppi recenti più importanti sono il completamento di vari edifici ausiliari e la costruzione della struttura del tetto in acciaio per l’edificio principale, che sarà presto seguita da rivestimento in smalto del tetto.

Una volta che il tetto sarà finito verso metà aprile, il simbolo del Più Grande Nome verrà sollevato all’interno della Casa di Culto, segnando così un’altra significativa pietra miliare nel processo di costruzione.

Mentre cresce l’entusiasmo nella popolazione locale, il governatore della città di Battambang, Mr. Chan Sophal, ha visitato il sito del Tempio il primo di marzo. Si è incontrato con i membri della comunità e ha avuto la possibilità di esaminare gli sviluppi della costruzione.

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La BIC offre un’ampia prospettiva al CSW

BIC New York, 26 marzo 2017, (BWNS) — La Baha’i International Community (BIC) ha partecipato al discorso sul progresso delle donne durante la Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (CSW) di quest’anno.

«Le discussioni presso le Nazioni Unite hanno affrontato questioni fondamentali su come migliorare la situazione economica, sociale e altro di milioni di donne in tutto il mondo», ha detto Saphira Rameshfar, una rappresentante della BIC all’ONU.

La Commissione sullo status delle donne è il più grande forum in cui gli Stati membri dell’ONU e altri attori internazionali possono concentrarsi sui diritti delle donne e sull’emancipazione. Ogni anno, attira migliaia di partecipanti da tutto il mondo. Il tema della Commissione di quest’anno, che ha lavorato dal 13 al 24 marzo 2017, era «L’emancipazione economica delle donne in un mondo del lavoro che cambia».

«Emancipazione economica non significa semplicemente che le donne occupino le stesse posizioni degli uomini nell’ordine sociale esistente — un ordine che ha generato enormi disparità di ricchezza e di risorse, che ha trattato l’ambiente naturale come un serbatoio di risorse da sfruttare a piacimento e che ha dato la priorità alla crescita economica nei confronti di altre preoccupazioni vitali come la salute delle famiglie, la stabilità delle comunità e il benessere psicologico ed emotivo di chi lavora», ha detto la signora Rameshfar.

Invece, la BIC ha proposto che le donne abbiano un ruolo integrante e fondamentale nella creazione di nuovi modelli di pensiero e di comportamento e di nuove strutture sociali che riflettano il principio dell’uguaglianza fra le donne e gli uomini e l’unità del genere umano.

La BIC ha partecipato a molti forum, per esempio offrendo alla Commissione una dichiarazione, «Verso la prosperità: il ruolo delle donne e degli uomini nella costruzione di una fiorente civiltà mondiale»; producendo il film «La benedizione della misericordia»; organizzando un evento per esaminare la fede e il femminismo; e conducendo una discussione per esaminare il ruolo dei giovani nella parità di genere.

Durante la discussione ospitata dalla BIC per presentare la sua dichiarazione, alcuni conferenzieri in rappresentanza di diverse importanti ONG hanno offerto le loro riflessioni sulla struttura economica della società, sul ruolo della famiglia e sul periodo della giovinezza in rapporto alla parità di genere.

La religione contribuisce a creare norme culturali per l’emancipazione economica delle donne, ha detto Azza Karam, consulente anziana del Ramo degli affari multilaterali del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e conferenziera. «La gente pensa che questo tema sia solo una piccola parte della conversazione globale sui diritti umani», ha detto. «E invece esso è essenziale per conseguire gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile».

Durante il Forum giovanile della Commissione, che ha riunito più di 700 giovani provenienti da tutto il mondo, Eric Farr, collaboratore della BIC, ha suggerito che le comunità di fede possono contribuire alla parità tra i sessi adottando un sistematico processo di apprendimento.

«In realtà non sappiamo come sia una società veramente basata sui principi della parità di genere. Questa società non è mai esistita», ha detto il signor Farr. Ha proseguito spiegando che la parità tra le donne e gli uomini è un ideale per il quale dobbiamo lavorare come una sola famiglia umana. Gli sforzi dell’umanità richiederanno un continuo processo di dialogo e di apprendimento. «Abbiamo bisogno di sviluppare un nuovo corpo di conoscenze che attinga alle idee dei grandi sistemi di conoscenza dell’umanità, la religione e la scienza», ha concluso.

Commentando il significato che questo discorso internazionale ha per la comunità baha’i, Bani Dugal, la principale rappresentante della BIC presso l’ONU, ha detto: «La Fede baha’i afferma esplicitamente che l’uguaglianza delle donne e degli uomini non è semplicemente auspicabile, è una verità spirituale eterna, essenziale per il progresso dell’umanità e per l’instaurazione della pace».

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Catalizzare una rivoluzione dell’educazione: la Brookings Institution illustra un programma di ispirazione baha’i

WASHINGTON D.C., 19 marzo 2017, (BWNS) — Negli ultimi vent’anni, sono stati fatti notevoli progressi nel dare accesso all’istruzione ai bambini del mondo. Tuttavia, la ricerca nel campo dell’educazione sta dimostrando che una maggiore scolarità non ha automaticamente comportato un maggiore apprendimento. Le Nazioni Unite stimano che 250 milioni di bambini non sono in grado di leggere, scrivere o eseguire calcoli elementari, anche se sono andati a scuola.

Affrontando ciò che essa chiama una «crisi dell’apprendimento», la Brookings Institution — un’importante gruppo di esperti negli Stati Uniti — ha lanciato nel 2015 un’iniziativa chiamata «Millions learning». Lo studio ha cercato di individuare nuovi interventi educativi capaci di migliorare non solo l’accesso alle scuole, ma anche l’apprendimento.

Uno dei programmi presenti nella sua relazione è l’iniziativa di ispirazione baha’i Sistema de Aprendizaje Tutorial (SAT, o in italiano, sistema di apprendimento tutorio). Dal 1970 quando è iniziato in Colombia, il SAT si è diffuso nell’America Latina fino a raggiungere oltre 300 mila studenti ed è stato accreditato e riconosciuto da alcuni governi.

Il rapporto «Millions learning» illustra 14 programmi educativi che mostrano i risultati di un maggior apprendimento grazie ad approcci innovativi all’istruzione scolastica. Un criterio importante dello studio è stato che questi programmi possono essere prodotti in dimensioni diverse e implementati in altre situazioni in modo sostenibile.

Secondo Brookings, il SAT sta catalizzando «una rivoluzione dell’educazione», «trasformando il modo in cui l’educazione è concettualizzata, progettata e dispensata».

«Il SAT è radicalmente diverso dal modello tradizionale delle scuole secondarie e superiore ed è all’avanguardia in tanti modi», ha detto Jenny Perlman Robinson, autrice dello studio casistico per la Brookings Institution. «Si occupa di competenze che esulano dalle tradizionali competenze accademiche, come lo sviluppo della morale e del carattere e vede l’apprendimento come qualcosa di molto più ampio».

Tutti gli sforzi del programma SAT si basano sulla filosofia di crescere una generazione di giovani con una mentalità aperta al sociale che possano supportare e sostenere lo sviluppo nelle proprie comunità. Le sue innovazioni nell’educazione rurale stanno ridefinendo l’apprendimento come impegno morale, basandosi su un processo di azione e di ricerca.

Il SAT unisce la teoria e la pratica collegando il lavoro scolastico con progetti concreti, come incoraggiare gli studenti a imparare la matematica e la scienza nel contesto della coltivazione di ortaggi o usando le loro abilità linguistiche per iniziare piccoli gruppi di studio per promuovere l’alfabetizzazione.

Il SAT è stato inizialmente creato dall’ONG Fundación para la Aplicación y Enseñanza de las Ciencias (FUNDAEC, o in italiano, Fondazione per l’applicazione e l’insegnamento delle scienze) per contribuire al progresso delle comunità rurali. La FUNDAEC ha visto nella SAT una strategia per promuovere lo sviluppo sociale ed economico e non un programma per colmare un vuoto nell’istruzione secondaria. Tuttavia, si è subito visto che l’educazione era il modo per raggiungere quell’obiettivo.

Una differenza pionieristica tra il SAT e gli altri modelli scolastici più accettati è il concetto di «facilitatore (tutor)». Gli insegnanti che lavorano con il SAT sono chiamati facilitatori e il loro ruolo consiste nel guidare e facilitare il processo di apprendimento, piuttosto che solo impartire informazioni. La mancanza di gerarchia è «una distinzione importante», scrive Brookings, che crea una cultura di rispetto e fiducia reciproci tra facilitatori e studenti.

«Questo rapporto cambia radicalmente il processo dell’insegnamento-apprendimento», dice il rapporto. «Il suo carattere distintivo è evidente anche nell’importanza attribuita dal programma al dialogo e al dibattito, negli esercizi che uniscono l’insegnante e lo studente e che normalmente sono svolti in un circolo o in piccoli gruppi».

Inoltre, a differenza dei modelli educativi tradizionali, il SAT attribuisce una grande importanza al servizio alla comunità. «Il servizio alla comunità non è visto come un semplice aggiuntivo dell’insegnamento, ma come una parte del curriculum di base», ha spiegato la signora Robinson.

«Quando abbiamo presentato ad altri le idee sulle quali il SAT si fonda, abbiano ricevuto risposte come “ne sono entusiasta, ma è un’utopia”», ha detto Erin Murphy-Graham, professoressa presso l’Università della California a Berkeley e autrice di Opening Minds, Improving Lives: Education and Women Empowerment in Honduras [Aprire la mente, migliorare la vita: l’educazione e la valorizzazione delle donne in Honduras]. «Ma il SAT non è un’utopia — questo metodo è stato applicato, è stato testato, è stato perfezionato. È un programma educativo che è stato in grado di incorporare un quadro concettuale molto specifico e molto preciso nel ruolo della conoscenza nella civiltà in progresso ed è possibile. Non stiamo parlando di un lontano futuro. Parliamo di cose che stanno accadendo proprio ora, sulla terra, in diversi paesi dell’America Latina».

Lo studio casistico sul programma SAT, intitolato «Sistema de Aprendizaje Tutorial: ridefinire l’educazione secondaria rurale nell’America Latina», è stato scritto da Christina Kwauk e Jenny Perlman Robinson e pubblicato dal Centro Brookings per l’educazione universale nel luglio 2016. Una copia del testo inglese è disponibile online qui: https://www.brookings.edu/wp-content/uploads/2016/07/FINAL-SAT-Case-Study.pdf 

Per ulteriori informazioni su questo studio, si vada al sito BWNS per ascoltare un’intervista tra il dottor Murphy-Graham e la signora Robinson che spiega perché il SAT è stato scelto da Brookings, ciò che rende innovativa la filosofia del programma e l’impatto che esso ha avuto su molte comunità nell’America Latina.

Per leggere l’articolo in inglese on-line, visualizzare le fotografie, accedere ai collegamenti e ascoltare l’intervista in inglese si vada a: http://news.bahai.org/story/1155

32 eurodeputati e parlamentari chiedono la fine dell’«apartheid economico» contro i bahá’ í in Iran

Bruxelles, 15 marzo 2017 – Chiamando l’azione iraniana di oppressione contro le imprese baha’i una forma di «apartheid economico», tredici membri del Parlamento europeo e 19 membri di sette parlamenti nazionali hanno firmato una petizione che chiede alle autorità iraniane di rimuovere immediatamente gli ostacoli che impediscono ai baha’i di guadagnarsi da vivere in Iran e di contribuire al progresso del loro paese. 

La petizione, che è stata presentata ieri a sua eccellenza Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, incomincia notando che l’Iran ha chiuso 132 aziende appartenenti a baha’i verso la fine dell’anno scorso. 

Queste chiusure sono uno delle «molte tattiche» utilizzate per distruggere la comunità baha’i come «entità vitale», dice la petizione. 

«Altre misure del deliberato apartheid economico contro i baha’i voluto dal governo prevedono il categorico divieto di accesso a posti governativi, ritardi o blocchi dell’erogazione delle licenze di lavoro privato, pressioni sulle aziende perché licenzino i dipendenti baha’i, pressioni sulle banche perché blocchino i conti dei clienti baha’i e blocchi all’accesso alla formazione universitaria», dice la petizione. 

Trasmettendo la petizione alla signora Mogherini, Rachel Bayani, rappresentante della Baha’i International Community a Bruxelles, ha detto in una lettera di copertura: 

«Confidiamo che l’Unione Europea, mentre impegna l’Iran in una conversazione sostanziale sui diritti umani, prenda in considerazione la sistematica oppressione della comunità baha’i che dura da quasi quattro decenni, e includa, nel suo dialogo con l’Iran, un piano di misure concrete per eliminare gradualmente gli ostacoli affinché la comunità baha’i iraniana possa contribuire, alla pari con i suoi concittadini, al progresso del paese».  

Oltre ai 13 membri del Parlamento europeo, la petizione è stata firmata da parlamenti nazionali dall’Austria, dalla Francia, dalla Germania, dal Lussemburgo, dalla Svezia, dai Paesi Bassi e dal Regno Unito. La petizione completa e il relativo elenco di firmatari può essere letto in inglese qui . 

La lettera di copertura della signora Bayani alla signora Mogherini può essere letta in inglese qui . 

Per saperne di più, si prega di leggere la storia completa in inglese qui