Nuova ondata di arresti di baha’i in Iran

19 novembre 2015, (BWNS) — La comunità baha’i in Iran ha subito una nuova ondata di arresti e di chiusure di pubblici esercizi.

Domenica, 15 novembre, le autorità iraniane hanno lanciato un attacco coordinato contro la comunità baha’i arrestando 15 baha’i in tre città, dopo aver fatto irruzione nelle loro case e averle perquisite..

Gli arresti hanno avuto luogo nelle città di Teheran, Isfahan and Mashad. I nomi confermati sono i seguenti:

6 in Teheran

Signor Sahba Farnoush

Signora Negar Bagheri

Signora Nava Monjazeb

Signor Yavar Haghighat

Signor Navid Aghdasi

Signora Helia Moshtagh

 

5 in Isfahan

Signor Keyvan Nik-Aien

Signora Parvin Nik-Aien

Signora Yeganeh Agahi

Signor Matin Janamian

Signor Arshia Rowhani

 

4 in Mashad

Signora Sanaz Eshaghi

Signora Nika Pakzadan

Signora Farzaneh Daneshgari

Signora Nagmeh Zabihian

Inoltre, oltre cinque negozi sono stati chiusi dalle autorità nelle città di Ghaem Shahr, Kerman e Rafsanjan. Non è un caso che le chiusure abbiano avuto luogo un giorno dopo che la comunità baha’i aveva celebrato due delle più importanti festività sacre baha’i, la Nascita del Bab e la Nascita di Baha’u’llah, che cadono in due giorni consecutivi e durante le quali i baha’i si astengono dal lavoro. Per gli esercenti, questo significa chiudere i loro esercizi, un atto che equivale a una punizione da parte delle autorità, che hanno spesso impedito ai baha’i di riaprire i negozi, dopo averli chiusi. E in effetti alcuni dei negozi che sono stati chiusi dopo le Festività gemelle nel 2014 non hanno ancora avuto il permesso di riaprire.

Non si conoscono altri dettagli.

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Gli europei esprimono preoccupazione per l’oppressione economica dei baha’i iraniani

Bruxelles, 17 novembre 2015, (BWNS)

—Eminenti europei, compresi alcuni membri del Parlamento, chiedono all’Iran di porre fine alla repressione economica dei baha’i. 

Una delle più importanti di queste espressioni è venuta dall’intergruppo del Parlamento europeo sulla libertà di religione o di credo e sulla tolleranza religiosa, che esorta «le autorità iraniane a porre fine all’oppressione economica continua e sistematica dei membri della Fede baha’i in Iran». 

«I baha’i non possono accedere agli studi superiori, sono esclusi da tutte le forme di occupazione nel settore pubblico e non possono ottenere permessi di lavoro per molti tipi di aziende», ha detto Dennis de Jong, co-presidente dell’intergruppo. 

«Queste politiche esprimono un chiaro impegno da parte del governo di soffocare la vita economica della comunità baha’i e sono inammissibili sia per il diritto internazionale sia per la comune decenza umana», ha detto il signor de Jong. 

Altri eminenti europei che hanno espresso preoccupazione per la repressione economica dei baha’i da parte dell’Iran sono il deputato al Parlamento europeo Klaus Buchner della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Iran. 

«I baha’i non possono accedere agli studi e a determinate professioni e ora anche le loro imprese private sono bloccate», ha detto il deputato europeo Buchner, che è stato citato in un nuovo video sul tema, rilasciato questa settimana. 

Alcuni parlamentari si sono pronunciati anche a livello nazionale. 

In Germania, il membro del Parlamento Omid Nouripour ha detto che l’esclusione dei baha’i da «tutte le aree della vita della società» sta «discriminando migliaia dei suoi cittadini privandoli dei loro diritti fondamentali». 

«Chiunque parli di una ripresa del commercio, ma tolga a decine di migliaia di individui la possibilità di una libera impresa, scredita se stesso», ha detto il signor Nouripour. 

Nel Regno Unito, l’onorevole baronessa Berridge, co-presidente del gruppo parlamentare interpartitico per la libertà internazionale di religione o di credo, ha detto che la decisione dell’Iran di chiudere alcuni esercizi di proprietà baha’i «è un altro aspetto dello sforzo delle autorità iraniane di estirpare la comunità baha’i». 

L’onorevole Alistair Carmichael, funzionario del gruppo parlamentare interpartitico per la Fede baha’i, ha detto: “Dato che l’Iran si apre al commercio e a maggiori scambi con la comunità internazionale, i baha’i iraniani dovrebbe poter contribuire alla prosperità della loro nazione e poter guadagnare il necessario per le loro famiglie come qualsiasi altro cittadino». 

Nei Paesi Bassi, l’onorevole Harry van Bommel ha detto che l’oppressione economica dei baha’i è «molto preoccupante». Ha poi soggiunto: «Chiudere un esercizio o rifiutarsi di rinnovare una licenza di lavoro non è solo una violazione dei diritti economici, sembra un altro sforzo da parte delle autorità iraniane per impoverire e sradicare la comunità baha’i in Iran». 

In Spagna, un esperto per gli affari religiosi del governo ha espresso la sua preoccupazione. 

«L’Iran sta perdendo l’opportunità di sfruttare l’energia, la forza costruttiva e la potenzialità della minoranza baha’i impedendo loro di lavorare, nel settore pubblico e privato», ha detto Ricardo Garcia, ex vice direttore generale per gli affari religiosi del Ministero della giustizia, che ora serve nella Commissione nazionale del Ministero per gli affari religiosi. 

Il nuovo video rilasciato dalla Baha’i International Community presenta anche i commenti di molti leader della società civile, tra cui Bernadette Segol, segretaria generale della Confederazione sindacale europea. 

«I movimenti sindacali vogliono che gli standard fondamentali del lavoro stabiliti dall’ILO siano rispettati ovunque nel mondo e vogliono che i diritti umani siano rispettati in qualsiasi transazione o accordo commerciale», ha detto la signora Segol. 

Ioana David — Presidente della Confederazione europea delle imprese giovanili per l’anno accademico 2014-2015 — ha detto «come studenti ci sentiamo offesi dal fatto che agli studenti baha’i sia negato il diritto di studiare nelle Università. 

«È difficile per noi capire come si possa negare il diritto di pensare e di lavorare per il proprio paese», ha detto la signora David. 

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BATTAMBANG, Cambogia, hanno inizio i lavori per una Casa di culto locale

Hanno inizio i lavori per una Casa di culto locale 

BATTAMBANG, Cambogia, 15 novembre 2015, (BWNS) — Sabato 14 novembre hanno avuto inizio i lavori per una Casa di culto locale baha’i.  

Circa duecento membri della comunità della regione del Battambang in Cambogia si sono riuniti per celebrare lo storico evento, incominciando con preghiere all’alba. L’evento è coinciso con la commemorazione delle due Natalità gemelle — la Nascita del Bab e la Nascita di Baha’u’llah.  

Anche se non è stata ancora costruita, la Casa di culto sta diventando parte del tessuto della vita comunitaria e gli sviluppi relativi alla sua costruzione sono visti come uno sforzo collettivo, che sta galvanizzando la popolazione del luogo. Essa è, come scrive la Casa Universale di Giustizia, un ponte fra «due aspetti essenziali, inseparabili della vita baha’i: la preghiera e il servizio». 

L’inizio dei lavori segna una pietra miliare — il primo del suo genere — tra le sette località annunciate dalla Casa Universale di Giustizia nel 2012 nelle quali nei prossimi anni nascerà una Casa di culto.  

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Il ruolo della religione esplorato durante il Consiglio di Scambi europei

SARAJEVO, 8 novembre 2015, (BWNS) —La religione è una potente fonte di motivazione umana e la società deve cercare di capire meglio come si possa trarre vantaggio dalla sua influenza, ha detto la Baha’i International Community (BIC) durante un’importante riunione del Consiglio d’Europa.

Leader politici e religiosi, nonché rappresentanti della società civile e del mondo accademico hanno partecipato al Consiglio di Scambi europei sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale a Sarajevo, Bosnia-Erzegovina, il 2-3 novembre.

La riunione ha esplorato il tema «come costruire insieme società inclusive», concentrandosi sul ruolo della religione nella sfera pubblica e su come l’educazione religiosa e non religiosa nelle scuole potrebbe promuovere comunità più tolleranti.

Rachel Bayani, rappresentante della Baha’i International Community presso l’Unione europea, ha detto: «Bisogna analizzare alcune delle ipotesi su cui poggiano gli attuali accordi sociali e garantire che essi non privino la società del ruolo costruttivo che la religione può svolgere».

«La religione è una potente fonte di motivazione umana positiva e abbiamo bisogno di capire meglio come attingere a quella fonte a beneficio della società nel suo insieme», ha proseguito.

La riunione ha anche riflettuto su come il pensiero religioso e secolare potrebbe aiutare a prevenire la diffusione della radicalizzazione e l’estremismo violento.

Il ministro dell’interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, ha detto che anche i leader religiosi condividono la comune responsabilità di rendere il mondo un posto migliore per tutti.

«La religione è la soluzione, non il problema», ha detto il ministro.

Il presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Anne Brasseur, ha sottolineato il significato simbolico del raduno a Sarajevo, che è stata il teatro di uno dei più tragici conflitti, pur essendo un emblema di incrocio di civiltà e di convivenza religiosa.

Gli Scambi annuali organizzati dal Consiglio d’Europa — una grande organizzazione regionale composta da circa 47 stati membri — mirano a promuovere i diritti umani e la democrazia e a fornire una piattaforma per un dialogo aperto e trasparente su varie problematiche sociali.

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